Le “mani su San Siro”: un accordo del Comune con i club?
L'amministrazione Sala nuovamente "sotto esame": un favore del Comune sullo stadio?
Palazzo Marino, sede del Comune di Milano
Le “mani su San Siro”
San Siro senza pace, lo stadio torna al centro di un’indagine che colpisce direttamente il cuore amministrativo di Milano. Dopo le vicende legate al tifo organizzato e l’inchiesta “Doppia curva”, l’attenzione della Procura meneghina si è spostata sul piano istituzionale e urbanistico, con un fascicolo che riguarda la gestione del progetto sul Meazza e le procedure pubbliche connesse.
San Siro, il sospetto della “turbativa d’asta”
L’ipotesi di reato contestata è quella di turbativa d’asta, in relazione a presunti condizionamenti nelle scelte amministrative che riguardano l’area dello stadio e le prospettive di sviluppo urbanistico collegate. Secondo quanto emerso ieri, al centro dell’inchiesta ci sarebbe un possibile sistema di relazioni tra amministratori pubblici, tecnici e soggetti legati ai progetti di Inter e Milan, che avrebbe inciso su alcune decisioni chiave.
L’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, si concentra in particolare su atti amministrativi e passaggi procedurali relativi alla valorizzazione dell’area di San Siro. Tra gli indagati figurano nomi di primo piano dell’amministrazione milanese, come l’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi e l’ex vicesindaca Ada De Cesaris, insieme a dirigenti e tecnici comunali.
Per quanto riguarda il versante dei club, risultano coinvolti anche l’ex amministratore delegato dell’Inter Alessandro Antonello e Giuseppe Bonomi, alla guida della società veicolo Sport Life City, creata per lo sviluppo del progetto legato al Meazza.
Un favore ai club?
Il fulcro dell’ipotesi accusatoria riguarda il possibile utilizzo distorto degli strumenti urbanistici, in particolare del Piano di Governo del Territorio. Gli inquirenti ipotizzano che alcune scelte possano aver favorito le esigenze progettuali dei club, soprattutto in termini di volumetrie e destinazioni d’uso, incidendo sul valore complessivo dell’operazione.
In questo contesto, viene valutata anche la questione della stima dell’area pubblica, che secondo l’impostazione investigativa potrebbe essere stata sottovalutata, rendendo più vantaggioso per i soggetti privati l’eventuale acquisizione o sviluppo. Non si tratta, allo stato, di una ricostruzione definitiva ma di un’ipotesi investigativa su cui sono in corso approfondimenti documentali e acquisizioni di atti.
Proprio la natura tecnica dei passaggi amministrativi è uno degli elementi centrali dell’inchiesta: delibere, pareri e valutazioni urbanistiche rappresentano il terreno su cui si concentrano le verifiche, con l’obiettivo di stabilire se vi siano state interferenze indebite nei processi decisionali pubblici.
L’aspetto rilevante, in questa fase, è che l’indagine non riguarda genericamente il progetto stadio, ma si focalizza su specifici snodi procedurali legati a San Siro, considerato uno dei dossier urbanistici più rilevanti degli ultimi anni a Milano. Il sospetto degli inquirenti è che alcune decisioni possano aver inciso sull’equilibrio tra interesse pubblico e interesse privato, alterando le condizioni di partenza di eventuali procedure comparative.
L’amministrazione Sala nuovamente “sotto esame”
Dal punto di vista concreto, l’apertura dell’inchiesta produce effetti immediati soprattutto sul piano amministrativo e politico. Gli atti sotto esame potrebbero essere oggetto di ulteriori verifiche interne e, in caso di sviluppi, non è escluso che alcune procedure legate al futuro dell’area di San Siro possano subire rallentamenti o revisioni. L’eventuale accertamento di irregolarità potrebbe infatti incidere sulla validità di passaggi amministrativi già compiuti.
Sul piano giudiziario, la fase attuale è quella delle indagini preliminari: gli accertamenti dovranno stabilire se le ipotesi di turbativa d’asta trovino riscontro nei fatti e nelle responsabilità individuali. Solo al termine di questo percorso si potrà capire se ci saranno richieste di rinvio a giudizio o archiviazioni.
Nel frattempo, il progetto legato a San Siro entra in una nuova fase di incertezza. L’inchiesta, infatti, si inserisce in un contesto già complesso, dove il futuro dello stadio e dell’area circostante sono oggetto da tempo di confronto tra istituzioni e club. Ora, con l’intervento della magistratura, ogni sviluppo dovrà necessariamente fare i conti con le verifiche in corso e con la necessità di garantire la piena regolarità delle procedure pubbliche. L’evoluzione dell’indagine sarà quindi decisiva non solo sul piano giudiziario, ma anche per capire quale direzione prenderà uno dei progetti urbanistici più rilevanti per la città di Milano.
Torna alle notizie in home