Le primarie in Sicilia: insieme per un giorno

Forse in Sicilia non leggono Repubblica, che ieri titolava a caratteri cubitali “Il Pd: addio Conte”. In effetti il mantra recitato dai dem da quando è caduto Draghi è: “Mai più con il M5S”. Ma la Sicilia evidentemente fa storia a sé, visto che oggi si terranno le primarie della coalizione progressista, ca mpo largo compreso. Nell’isola dunque non è arrivata la nuova tendenza del continente (né gli strepiti di Letta e Conte) : Pd e M5S stanno ancora insieme. “Con il Pd in Sicilia c’è la massima sintonia e la ferrea determinazione a portare a compimento il percorso delle Presidenziali. Suscitano però grande perplessità le dichiarazioni del vicesegretario Pd nazionale Provenzano che in un post su Facebook ha sottolineato l’irresponsabilità del M5S, accusandolo, assieme a Fi e Lega, persino di viltà. Al Pd nazionale pertanto chiediamo chiarezza sull’alleanza in Sicilia: ci dica ora se vuole proseguire il comune cammino e non aspetti il verdetto delle primarie per pronunciarsi”, è la richiesta del referente siciliano del M5S, Nuccio Di Paola. Parole travolte dagli eventi di ieri che rendono ancora più curioso se non cringe il caso delle primarie siciliane. “Noi ci siamo. Ma a condizione che ci sia una stessa visione sia a Roma che a Palermo. I due piani, quello regionale e quello nazionale, non possono essere scomposti. È ovvio che poi i cittadini non capiscono. Il Pd nazionale deve fare chiarezza”, rincarava la dose Di Paola. Ormai è pronto nel fronte progressista per scegliere il candidato presidente alla Regione Siciliana. Le iscrizioni per votare si sono chiuse giovedì sera a quota 42mila e oggi salvo contrordini dell’ultim’ora si voterà. Erasmo Palazzotto del Pd dal canto chiarisce che “questa è la Sicilia e il voto dei siciliani. Noi qui con i 5 Stelle e il movimento che si raccoglie attorno a Claudio Fava abbiamo costruito un percorso politico, stiamo facendo opposizione insieme alla giunta disastrosa di Musumeci e abbiamo proposte comuni, un programma condiviso per i problemi della Sicilia”. Condiviso fino alle primarie. Poi addio campo largo. Per sempre.

Forse in Sicilia non leggono Repubblica, che ieri titolava a caratteri cubitali “Il Pd: addio Conte”. In effetti il mantra recitato dai dem da quando è caduto Draghi è: “Mai più con il M5S”. Ma la Sicilia evidentemente fa storia a sé, visto che oggi si terranno le primarie della coalizione progressista, ca mpo largo compreso. Nell’isola dunque non è arrivata la nuova tendenza del continente (né gli strepiti di Letta e Conte) : Pd e M5S stanno ancora insieme. “Con il Pd in Sicilia c’è la massima sintonia e la ferrea determinazione a portare a compimento il percorso delle Presidenziali. Suscitano però grande perplessità le dichiarazioni del vicesegretario Pd nazionale Provenzano che in un post su Facebook ha sottolineato l’irresponsabilità del M5S, accusandolo, assieme a Fi e Lega, persino di viltà. Al Pd nazionale pertanto chiediamo chiarezza sull’alleanza in Sicilia: ci dica ora se vuole proseguire il comune cammino e non aspetti il verdetto delle primarie per pronunciarsi”, è la richiesta del referente siciliano del M5S, Nuccio Di Paola. Parole travolte dagli eventi di ieri che rendono ancora più curioso se non cringe il caso delle primarie siciliane. “Noi ci siamo. Ma a condizione che ci sia una stessa visione sia a Roma che a Palermo. I due piani, quello regionale e quello nazionale, non possono essere scomposti. È ovvio che poi i cittadini non capiscono. Il Pd nazionale deve fare chiarezza”, rincarava la dose Di Paola. Ormai è pronto nel fronte progressista per scegliere il candidato presidente alla Regione Siciliana. Le iscrizioni per votare si sono chiuse giovedì sera a quota 42mila e oggi salvo contrordini dell’ultim’ora si voterà. Erasmo Palazzotto del Pd dal canto chiarisce che “questa è la Sicilia e il voto dei siciliani. Noi qui con i 5 Stelle e il movimento che si raccoglie attorno a Claudio Fava abbiamo costruito un percorso politico, stiamo facendo opposizione insieme alla giunta disastrosa di Musumeci e abbiamo proposte comuni, un programma condiviso per i problemi della Sicilia”. Condiviso fino alle primarie. Poi addio campo largo. Per sempre.

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