Le storia secondo Totò, nel libro di Emilio Gentile Caporali tanti, uomini pochissimi

Il professore Emilio Gentile, emerito storico dell’Italia del Novecento, ha dedicato “Caporali tanti, uomini pochissimi” (Ed.Laterza) al rapporto tra il principe Antonio de Curtis, in arte Totò, e la Storia. Comunque “a prescindere”, scrive Gentile, Totò appartiene alla Storia, come uno dei più grandi attori italiani e mondiali del Novecento, e ha diritto a essere riconosciuto storicamente. Per quarant’anni, fra il 1927 e il 1967, come attore di teatro nel primo ventennio, come attore di cinema nel secondo, Totò è stato il più popolare comico italiano, tanto che all’inizio degli anni Cinquanta si parlò di “Totòmania” per l’enorme successo nei cinema tra il 1947 e il 1967 (in Italia, gli spettatori dei suoi film furono oltre 250 milioni, con un incasso totale pari a 93 milioni di euro).

Il principe Antonio de Curtis ha lasciato dopo di lui, come ricorda Gentile, Totò, che resta ancora nel tempo. E con Totò, il principe ha lasciato la sua visione della vita e della Storia, che è qualcosa di più di una filastrocca qualunquista, anche se non è neppure qualcosa di più di una esperienza vissuta da un uomo semplice, ma dotato di un eccezionale potere di osservazione e di una straordinaria energia comica, che gli ha permesso di incarnarsi in centinaia di altri esseri umani di fantasia, tutti diversi eppure tutti reali, perché rappresentano la vita umana che fluisce nel tempo, formando la Storia. Ciascuno dei personaggi interpretati (dal ciabattino al reduce smemorato, all’agente segreto) rappresenta, anche in situazioni comiche, un tipo umano; e ciascuno è stato, secondo il carattere e il comportamento: buono, malvagio, avido, generoso, prepotente, morigerato, conformista, aristocratico, sottoproletario, e altro ancora. E’ nella totalità dei suoi personaggi che si esprime la visione della vita e della Storia di Antonio/Totò. Per Gentile questo è un giudizio storico che “prescinde” dal giudizio estetico, perché solo la comprensione storica della singolare, inscindibile individualità di Antonio/Totò era lo scopo dell’indagine svolta in questo libro, e che si è conclusa raccontando la Storia secondo Totò, nella vita di Antonio. Emilio Gentile, professore emerito dell’Università La Sapienza (Roma), collabora con “Sole 24 Ore”. Tra le sue più recenti opere: “Fascismo. Storia e interpretazione”; “Il capo e la folla”; “Mussolini contro Lenin”; “25 luglio 1945” (Premio Acqui Storia 2018);  “Chi è fascista”.

red

Il professore Emilio Gentile, emerito storico dell’Italia del Novecento, ha dedicato “Caporali tanti, uomini pochissimi” (Ed.Laterza) al rapporto tra il principe Antonio de Curtis, in arte Totò, e la Storia. Comunque “a prescindere”, scrive Gentile, Totò appartiene alla Storia, come uno dei più grandi attori italiani e mondiali del Novecento, e ha diritto a essere riconosciuto storicamente. Per quarant’anni, fra il 1927 e il 1967, come attore di teatro nel primo ventennio, come attore di cinema nel secondo, Totò è stato il più popolare comico italiano, tanto che all’inizio degli anni Cinquanta si parlò di “Totòmania” per l’enorme successo nei cinema tra il 1947 e il 1967 (in Italia, gli spettatori dei suoi film furono oltre 250 milioni, con un incasso totale pari a 93 milioni di euro).

Il principe Antonio de Curtis ha lasciato dopo di lui, come ricorda Gentile, Totò, che resta ancora nel tempo. E con Totò, il principe ha lasciato la sua visione della vita e della Storia, che è qualcosa di più di una filastrocca qualunquista, anche se non è neppure qualcosa di più di una esperienza vissuta da un uomo semplice, ma dotato di un eccezionale potere di osservazione e di una straordinaria energia comica, che gli ha permesso di incarnarsi in centinaia di altri esseri umani di fantasia, tutti diversi eppure tutti reali, perché rappresentano la vita umana che fluisce nel tempo, formando la Storia. Ciascuno dei personaggi interpretati (dal ciabattino al reduce smemorato, all’agente segreto) rappresenta, anche in situazioni comiche, un tipo umano; e ciascuno è stato, secondo il carattere e il comportamento: buono, malvagio, avido, generoso, prepotente, morigerato, conformista, aristocratico, sottoproletario, e altro ancora. E’ nella totalità dei suoi personaggi che si esprime la visione della vita e della Storia di Antonio/Totò. Per Gentile questo è un giudizio storico che “prescinde” dal giudizio estetico, perché solo la comprensione storica della singolare, inscindibile individualità di Antonio/Totò era lo scopo dell’indagine svolta in questo libro, e che si è conclusa raccontando la Storia secondo Totò, nella vita di Antonio. Emilio Gentile, professore emerito dell’Università La Sapienza (Roma), collabora con “Sole 24 Ore”. Tra le sue più recenti opere: “Fascismo. Storia e interpretazione”; “Il capo e la folla”; “Mussolini contro Lenin”; “25 luglio 1945” (Premio Acqui Storia 2018);  “Chi è fascista”.

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