L’allarme delle startup: “Aiutateci o sarà caos”

Anche le startup innovative sono a rischio chiusura. L’allarme arriva direttamente da Alberto Dalmasso, ceo e co-founder di Satispay, eccellenza nazionale nel campo del pagamento online. “I governi che si succedono – evidenzia il manager – a turno si occupano delle grandi crisi industriali del Paese, che cambiano a volte nome ma restano sempre le stesse, dandogli la massima priorità. Servirebbe, invece, invertire l’ordine e mettere al centro dell’agenda le Pmi innovative perché loro saranno le grandi aziende di domani, che permetteranno di trattenere talenti e attrarne dall’estero”. La prima azione, in tal senso, quindi è instaurare un dialogo continuo e non sporadico con chi da tempo chiede solo di essere considerato un interlocutore. Basti pensare alla normativa europea sul digitale. “Aiuterebbe – spiega – ad alzare più rapidamente lo sguardo sul futuro e a definire percorsi e condizioni perché l’Italia possa diventare riferimento in Europa e nel mondo per nuove e strategiche industrie tecnologiche. Il fintech è un comparto in cui eccelliamo, ma si può fare ancora di più”. Queste start-up , dunque, non chiedono particolari favori alla politica, ma semplicemente migliorare alcune regole che possano agevolarle nel lavoro. “È impensabile – sottolinea Dalmasso – che proprio qui, dove è nato un sistema come Satispay per risolvere le problematiche degli esercenti sui pagamenti elettronici, passi una legge sul Pos che continui a parlare solo di strumenti datati come le carte, escludendo dalle opzioni i nuovi circuiti. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è solo non essere tenuti in svantaggio rispetto a operatori già fortemente consolidati e internazionali. Il resto lo definirà una sana e giusta competizione di mercato”. Un messaggio chiaro, pertanto, viene lanciato a chi dopo il 25 settembre si troverà ad avere le redini del Paese. “Ho fiducia – conclude – nel fatto che qualsiasi sarà il nuovo esecutivo metterà in campo tutte le energie a disposizione. Solo così si potrà affrontare il drammatico momento che l’intero mondo sta vivendo”.

Anche le startup innovative sono a rischio chiusura. L’allarme arriva direttamente da Alberto Dalmasso, ceo e co-founder di Satispay, eccellenza nazionale nel campo del pagamento online. “I governi che si succedono – evidenzia il manager – a turno si occupano delle grandi crisi industriali del Paese, che cambiano a volte nome ma restano sempre le stesse, dandogli la massima priorità. Servirebbe, invece, invertire l’ordine e mettere al centro dell’agenda le Pmi innovative perché loro saranno le grandi aziende di domani, che permetteranno di trattenere talenti e attrarne dall’estero”. La prima azione, in tal senso, quindi è instaurare un dialogo continuo e non sporadico con chi da tempo chiede solo di essere considerato un interlocutore. Basti pensare alla normativa europea sul digitale. “Aiuterebbe – spiega – ad alzare più rapidamente lo sguardo sul futuro e a definire percorsi e condizioni perché l’Italia possa diventare riferimento in Europa e nel mondo per nuove e strategiche industrie tecnologiche. Il fintech è un comparto in cui eccelliamo, ma si può fare ancora di più”. Queste start-up , dunque, non chiedono particolari favori alla politica, ma semplicemente migliorare alcune regole che possano agevolarle nel lavoro. “È impensabile – sottolinea Dalmasso – che proprio qui, dove è nato un sistema come Satispay per risolvere le problematiche degli esercenti sui pagamenti elettronici, passi una legge sul Pos che continui a parlare solo di strumenti datati come le carte, escludendo dalle opzioni i nuovi circuiti. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è solo non essere tenuti in svantaggio rispetto a operatori già fortemente consolidati e internazionali. Il resto lo definirà una sana e giusta competizione di mercato”. Un messaggio chiaro, pertanto, viene lanciato a chi dopo il 25 settembre si troverà ad avere le redini del Paese. “Ho fiducia – conclude – nel fatto che qualsiasi sarà il nuovo esecutivo metterà in campo tutte le energie a disposizione. Solo così si potrà affrontare il drammatico momento che l’intero mondo sta vivendo”.

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