LE CONDIZiONI Della PACE

Vladimir Putin apre ai negoziati di pace con l’Ucraina, ma a condizioni diverse da quelle proposte dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden. “La via preferita per risolvere la situazione in Ucraina è la diplomazia, ma gli Stati Uniti devono riconoscere come territorio della Federazione le regioni ucraine recentemente annesse”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov rispondendo all’inquilino della Casa Bianca, che aveva fatto sapere di essere disponibile a parlare con il presidente russo se quest’ultimo avesse avuto intenzione di porre fine alla guerra.
Washington ad oggi è ferma sulla stessa posizione di Kiev: abbandono immediato di tutti i territori occupati, Crimea compresa, da parte delle truppe russe. “L’operazione militare speciale continuerà certamente” e un ritiro delle truppe “non è un’opzione”, ha affermato Peskov durante la consueta conferenza.
Prove di dialogo, per ora infruttuose, anche sull’asse Mosca-Berlino. “Inondare l’Ucraina di armi e addestrare le truppe ucraine è una politica distruttiva perseguita dall’Occidente”. A causa “dell’ampio sostegno finanziario all’Ucraina, Kiev respinge ogni idea di colloqui”. Lo ha detto il presidente russo in una telefonata con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, secondo quanto riferisce un comunicato del Cremlino, citato dalla Tass.
Questo atteggiamento, si legge ancora, “incoraggia i nazionalisti radicali ucraini a commettere ulteriori odiosi crimini contro i civili”. Il presidente russo “ha chiesto alla Germania di riconsiderare questo approccio in merito agli sviluppi ucraini”. L’agenzia russa sottolinea che la conversazione è avvenuta su iniziativa tedesca. I due leader si erano sentiti il 13 settembre.
Scholz ha esortato Putin a raggiungere al più presto una soluzione diplomatica in Ucraina, con il ritiro delle forze russe, e condannato gli attacchi contro le infrastrutture civili, ribadendo il suo sostegno a Kiev.
Di una possibile cessazione delle ostilità ha parlato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, nel suo intervento ai “Med Dialogues” a Roma: “Ora è molto più complicato, c’è una nuova realtà, ci sono molti attori, l’Ucraina sta avanzando e riprende territori, mentre la Russia colpisce le infrastrutture civili. Penso che prima di primavera avremo un quadro chiaro sul cessate il fuoco e sui negoziati”.
Cavusoglu ha ricordato che la Turchia ha sempre respinto la guerra in Ucraina e condannato i referendum condotti dalla Russia e le annessioni da parte di Mosca.
Il Presidente ucraino Volodymir Zelensky ha annunciato che il Consiglio di sicurezza nazionale ha dato istruzioni al governo per presentare in Parlamento una legge per la messa al bando delle “organizzazioni religiose affiliate con centri di influenza della Federazione russa che operano in Ucraina”. Sarà inoltre esaminata la carta della Chiesa ortodossa ucraina, “per individuare eventuali relazioni con il Patriarcato di Mosca”.
Per il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, le autorità ucraine sono diventate “nemiche della fede ortodossa”.
Su Telegram, Medvedev ha scritto che “i satanisti di Kiev hanno raggiunto la Chiesa ortodossa ucraina canonica. Stanno cercando collegamenti con il mondo russo, stanno confiscando le proprietà della chiesa. Stanno picchiando chierici e parrocchiani”.

Vladimir Putin apre ai negoziati di pace con l’Ucraina, ma a condizioni diverse da quelle proposte dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden. “La via preferita per risolvere la situazione in Ucraina è la diplomazia, ma gli Stati Uniti devono riconoscere come territorio della Federazione le regioni ucraine recentemente annesse”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov rispondendo all’inquilino della Casa Bianca, che aveva fatto sapere di essere disponibile a parlare con il presidente russo se quest’ultimo avesse avuto intenzione di porre fine alla guerra.
Washington ad oggi è ferma sulla stessa posizione di Kiev: abbandono immediato di tutti i territori occupati, Crimea compresa, da parte delle truppe russe. “L’operazione militare speciale continuerà certamente” e un ritiro delle truppe “non è un’opzione”, ha affermato Peskov durante la consueta conferenza.
Prove di dialogo, per ora infruttuose, anche sull’asse Mosca-Berlino. “Inondare l’Ucraina di armi e addestrare le truppe ucraine è una politica distruttiva perseguita dall’Occidente”. A causa “dell’ampio sostegno finanziario all’Ucraina, Kiev respinge ogni idea di colloqui”. Lo ha detto il presidente russo in una telefonata con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, secondo quanto riferisce un comunicato del Cremlino, citato dalla Tass.
Questo atteggiamento, si legge ancora, “incoraggia i nazionalisti radicali ucraini a commettere ulteriori odiosi crimini contro i civili”. Il presidente russo “ha chiesto alla Germania di riconsiderare questo approccio in merito agli sviluppi ucraini”. L’agenzia russa sottolinea che la conversazione è avvenuta su iniziativa tedesca. I due leader si erano sentiti il 13 settembre.
Scholz ha esortato Putin a raggiungere al più presto una soluzione diplomatica in Ucraina, con il ritiro delle forze russe, e condannato gli attacchi contro le infrastrutture civili, ribadendo il suo sostegno a Kiev.
Di una possibile cessazione delle ostilità ha parlato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, nel suo intervento ai “Med Dialogues” a Roma: “Ora è molto più complicato, c’è una nuova realtà, ci sono molti attori, l’Ucraina sta avanzando e riprende territori, mentre la Russia colpisce le infrastrutture civili. Penso che prima di primavera avremo un quadro chiaro sul cessate il fuoco e sui negoziati”.
Cavusoglu ha ricordato che la Turchia ha sempre respinto la guerra in Ucraina e condannato i referendum condotti dalla Russia e le annessioni da parte di Mosca.
Il Presidente ucraino Volodymir Zelensky ha annunciato che il Consiglio di sicurezza nazionale ha dato istruzioni al governo per presentare in Parlamento una legge per la messa al bando delle “organizzazioni religiose affiliate con centri di influenza della Federazione russa che operano in Ucraina”. Sarà inoltre esaminata la carta della Chiesa ortodossa ucraina, “per individuare eventuali relazioni con il Patriarcato di Mosca”.
Per il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, le autorità ucraine sono diventate “nemiche della fede ortodossa”.
Su Telegram, Medvedev ha scritto che “i satanisti di Kiev hanno raggiunto la Chiesa ortodossa ucraina canonica. Stanno cercando collegamenti con il mondo russo, stanno confiscando le proprietà della chiesa. Stanno picchiando chierici e parrocchiani”.

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