L’amore per Roma e le fughe segrete per quel dolce

Elisabetta II e Roma, una storia d’amore che ha origini nel destino. C’è un legame indissolubile, infatti, tra la Regina d’Inghilterra e la Città Eterna. Un file de rouge che ha origine nel giorno della Fondazione, che passa per le opere d’arte italiane e arriva alle tradizioni culinarie del nostro Paese, dal cibo ai vini pregiati. Il giorno dei Natali di Roma, fondata il 21 aprile 753 avanti Cristo, coincidono con la nascita di Elisabetta che, pur essendo più giovane della Capitale d”Italia, con la sue veneranda età di 96 anni resterà per sempre eterna. Eternamente ricordata da chi, nelle sue uniche cinque visite ufficiali in Italia, prima da principessa e poi da sovrana, l’ha conosciuta e apprezzata, perché The Queen, nonostante il suo aspetto algido e gli atteggiamenti scanditi dal cerimoniale di Buckingham Palace, non si è mai sottratta alle emozioni che le ha regalato il nostro Paese. Dove si è recata per la prima volta nel 1951, accompagnata dal suo consorte, il principe Filippo d’Edimburgo. Festeggiò proprio a Roma il suo 25esimo compleanno, a Villa Adriana, a Tivoli. Prima la visita ufficiale in Vaticano da Papa Pio XII, successivamente il colloquio privato con l’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. In mezzo un giro romantico per la città, tra i Fori Imperiali e il Colosseo, dall’Appia Antica fino al Polo Club, per assistere a una partita. Lasciata Roma, la trasferta a Villa Sparta, sulle colline di Fiesole, dove era stato organizzato un evento, durante il quale gustò un ottimo Brunello di Montalcino, il suo vino preferito, lo stesso che venne servito, dalla cantina Biondi-Santi, al banchetto di nozze che seguì la cerimonia nell’Abbazia di Westminster e il suo matrimonio da favola con Filippo, il 20 novembre 1947. Un Brunello Riserva 1955, una delle bottiglie migliori del Novecento scelta personalmente dall’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, fu servito il 28 aprile 1969 all’Ambasciata italiana di Londra, in occasione di una cena in onore della Regina. Una passione per il vitigno italiano così forte che The Queen, dopo aver rafforzato l’amicizia con la famiglia Frescobaldi (da centinaia di anni fornitori di vino per la monarchia inglese), decise di produrre lei stessa delle bottiglie. Non solo vino, ma anche dolci e piatti della tradizione. Si narra che Elisabetta, in tutte le sue visite nella Capitale, si sia sempre riuscita a ritagliare un piccolo spazio di tempo per gustare un dolce di cui andava matta: la millefoglie della pasticceria Cavalletti, lo storico laboratorio di via Nemorense, che in onore della sovrana ha ribattezzato l’iconico dolce a tre piani, farcito con la crema chantilly aromatizzata al Marsala, il Millefoglie della Regina. Che ogni anno se lo faceva spedire a Buckingham Palace. Indimenticabile per Sua Maestà il solenne banchetto organizzato in suo onore nella visita del 2000, nel Salone delle Feste del Quirinale, accolta dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi con la moglie Franca. A tavola vennero serviti 2.700 ravioli di ricotta confezionati a mano dallo chef Alberto Gozzi e dalla sua brigata, sella di manzo chianino arrosto, funghi porcini e verdure coltivate nella Tenuta presidenziale di Castel Porziano. Il tutto innaffiato ancora una volta dal Brunello di Montalcino tanto caro alla Sovrana. Un’altra ricetta italiana che ha fatto colpo su Elisabetta II è un piatto semplice, che affonda le sue radici nella tradizione contadina. Si tratta di un delizioso risotto alle erbette, servito nel pranzo al Quirinale in occasione dell’ultima visita del 2014, quando la sovrana, in un tour de force di ventiquattr’ore, riuscì a partecipare sia alla colazione con Giorgio Napolitano che all’udienza in Vaticano con Papa Francesco. A svelare il piatto che fece breccia nei gusti della sovrana è stato lo chef Massimo Sprega, a servizio della cucina del Presidente da 14 anni e braccio destro di Fabrizio Boca, “Era molto amica del presidente Napolitano”, ha raccontato, “la regina è venuta a pranzo. In seguito si ricordò di tutto ciò che aveva mangiato. Avevamo servito un risotto alle erbe fresche, che ci ha detto che amava”. Accanto alle pietanze preferite, ci sono anche quelle che la Regina non riesce proprio a gradire. Quando c’era The Queen a tavola erano del tutto banditi l’aglio, i piatti piccanti e gli spaghetti, che non sono certo un formato di pasta da consumare con eleganza. Inoltre niente frutti di bosco, perché, diceva lei, potrebbero rimanere tra i denti.

