L’asse dei tre governatori per sanità e infrastrutture

I governatori del sud si alleano ideologicamente contro l’autonomia differenziata tanto voluta dal nord. Una battaglia che vede protagonista anche il governatore del centrodestra della Regione Siciliana, Renato Schifani, che in queste ore ha tenuto a ribadire che: “Sono vicino al governatore Emiliano e De Luca. Si possono rinvenire decine di mie dichiarazioni contro l’idea di una Italia a due velocità. Pur nel rispetto della Costituzione che prevede la possibilità per le regioni di invocare maggiore autonomia, ritengo che prima occorra una omogenizzazione degli aspetti infrastrutturali ed economici del Paese”. Insomma l’ex presidente del Senato storce il naso rispetto alla riforma dell’autonomia differenziata, tanto voluta dal ministero per gli Affari regionali e le Autonomie, guidato dal leghista Roberto Calderoli. Proprio in questi giorni il governatore Schifani, ha incontrato il ministro del Mimit Adolfo Urso, per cercare di risolvere alcune importanti vertenze che potrebbero far ripartire settori strategici dell’economia dell’Isola. Come la soluzione della vicenda Lukoil e il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa per il petrolchimico siracusano, il futuro dell’area industriale di Termini Imerese e lo sviluppo dell’Etna Valley come polo dell’elettronica e dell’innovazione tecnologica. Della stessa linea di pensiero il governatore della Campania Vincenzo De Luca. “La Campania è pronta ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque, a condizione ovviamente che si parta da un flusso di risorse equilibrate”, afferma ai giornalisti il democratico De Luca, a margine del Festival delle Regioni e delle Province autonome. “Abbiamo fatto – prosegue il governatore – una battaglia durata mesi sul riparto del fondo sanitario nazionale. La Campania è l’ultima Regione d’Italia nel riparto del fondo sanitario nazionale e stiamo combattendo con le unghie e con i denti, ma nonostante tutto, oggi siamo pronti ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque. So bene che nel passato ci sono state aree di inefficienza, di cialtroneria e di clientela nel Sud. Ma noi rappresentiamo un altro Sud che è quello dell’efficienza e del rigore amministrativo”. Il ripristino di come è stata pensata l’autonomia differenziata sembra proprio essere una nuova battaglia meridionalista. Un’argine che i governatori attraverso le loro dichiarazioni stanno facendo fronte a questo disegno, che riecheggia in forma strisciante la divisione dell’Italia in aree, secondo il modello confederale del primo ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, attraverso una modifica costituzionale. Insomma: Il nord spinge, il sud invoca cautela. Anzi, in alcuni casi, prepara le barricate, seppur da parte del governo Meloni arrivano garanzie e solidarietà alle regioni del Meridione.
“Il governo vuole favorire l’attuazione dell’autonomia differenziata in tempi rapidi, in un quadro più ampio di riforme per rafforzare e ammodernare l’attuale assetto dello stato. Ma non sarà mai un pretesto per lasciare indietro una parte del territorio”, afferma la premier Giorgia Meloni.
Seguono la stessa onda le dichiarazioni del presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine del primo festival delle Regioni e province autonome andato in oda ieri, a Palazzo Lombardia, a Milano. “Durante la Conferenza alcuni presidenti hanno sollevato delle criticità, ma non in senso di blocco delle autonomie ma per poterle risolvere insieme. C’è stata totale disponibilità da parte della conferenza, del ministro Calderoli. L’autonomia bisogna farla e farla bene e bisogna trovare l’accordo di tutti, ma non ho visto muri, ho visto la volontà di costruire dei ponti in quella direzione con le accortezze necessarie. Mi sono stufato del fatto che ci sia la tesi che le Regioni del Sud non sarebbero all’altezza dell’autonomia. Penso che sia un’umiliazione del Mezzogiorno. Il Mezzogiorno ha tutte le capacità per riuscire a dare delle risposte importanti al proprio territorio. Penso che molte Regioni del Mezzogiorno abbiano il diritto di chiedere l’autonomia e abbiano la capacità di chiedere l’autonomia”.

