Lagarde: politiche di bilancio devono astenersi da aumento inflazione

 

In occasione di un convegno della Banca centrale estone, la presidente della Bce, Christine Lagarde ha dichiarato che le politiche di Bilancio dovrebbero astenersi da misure che rischino di “accentuare le pressioni inflazionistiche”, perché questo “costringerebbe” la Bce “a un inasprimento della politica monetaria superiore a quanto altrimenti necessario. A fronte del rallentamento dell`economia e della compressione dei redditi reali, la politica di bilancio potrebbe assumere un orientamento più espansivo al di là del contributo degli stabilizzatori automatici. In un contesto caratterizzato da vincoli dal lato dell`offerta si rischierebbe tuttavia di accentuare le pressioni inflazionistiche, costringendo la banca centrale a un inasprimento della politica monetaria superiore a quanto altrimenti necessario. Per questo abbiamo sottolineato la necessità che le misure di sostegno di bilancio siano temporanee, mirate e graduate. Temporanee, per non sospingere eccessivamente la domanda al rialzo nel medio periodo; mirate, per consentire all`impulso fiscale di entità limitata di raggiungere chi ne ha maggiore bisogno; e infine graduate, per non indebolire gli incentivi a ridurre la domanda di energia. Le politiche di bilancio dovranno consolidarsi nel tempo e gli effetti per l`inflazione saranno diversi a seconda che ciò avvenga riducendo trasferimenti e consumi pubblici e aumentando il carico impositivo oppure, come spesso in passato, tagliando gli investimenti pubblici. Poiché numerose determinanti dell`inflazione si situano oggi dal lato dell`offerta, per conseguire una crescita non inflazionistica i governi devono adottare politiche che reindirizzino gli investimenti laddove è necessario”.

 

In occasione di un convegno della Banca centrale estone, la presidente della Bce, Christine Lagarde ha dichiarato che le politiche di Bilancio dovrebbero astenersi da misure che rischino di “accentuare le pressioni inflazionistiche”, perché questo “costringerebbe” la Bce “a un inasprimento della politica monetaria superiore a quanto altrimenti necessario. A fronte del rallentamento dell`economia e della compressione dei redditi reali, la politica di bilancio potrebbe assumere un orientamento più espansivo al di là del contributo degli stabilizzatori automatici. In un contesto caratterizzato da vincoli dal lato dell`offerta si rischierebbe tuttavia di accentuare le pressioni inflazionistiche, costringendo la banca centrale a un inasprimento della politica monetaria superiore a quanto altrimenti necessario. Per questo abbiamo sottolineato la necessità che le misure di sostegno di bilancio siano temporanee, mirate e graduate. Temporanee, per non sospingere eccessivamente la domanda al rialzo nel medio periodo; mirate, per consentire all`impulso fiscale di entità limitata di raggiungere chi ne ha maggiore bisogno; e infine graduate, per non indebolire gli incentivi a ridurre la domanda di energia. Le politiche di bilancio dovranno consolidarsi nel tempo e gli effetti per l`inflazione saranno diversi a seconda che ciò avvenga riducendo trasferimenti e consumi pubblici e aumentando il carico impositivo oppure, come spesso in passato, tagliando gli investimenti pubblici. Poiché numerose determinanti dell`inflazione si situano oggi dal lato dell`offerta, per conseguire una crescita non inflazionistica i governi devono adottare politiche che reindirizzino gli investimenti laddove è necessario”.

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