La verità degli Usa. Non si fidano più degli 007 italiani

Il dossier americano sui 300 mln mai arrivato al Copasir. Domani l’audizione di Gabrielli.

Un’audizione urgente al Copasir, per fare luce sul rapporto degli 007 americani sui finanziamenti di Mosca, dal 2014 a oggi per oltre 300 milioni, a partiti di diversi Paesi. C’è fibrillazione nell’intelligence italiana dopo l’annuncio delle spie americane, che si è abbattuto come una bomba su una campagna elettorale già funestata dalle ombre russe, che quest’estate hanno tenuto banco e sono state cavalcate dalla sinistra per puntare il dito contro il Carroccio sulle ingerenze della Russia nella caduta del governo Draghi. Un clima di sospetto al quale ha contribuito anche il sottosegretario con delega ai Servizi, Franco Gabrielli, il quale nello smentire le circostanze ha in realtà confermato l’esistenza di servizi deviati che si muovono al soldo di 007 stranieri, sottolineando il rischio di “demoralizzazione” per mano di Mosca, ovvero un’operazione che punti “al discredito delle Istituzioni e di chi le rappresenta”. Motivo per il quale le forze politiche, tradotto il centrodestra, avrebbero dovuto prendere le distanze da Putin. Un tema aleatorio che si è esaurito, sparendo dall’agenda della sinistra, ormai a corto di accuse contro l’avversario in lizza per la vittoria e ridotto a farneticazioni sul pericolo per la democrazia e il ritorno al fascismo.

Così l’assist arriva dagli Usa e, a meno di due settimane dal voto, non solo torna l’ombra dello zar ma addirittura fanno il loro ingresso in scena i soldi di Mosca. Tanti. Elargiti in milioni a una serie di politici di tutto il mondo. I servizi segreti americani lanciano la bomba del dossier, snocciolano i dollari dei finanziamenti e fanno sapere di avere tutti i trasferimenti di denaro. Ma non dicono verso chi sono andati i soldi, creando un’ambiguità che alimenta la caccia agli italiani al soldo dei russi. E a poco servono le rassicurazioni del presidente del Copasir, Adolfo Urso, il quale sostiene di aver avuto rassicurazioni sul fatto che l’Italia non è tra l’elenco dei “bonificati” da Putin, “ma le cose possono sempre cambiare”, ha precisato. “Ho concordato con Gabrielli una riunione del Comitato, venerdì. Il Comitato si riunirà con l’audizione di Gabrielli e in quella sede verificheremo, se le avremo, altre notizie in merito”, ha detto Urso. Se le avremo, perché, sostengono dai servizi, quel dossier non è mai arrivato nelle mani del Copasir.

Urso, insomma, non ha mai visto la lista. E questo dimostra ciò che si mormora da mesi in Aise, Aisi e Dis: gli 007 Usa non si fidano più dell’intelligence italiana, che è in un momento di crisi tra l’interruzione delle informazioni sia da Oriente che da Occidente e in subbuglio per la caccia alle streghe di Gabrielli, ormai alla ricerca sfrenata dei “putiniani”. Inoltre il dossier è stato annunciato dagli Usa proprio mentre Urso era a Washington, all’oscuro dell’esistenza del rapporto e preso alla sprovvista dalla divulgazione. In passato quel documento sarebbe andato al vaglio degli 007 italiani e sarebbe rimasto segreto. Ma ormai ci sono manine ovunque.

Il dossier americano sui 300 mln mai arrivato al Copasir. Domani l’audizione di Gabrielli.

Un’audizione urgente al Copasir, per fare luce sul rapporto degli 007 americani sui finanziamenti di Mosca, dal 2014 a oggi per oltre 300 milioni, a partiti di diversi Paesi. C’è fibrillazione nell’intelligence italiana dopo l’annuncio delle spie americane, che si è abbattuto come una bomba su una campagna elettorale già funestata dalle ombre russe, che quest’estate hanno tenuto banco e sono state cavalcate dalla sinistra per puntare il dito contro il Carroccio sulle ingerenze della Russia nella caduta del governo Draghi. Un clima di sospetto al quale ha contribuito anche il sottosegretario con delega ai Servizi, Franco Gabrielli, il quale nello smentire le circostanze ha in realtà confermato l’esistenza di servizi deviati che si muovono al soldo di 007 stranieri, sottolineando il rischio di “demoralizzazione” per mano di Mosca, ovvero un’operazione che punti “al discredito delle Istituzioni e di chi le rappresenta”. Motivo per il quale le forze politiche, tradotto il centrodestra, avrebbero dovuto prendere le distanze da Putin. Un tema aleatorio che si è esaurito, sparendo dall’agenda della sinistra, ormai a corto di accuse contro l’avversario in lizza per la vittoria e ridotto a farneticazioni sul pericolo per la democrazia e il ritorno al fascismo.

Così l’assist arriva dagli Usa e, a meno di due settimane dal voto, non solo torna l’ombra dello zar ma addirittura fanno il loro ingresso in scena i soldi di Mosca. Tanti. Elargiti in milioni a una serie di politici di tutto il mondo. I servizi segreti americani lanciano la bomba del dossier, snocciolano i dollari dei finanziamenti e fanno sapere di avere tutti i trasferimenti di denaro. Ma non dicono verso chi sono andati i soldi, creando un’ambiguità che alimenta la caccia agli italiani al soldo dei russi. E a poco servono le rassicurazioni del presidente del Copasir, Adolfo Urso, il quale sostiene di aver avuto rassicurazioni sul fatto che l’Italia non è tra l’elenco dei “bonificati” da Putin, “ma le cose possono sempre cambiare”, ha precisato. “Ho concordato con Gabrielli una riunione del Comitato, venerdì. Il Comitato si riunirà con l’audizione di Gabrielli e in quella sede verificheremo, se le avremo, altre notizie in merito”, ha detto Urso. Se le avremo, perché, sostengono dai servizi, quel dossier non è mai arrivato nelle mani del Copasir.

Urso, insomma, non ha mai visto la lista. E questo dimostra ciò che si mormora da mesi in Aise, Aisi e Dis: gli 007 Usa non si fidano più dell’intelligence italiana, che è in un momento di crisi tra l’interruzione delle informazioni sia da Oriente che da Occidente e in subbuglio per la caccia alle streghe di Gabrielli, ormai alla ricerca sfrenata dei “putiniani”. Inoltre il dossier è stato annunciato dagli Usa proprio mentre Urso era a Washington, all’oscuro dell’esistenza del rapporto e preso alla sprovvista dalla divulgazione. In passato quel documento sarebbe andato al vaglio degli 007 italiani e sarebbe rimasto segreto. Ma ormai ci sono manine ovunque.

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