I governatori del sud si alleano ideologicamente contro l’autonomia differenziata tanto voluta dal nord. Una battaglia che vede protagonista anche il governatore del centrodestra della Regione Siciliana, Renato Schifani, che in queste ore ha tenuto a ribadire che: “Sono vicino al governatore Emiliano e De Luca. Si possono rinvenire decine di mie dichiarazioni contro l’idea di una Italia a due velocità. Pur nel rispetto della Costituzione che prevede la possibilità per le regioni di invocare maggiore autonomia, ritengo che prima occorra una omogenizzazione degli aspetti infrastrutturali ed economici del Paese”. Insomma l’ex presidente del Senato storce il naso rispetto alla riforma dell’autonomia differenziata, tanto voluta dal ministero per gli Affari regionali e le Autonomie, guidato dal leghista Roberto Calderoli. Proprio in questi giorni il governatore Schifani, ha incontrato il ministro del Mimit Adolfo Urso, per cercare di risolvere alcune importanti vertenze che potrebbero far ripartire settori strategici dell’economia dell’Isola. Come la soluzione della vicenda Lukoil e il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa per il petrolchimico siracusano, il futuro dell’area industriale di Termini Imerese e lo sviluppo dell’Etna Valley come polo dell’elettronica e dell’innovazione tecnologica. Della stessa linea di pensiero il governatore della Campania Vincenzo De Luca. “La Campania è pronta ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque, a condizione ovviamente che si parta da un flusso di risorse equilibrate”, afferma ai giornalisti il democratico De Luca, a margine del Festival delle Regioni e delle Province autonome. “Abbiamo fatto – prosegue il governatore – una battaglia durata mesi sul riparto del fondo sanitario nazionale. La Campania è l’ultima Regione d’Italia nel riparto del fondo sanitario nazionale e stiamo combattendo con le unghie e con i denti, ma nonostante tutto, oggi siamo pronti ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque. So bene che nel passato ci sono state aree di inefficienza, di cialtroneria e di clientela nel Sud. Ma noi rappresentiamo un altro Sud che è quello dell’efficienza e del rigore amministrativo”. Il ripristino di come è stata pensata l’autonomia differenziata sembra proprio essere una nuova battaglia meridionalista. Un’argine che i governatori attraverso le loro dichiarazioni stanno facendo fronte a questo disegno, che riecheggia in forma strisciante la divisione dell’Italia in aree, secondo il modello confederale del primo ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, attraverso una modifica costituzionale. Insomma: Il nord spinge, il sud invoca cautela. Anzi, in alcuni casi, prepara le barricate, seppur da parte del governo Meloni arrivano garanzie e solidarietà alle regioni del Meridione.
“Il governo vuole favorire l’attuazione dell’autonomia differenziata in tempi rapidi, in un quadro più ampio di riforme per rafforzare e ammodernare l’attuale assetto dello stato. Ma non sarà mai un pretesto per lasciare indietro una parte del territorio”, afferma la premier Giorgia Meloni.
Seguono la stessa onda le dichiarazioni del presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine del primo festival delle Regioni e province autonome andato in oda ieri, a Palazzo Lombardia, a Milano. “Durante la Conferenza alcuni presidenti hanno sollevato delle criticità, ma non in senso di blocco delle autonomie ma per poterle risolvere insieme. C’è stata totale disponibilità da parte della conferenza, del ministro Calderoli. L’autonomia bisogna farla e farla bene e bisogna trovare l’accordo di tutti, ma non ho visto muri, ho visto la volontà di costruire dei ponti in quella direzione con le accortezze necessarie. Mi sono stufato del fatto che ci sia la tesi che le Regioni del Sud non sarebbero all’altezza dell’autonomia. Penso che sia un’umiliazione del Mezzogiorno. Il Mezzogiorno ha tutte le capacità per riuscire a dare delle risposte importanti al proprio territorio. Penso che molte Regioni del Mezzogiorno abbiano il diritto di chiedere l’autonomia e abbiano la capacità di chiedere l’autonomia”.

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