LA UE NUOCE ALLA SALUTE

Dopo avere litigato su 18 centesimi al litro, portando a processo il governo, che magari alla sbarra democratica ci dovrebbe andare per ragioni più profonde, ci rendiamo conto di quante bugie l’Europa ci abbia raccontato nell’ultimo anno. Anno di guerra.
L’eurobugia si regge su due pilastri. Il primo è il riparto degli aiuti di stato miliardari. Fra Germania e Francia si sono spartiti l’80 per cento sul malloppo, mentre da noi ci sono pensioni minime sotto i 500 euro. All’Italia del Super Mario Draghi è toccato il 4 virgola sette per cento. Segno che di noi frega all’Ue quanto una squadra di serie C alla Uefa. Il secondo pilastro, mostrarci il lato canaglia dell’Unione, capace di elargire debiti spacciandoli per soldi, e li Draghi è stato bravo, a prenderseli e spacciarli come una conquista, ben sapendo che lo stravagante personaggio che guida la Bce avrebbe alzato i tassi in modo da tramutare in pochi mesi quei soldi liquidi in debito in più.
Una operazione, come direbbe Luca Visentini, il sindacalista finito nella rete del Qatargate con Panzeri e o suoi fenomenali amici di area Pd, da Ocean 11.
Eppure in questo Paese di conformisti, dove ormai da anni esiste una sola verità, non si è sentita una parola su questa truffa alla luce del sole, e continuiamo a prendere lezioni da chi ha partecipato al golpe. Anche perché gli opinion maker de noantri sono stati impegnati a reti unificate in questi ultimi tre anni fra Covid, vaccinazioni, guerre. Con una dote di sciocchezze pronunciate che solo in questi ultimi mesi comincia a essere chiara agli italiani. Segno che una classe dirigente si porta dietro i tromboni che merita. E segno anche che la crisi del sistema riguarda come sempre il re. E anche il giullare.
Dopo avere litigato su 18 centesimi al litro, portando a processo il governo, che magari alla sbarra democratica ci dovrebbe andare per ragioni più profonde, ci rendiamo conto di quante bugie l’Europa ci abbia raccontato nell’ultimo anno. Anno di guerra.
L’eurobugia si regge su due pilastri. Il primo è il riparto degli aiuti di stato miliardari. Fra Germania e Francia si sono spartiti l’80 per cento sul malloppo, mentre da noi ci sono pensioni minime sotto i 500 euro. All’Italia del Super Mario Draghi è toccato il 4 virgola sette per cento. Segno che di noi frega all’Ue quanto una squadra di serie C alla Uefa. Il secondo pilastro, mostrarci il lato canaglia dell’Unione, capace di elargire debiti spacciandoli per soldi, e li Draghi è stato bravo, a prenderseli e spacciarli come una conquista, ben sapendo che lo stravagante personaggio che guida la Bce avrebbe alzato i tassi in modo da tramutare in pochi mesi quei soldi liquidi in debito in più.
Una operazione, come direbbe Luca Visentini, il sindacalista finito nella rete del Qatargate con Panzeri e o suoi fenomenali amici di area Pd, da Ocean 11.
Eppure in questo Paese di conformisti, dove ormai da anni esiste una sola verità, non si è sentita una parola su questa truffa alla luce del sole, e continuiamo a prendere lezioni da chi ha partecipato al golpe. Anche perché gli opinion maker de noantri sono stati impegnati a reti unificate in questi ultimi tre anni fra Covid, vaccinazioni, guerre. Con una dote di sciocchezze pronunciate che solo in questi ultimi mesi comincia a essere chiara agli italiani. Segno che una classe dirigente si porta dietro i tromboni che merita. E segno anche che la crisi del sistema riguarda come sempre il re. E anche il giullare.
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