La variante Omicron è arrivata a Pechino

Olimpiadi e allarme sicurezza: la Cina conta i primi casi di nuove infezioni

La variante Omicron è arrivata a Pechino a meno di tre settimane dall’inizio delle Olimpiadi invernali, che partiranno il 4 febbraio, e i timori per lo scoppio di nuovi focolai hanno spinto le autorità locali ad introdurre immediatamente severe misure restrittive. L’annuncio del contagio collegato alla nuova variante, individuata per la prima volta a novembre in Sudafrica, c’è stato sabato: da allora son state sottoposte a test anti Covid oltre 13mila persone in tutti i luoghi visitati dal paziente nei giorni precedenti, tra cui anche un McDonald’s. Il condominio e il luogo di lavoro della persona infetta, che si trova ad Haidian nel distretto nord-occidentale della città, sono stati isolati. Intanto nelle scorse settimane sono scattate le prime straordinarie restrizioni sono salite infatti a 20 milioni i cinesi confinati in casa. Dopo gli abitanti di Xìan (13 milioni) e di Yuzhou (1,1 milioni), anche i 5,5 milioni di residenti di Anyang, nella provincia centrale dell’Henan, sono entrati in lockdown in seguito alla conferma di 84 infezioni locali dopo il primo caso riportato sabato scorso. Le misure prese dal governo di Pechino non hanno prodotto il risultato sperato, ovvero quello di essere riusciti a cancellare il virus ed a tutto questo va ad aggiungersi l’arrivo nel Paeese della variante Omicron. Il primo caso della mutazione di Sars Cov 2, rilevata per la prima volta in Sudafrica e Botswana, è stato scoperto nel distretto di Haidian, noto per le molte sedi di società tecnologiche: Pang Xinghuo, un funzionario della municipalità, ha spiegato che è partito un primo ciclo di test nel complesso residenziale e nell’edificio dell’ufficio della persona contagiata. Nelle ultime settimane, la capitale ha sollecitato i residenti, al fine di ridurre i rischi di contagio, a evitare i viaggi se non necessari e a non lasciare la città anche per l’imminente Capodanno lunare. L’annuncio delle autorità sanitarie della capitale è arrivato all’indomani delle restrizioni di viaggio imposte dalla città meridionale di Zhuhai, vicino a Macao, ai residenti dopo che i test di massa hanno fatto emergere sette contagi, di cui uno confermato e sei asintomatici. La variante Omicron ha testato la strategia della ‘tolleranza zero’ sposata dalla leadership cinese: il primo focolaio interno è apparso di recente a Tianjin, a 150 chilometri da Pechino, prima di diffondersi in altre parti del Paese, tra cui Dalian, nel Liaoning, e a Anyang, nell’Henan.Il portavoce della Commissione sanitaria nazionale Mi Feng ha spiegato che il Paese ha dovuto affrontare una “duplice sfida” sia dal ceppo inziale del virus che dal ceppo Delta e Omicron. Secondo gli aggiornamenti della Commissione, sono stati registrati 165 casi di Covid nel Paese, di cui 104 trasmessi localmente e 61 importati. Tra quelli interni, 52 fanno capo all’Henan, 39 a Tianjin, 8 al Guangdong, 4 allo Shaanxi e uno allo Zhejiang.

Olimpiadi e allarme sicurezza: la Cina conta i primi casi di nuove infezioni

La variante Omicron è arrivata a Pechino a meno di tre settimane dall’inizio delle Olimpiadi invernali, che partiranno il 4 febbraio, e i timori per lo scoppio di nuovi focolai hanno spinto le autorità locali ad introdurre immediatamente severe misure restrittive. L’annuncio del contagio collegato alla nuova variante, individuata per la prima volta a novembre in Sudafrica, c’è stato sabato: da allora son state sottoposte a test anti Covid oltre 13mila persone in tutti i luoghi visitati dal paziente nei giorni precedenti, tra cui anche un McDonald’s. Il condominio e il luogo di lavoro della persona infetta, che si trova ad Haidian nel distretto nord-occidentale della città, sono stati isolati. Intanto nelle scorse settimane sono scattate le prime straordinarie restrizioni sono salite infatti a 20 milioni i cinesi confinati in casa. Dopo gli abitanti di Xìan (13 milioni) e di Yuzhou (1,1 milioni), anche i 5,5 milioni di residenti di Anyang, nella provincia centrale dell’Henan, sono entrati in lockdown in seguito alla conferma di 84 infezioni locali dopo il primo caso riportato sabato scorso. Le misure prese dal governo di Pechino non hanno prodotto il risultato sperato, ovvero quello di essere riusciti a cancellare il virus ed a tutto questo va ad aggiungersi l’arrivo nel Paeese della variante Omicron. Il primo caso della mutazione di Sars Cov 2, rilevata per la prima volta in Sudafrica e Botswana, è stato scoperto nel distretto di Haidian, noto per le molte sedi di società tecnologiche: Pang Xinghuo, un funzionario della municipalità, ha spiegato che è partito un primo ciclo di test nel complesso residenziale e nell’edificio dell’ufficio della persona contagiata. Nelle ultime settimane, la capitale ha sollecitato i residenti, al fine di ridurre i rischi di contagio, a evitare i viaggi se non necessari e a non lasciare la città anche per l’imminente Capodanno lunare. L’annuncio delle autorità sanitarie della capitale è arrivato all’indomani delle restrizioni di viaggio imposte dalla città meridionale di Zhuhai, vicino a Macao, ai residenti dopo che i test di massa hanno fatto emergere sette contagi, di cui uno confermato e sei asintomatici. La variante Omicron ha testato la strategia della ‘tolleranza zero’ sposata dalla leadership cinese: il primo focolaio interno è apparso di recente a Tianjin, a 150 chilometri da Pechino, prima di diffondersi in altre parti del Paese, tra cui Dalian, nel Liaoning, e a Anyang, nell’Henan.Il portavoce della Commissione sanitaria nazionale Mi Feng ha spiegato che il Paese ha dovuto affrontare una “duplice sfida” sia dal ceppo inziale del virus che dal ceppo Delta e Omicron. Secondo gli aggiornamenti della Commissione, sono stati registrati 165 casi di Covid nel Paese, di cui 104 trasmessi localmente e 61 importati. Tra quelli interni, 52 fanno capo all’Henan, 39 a Tianjin, 8 al Guangdong, 4 allo Shaanxi e uno allo Zhejiang.

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