La trasformazione della finanza da angelo a satana

L’epoca moderna e’ soprattutto contrassegnata dal sempre maggiore potere che ha acquistato l’alta finanza nella vita degli Stati, delle loro economie e dei singoli cittadini. Il globalismo e il sempre piu’ intricato collegamento delle varie parti del mondo hanno fatto si’ che sia diventata realta’ la frase del film “The Butterfly Effect” (2004) che recita ” si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”. Questo detto si e’ presto trasferito nei locali delle grandi finanziarie internazionali pronte a sfruttare momenti di debolezza in un primo tempo delle industrie, poi delle monete e infine degli Stati. Di esempi ne abbiamo avuti tanti ed anche l’Italia e le sue industrie hanno subito vari attacchi della finanza con manovre speculative che hanno non poco danneggiato la nostra economia e influito sugli avvenimenti politici del nostro Paese. Il caso piu’ eclatante e’ quello che ha portato il 16 novembre 2011 alle dimissioni del quarto governo Berlusconi ed all’avvento a Palazzo Chigi di Mario Monti. In quel terribile anno la speculazione internazionale, che gia’ aveva colpito la Grecia, portata ad un vero e proprio commissariamento, prese di mira l’Italia tant’e’ che lo spread, che misura il differenziale di rendimento tra i nostri titoli pubblici (Bpt, Cct e Bot) e quelli tedeschi, sali’ a livelli incredibili arrivando a superare e di molto quota 500 e con i tassi dei nostri titoli pubblici biennali che volarono al 7,25 per cento. A salvare l’Italia da un vero e proprio terremoto finanziario furono l’intervento dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e la “cura di cavallo” adottata da Monti per uscire dall’attacco dei grandi centri finanziari (non esclusa la Deutsche Bank). Anche in questo periodo di coronavirus, nel quale il morbo ha messo in ginocchio le economie di tutto il mondo, con un impressionante calo di attivita’ produttive e commerci, la finanza era pronta ( ed e’ tuttora pronta) a tirare fuori gli artigli, ma forse perche’ tutti sono stati coinvolti nella crisi, si e’ trovata di fronte una reazione compatta da parte di Ue e Bce mentre vari governi nazionali hanno allargato il novero delle imprese soggette al “golden power” per evitare manovre speculative sulle imprese costrette ed interrompere o limitare le proprie attivita’. E’ allora appropriato il titolo “Diavoli” dato alla serie tv dedicata alle vicende di una banca d’affari anglo-americana. La finanza, infatti, inizialmente nata per aiutare gli imprenditori a trovare investitori che credessero ai loro progetti di sviluppo, piano piano si e’ trasformata in molti casi in un avvoltoio pronto a sbranare i piu’ deboli ed esausti. Senza alcuna distinzione tra amici e nemici, ma solo alla ricerca dei propri interessi. Come Satana, inizialmente l’angelo piu’ bello e piu’ caro a Dio, poi diventato per antomasia il “diavolo”.

G.L.

L’epoca moderna e’ soprattutto contrassegnata dal sempre maggiore potere che ha acquistato l’alta finanza nella vita degli Stati, delle loro economie e dei singoli cittadini. Il globalismo e il sempre piu’ intricato collegamento delle varie parti del mondo hanno fatto si’ che sia diventata realta’ la frase del film “The Butterfly Effect” (2004) che recita ” si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”. Questo detto si e’ presto trasferito nei locali delle grandi finanziarie internazionali pronte a sfruttare momenti di debolezza in un primo tempo delle industrie, poi delle monete e infine degli Stati. Di esempi ne abbiamo avuti tanti ed anche l’Italia e le sue industrie hanno subito vari attacchi della finanza con manovre speculative che hanno non poco danneggiato la nostra economia e influito sugli avvenimenti politici del nostro Paese. Il caso piu’ eclatante e’ quello che ha portato il 16 novembre 2011 alle dimissioni del quarto governo Berlusconi ed all’avvento a Palazzo Chigi di Mario Monti. In quel terribile anno la speculazione internazionale, che gia’ aveva colpito la Grecia, portata ad un vero e proprio commissariamento, prese di mira l’Italia tant’e’ che lo spread, che misura il differenziale di rendimento tra i nostri titoli pubblici (Bpt, Cct e Bot) e quelli tedeschi, sali’ a livelli incredibili arrivando a superare e di molto quota 500 e con i tassi dei nostri titoli pubblici biennali che volarono al 7,25 per cento. A salvare l’Italia da un vero e proprio terremoto finanziario furono l’intervento dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e la “cura di cavallo” adottata da Monti per uscire dall’attacco dei grandi centri finanziari (non esclusa la Deutsche Bank). Anche in questo periodo di coronavirus, nel quale il morbo ha messo in ginocchio le economie di tutto il mondo, con un impressionante calo di attivita’ produttive e commerci, la finanza era pronta ( ed e’ tuttora pronta) a tirare fuori gli artigli, ma forse perche’ tutti sono stati coinvolti nella crisi, si e’ trovata di fronte una reazione compatta da parte di Ue e Bce mentre vari governi nazionali hanno allargato il novero delle imprese soggette al “golden power” per evitare manovre speculative sulle imprese costrette ed interrompere o limitare le proprie attivita’. E’ allora appropriato il titolo “Diavoli” dato alla serie tv dedicata alle vicende di una banca d’affari anglo-americana. La finanza, infatti, inizialmente nata per aiutare gli imprenditori a trovare investitori che credessero ai loro progetti di sviluppo, piano piano si e’ trasformata in molti casi in un avvoltoio pronto a sbranare i piu’ deboli ed esausti. Senza alcuna distinzione tra amici e nemici, ma solo alla ricerca dei propri interessi. Come Satana, inizialmente l’angelo piu’ bello e piu’ caro a Dio, poi diventato per antomasia il “diavolo”.

G.L.

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