Elisabetta II e Roma, una storia d’amore che ha origini nel destino. C’è un legame indissolubile, infatti, tra la Regina d’Inghilterra e la Città Eterna. Un file de rouge che ha origine nel giorno della Fondazione, che passa per le opere d’arte italiane e arriva alle tradizioni culinarie del nostro Paese, dal cibo ai vini pregiati. Il giorno dei Natali di Roma, fondata il 21 aprile 753 avanti Cristo, coincidono con la nascita di Elisabetta che, pur essendo più giovane della Capitale d”Italia, con la sue veneranda età di 96 anni resterà per sempre eterna. Eternamente ricordata da chi, nelle sue uniche cinque visite ufficiali in Italia, prima da principessa e poi da sovrana, l’ha conosciuta e apprezzata, perché The Queen, nonostante il suo aspetto algido e gli atteggiamenti scanditi dal cerimoniale di Buckingham Palace, non si è mai sottratta alle emozioni che le ha regalato il nostro Paese. Dove si è recata per la prima volta nel 1951, accompagnata dal suo consorte, il principe Filippo d’Edimburgo. Festeggiò proprio a Roma il suo 25esimo compleanno, a Villa Adriana, a Tivoli. Prima la visita ufficiale in Vaticano da Papa Pio XII, successivamente il colloquio privato con l’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. In mezzo un giro romantico per la città, tra i Fori Imperiali e il Colosseo, dall’Appia Antica fino al Polo Club, per assistere a una partita. Lasciata Roma, la trasferta a Villa Sparta, sulle colline di Fiesole, dove era stato organizzato un evento, durante il quale gustò un ottimo Brunello di Montalcino, il suo vino preferito, lo stesso che venne servito, dalla cantina Biondi-Santi, al banchetto di nozze che seguì la cerimonia nell’Abbazia di Westminster e il suo matrimonio da favola con Filippo, il 20 novembre 1947. Un Brunello Riserva 1955, una delle bottiglie migliori del Novecento scelta personalmente dall’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, fu servito il 28 aprile 1969 all’Ambasciata italiana di Londra, in occasione di una cena in onore della Regina. Una passione per il vitigno italiano così forte che The Queen, dopo aver rafforzato l’amicizia con la famiglia Frescobaldi (da centinaia di anni fornitori di vino per la monarchia inglese), decise di produrre lei stessa delle bottiglie. Non solo vino, ma anche dolci e piatti della tradizione. Si narra che Elisabetta, in tutte le sue visite nella Capitale, si sia sempre riuscita a ritagliare un piccolo spazio di tempo per gustare un dolce di cui andava matta: la millefoglie della pasticceria Cavalletti, lo storico laboratorio di via Nemorense, che in onore della sovrana ha ribattezzato l’iconico dolce a tre piani, farcito con la crema chantilly aromatizzata al Marsala, il Millefoglie della Regina. Che ogni anno se lo faceva spedire a Buckingham Palace. Indimenticabile per Sua Maestà il solenne banchetto organizzato in suo onore nella visita del 2000, nel Salone delle Feste del Quirinale, accolta dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi con la moglie Franca. A tavola vennero serviti 2.700 ravioli di ricotta confezionati a mano dallo chef Alberto Gozzi e dalla sua brigata, sella di manzo chianino arrosto, funghi porcini e verdure coltivate nella Tenuta presidenziale di Castel Porziano. Il tutto innaffiato ancora una volta dal Brunello di Montalcino tanto caro alla Sovrana. Un’altra ricetta italiana che ha fatto colpo su Elisabetta II è un piatto semplice, che affonda le sue radici nella tradizione contadina. Si tratta di un delizioso risotto alle erbette, servito nel pranzo al Quirinale in occasione dell’ultima visita del 2014, quando la sovrana, in un tour de force di ventiquattr’ore, riuscì a partecipare sia alla colazione con Giorgio Napolitano che all’udienza in Vaticano con Papa Francesco. A svelare il piatto che fece breccia nei gusti della sovrana è stato lo chef Massimo Sprega, a servizio della cucina del Presidente da 14 anni e braccio destro di Fabrizio Boca, “Era molto amica del presidente Napolitano”, ha raccontato, “la regina è venuta a pranzo. In seguito si ricordò di tutto ciò che aveva mangiato. Avevamo servito un risotto alle erbe fresche, che ci ha detto che amava”. Accanto alle pietanze preferite, ci sono anche quelle che la Regina non riesce proprio a gradire. Quando c’era The Queen a tavola erano del tutto banditi l’aglio, i piatti piccanti e gli spaghetti, che non sono certo un formato di pasta da consumare con eleganza. Inoltre niente frutti di bosco, perché, diceva lei, potrebbero rimanere tra i denti.

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