L’AUTOSTRADA S’HA DA FARE”

“Non voglio essere categorico, ma l’alternativa allo sbocco della Valdastico Nord a Rovereto Sud non la vedo. Non a caso se ne discute da mezzo secolo. Sono favorevole alla A31 anche in un’ottica di sviluppo del Trentino. Dobbiamo essere pragmatici. Se ognuno rimane sulle proprie posizioni l’autostrada non si farà mai. A meno che chi è contrario all’ipotesi di Rovereto, ma non voglio pensarlo, si muove proprio in quest’ottica. Mette i bastoni tra le ruote come fece una generazione di politici trentini”.
Maurizio Fugatti è l’uomo del sì. Convintamente. Il presidente leghista del Trentino che nel 2018 ha rotto l’egemonia del Centrosinistra, è prudente, ma deciso. È il primo governatore trentino che dice di essere favorevole alla A31. Vuole realizzare l’autostrada infinita. Peggiore della Salerno-Reggio Calabria. Attirandosi molte critiche. Prima a casa sua. Adesso in Veneto.

L’ha sorpresa, presidente, lo schiaffo delle categorie economiche vicentine alla delibera di giunta?
La A31 a Rovereto è nel mio programma del 2018. Non è una sorpresa che abbiamo lavorato in questi anni di concerto con le categorie economiche trentine, tutte favorevoli. Sono coerente. Ognuno, poi, a casa propria è padrone di dire la sua. Poi si assume le sue responsabilità. Non mi agito, comunque, se le categorie vicentine sono contrarie. Anzi, le dirò di più…

Che cosa, presidente?
Vede, il ritornello a Trento è che da quando mi batto per la A31 Nord sono schiavo dei veneti. Perché i trentini non la vogliono mentre i veneti, soprattutto vicentini, sì. Adesso che i veneti mi accusano sono contento.

Perché la soluzione di Trento non è praticabile?
Non risponde ai nostri interessi. Acclarata l’importanza della Valdastico, gli studi che abbiamo commissionato spiegano che per l’area di Trento avrebbe un interesse viabilistico e di traffico, mentre per Rovereto sarebbe anche un volano economico straordinario. I tempi di percorrenza, oltretutto, spiegano altre cose.

Ad esempio.
Che tra Rovereto e Trento Centro in A22 ci sono 27,6 km e in auto si impiegano 21 minuti. Tenuto conto del tempo che si impiegherebbe tra il Vicentino e Rovereto Sud, si risparmierebbero comunque 20’ in macchina e 25’ in camion. Non è poco. Eppure spostandosi da Besenello a Rovereto non va più bene. La trovo una posizione ideologica. Bisogna essere realistici. Tanto più che ad essere stati presi in giro dai trentini per oltre 40 anni con l’uscita a Besenello sono stati i veneti”.

Qual è l’iter amministrativo dopo la delibera di giunta sulla A31?
C’è tempo 90 giorni per le osservazioni dei territori. Tenga presente che non sono favorevoli. Gli amministratori non mi applaudono. Per i territori trentini interessati dalla Valdastico, al netto delle categorie favorevoli, è una pregiudiziale. Ma il Trentino nel suo complesso è favorevole. Dopo le osservazioni ci incontreremo con le amministrazioni e se non ci saranno controdeduzioni tecnico-ambientali nei prossimi sei mesi chiuderemo la variante. A quel punto la palla passerà al ministero delle Infrastrutture e alla concessionaria. L’importante è che noi trentini i compiti a casa li completiamo senza che in futuro qualcuno ci accusi di essere stati inadempienti.

A proposito, della A31 ha parlato con il suo leader Salvini, da poco ministro?
Lasciamo il tempo al ministro di prendere possesso di tutti i dossier, quindi inizieremo a parlarci. Ma la delibera di giunta è già una interlocuzione.

Al suo collega veneto Zaia che cosa vuol dire?
Stimo Luca come un politico realista e lungimirante, amato dai veneti, dobbiamo lavorare per una soluzione di interesse per il Nordest. L’alternativa è che la Valdastico si fermi per sempre. Facciamola subito.

