L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Le opposizioni sono ancora ferme a chi deve fare il leader

di Adolfo Spezzaferro -


Dal giorno dopo la sconfitta al referendum, sul nostro giornale abbiamo iniziato a parlare di quello che di certo non è un tabù ma che non a tutti viene spontaneo e naturale prendere in considerazione: le elezioni anticipate.

Politicamente, la scelta vincente per Giorgia Meloni e per l’attuale maggioranza di governo. Eppure non è affatto scontato né automatico che se la premier si prefiggesse l’obiettivo, una volta presentate le dimissioni al capo dello Stato poi si andrebbe con assoluta certezza alle urne. In ogni caso, anche per par condicio, vorremmo fare il punto sull’altro versante, quello delle opposizioni. Neanche a dirlo, per loro il voto anticipato sarebbe una sciagura, visto che sono ancora in altissimo mare.

Anzi, si sono incagliati sulla questione primarie sì/primarie no. Con tutti gli annessi e connessi, a partire da chi correrebbe per le primarie. Intanto, i segnali che arrivano dovrebbero preoccupare più di tutti la segretaria del Pd Elly Schlein, che a detta di molti dovrebbe lasciare la guida del cosiddetto campo largo a Giuseppe Conte. Poi se in caso di primarie il leader 5 Stelle dovesse avere la meglio sugli altri alleati e pure su eventuali altri candidati, allora l’investitura sarebbe conclamata a suffragio popolare.

Certo, per dirla con Cacciari, le primarie forse non interesserebbero gli elettori di centrosinistra quanto un programma unitario alternativo al centrodestra con politiche economiche convincenti, ma questo è un altro discorso. Quello che però è evidente è la differenza sostanziale tra maggioranza e opposizioni: la prima una leader ce l’ha e non è in discussione, così come una linea di governo condivisa e chiara a tutti – dalla sicurezza alla politica estera, passando per il fisco e le politiche di rilancio; le opposizioni invece (già l’obbligo del plurale la dice lunga…) non sono d’accordo su nulla, da chi deve guidare la coalizione a che posizione prendere sulle guerre in corso. Ecco, questo è un dato di fatto che inciderebbe in modo determinante, in caso di voto anticipato.


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