“Non voglio essere categorico, ma l’alternativa allo sbocco della Valdastico Nord a Rovereto Sud non la vedo. Non a caso se ne discute da mezzo secolo. Sono favorevole alla A31 anche in un’ottica di sviluppo del Trentino. Dobbiamo essere pragmatici. Se ognuno rimane sulle proprie posizioni l’autostrada non si farà mai. A meno che chi è contrario all’ipotesi di Rovereto, ma non voglio pensarlo, si muove proprio in quest’ottica. Mette i bastoni tra le ruote come fece una generazione di politici trentini”.
Maurizio Fugatti è l’uomo del sì. Convintamente. Il presidente leghista del Trentino che nel 2018 ha rotto l’egemonia del Centrosinistra, è prudente, ma deciso. È il primo governatore trentino che dice di essere favorevole alla A31. Vuole realizzare l’autostrada infinita. Peggiore della Salerno-Reggio Calabria. Attirandosi molte critiche. Prima a casa sua. Adesso in Veneto.

L’ha sorpresa, presidente, lo schiaffo delle categorie economiche vicentine alla delibera di giunta?
La A31 a Rovereto è nel mio programma del 2018. Non è una sorpresa che abbiamo lavorato in questi anni di concerto con le categorie economiche trentine, tutte favorevoli. Sono coerente. Ognuno, poi, a casa propria è padrone di dire la sua. Poi si assume le sue responsabilità. Non mi agito, comunque, se le categorie vicentine sono contrarie. Anzi, le dirò di più…

Che cosa, presidente?
Vede, il ritornello a Trento è che da quando mi batto per la A31 Nord sono schiavo dei veneti. Perché i trentini non la vogliono mentre i veneti, soprattutto vicentini, sì. Adesso che i veneti mi accusano sono contento.

Perché la soluzione di Trento non è praticabile?
Non risponde ai nostri interessi. Acclarata l’importanza della Valdastico, gli studi che abbiamo commissionato spiegano che per l’area di Trento avrebbe un interesse viabilistico e di traffico, mentre per Rovereto sarebbe anche un volano economico straordinario. I tempi di percorrenza, oltretutto, spiegano altre cose.

Ad esempio.
Che tra Rovereto e Trento Centro in A22 ci sono 27,6 km e in auto si impiegano 21 minuti. Tenuto conto del tempo che si impiegherebbe tra il Vicentino e Rovereto Sud, si risparmierebbero comunque 20’ in macchina e 25’ in camion. Non è poco. Eppure spostandosi da Besenello a Rovereto non va più bene. La trovo una posizione ideologica. Bisogna essere realistici. Tanto più che ad essere stati presi in giro dai trentini per oltre 40 anni con l’uscita a Besenello sono stati i veneti”.

Qual è l’iter amministrativo dopo la delibera di giunta sulla A31?
C’è tempo 90 giorni per le osservazioni dei territori. Tenga presente che non sono favorevoli. Gli amministratori non mi applaudono. Per i territori trentini interessati dalla Valdastico, al netto delle categorie favorevoli, è una pregiudiziale. Ma il Trentino nel suo complesso è favorevole. Dopo le osservazioni ci incontreremo con le amministrazioni e se non ci saranno controdeduzioni tecnico-ambientali nei prossimi sei mesi chiuderemo la variante. A quel punto la palla passerà al ministero delle Infrastrutture e alla concessionaria. L’importante è che noi trentini i compiti a casa li completiamo senza che in futuro qualcuno ci accusi di essere stati inadempienti.

A proposito, della A31 ha parlato con il suo leader Salvini, da poco ministro?
Lasciamo il tempo al ministro di prendere possesso di tutti i dossier, quindi inizieremo a parlarci. Ma la delibera di giunta è già una interlocuzione.

Al suo collega veneto Zaia che cosa vuol dire?
Stimo Luca come un politico realista e lungimirante, amato dai veneti, dobbiamo lavorare per una soluzione di interesse per il Nordest. L’alternativa è che la Valdastico si fermi per sempre. Facciamola subito.

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