Letta stacca la spina al draghismo: “Questa maggioranza è irripetibile”

Il segretario Pd: “Mai più con Salvini”. Nel M5s prove tecniche di disgelo tra Di Maio e Conte: “Nessuna divergenza su Ucraina”

Una maggioranza irripetibile. Per manifesta stanchezza (eufemismo) dei suoi componenti. Il governissimo Draghi sta logorando la pazienza dei suoi soci che avvertono, man mano che s’avvicinano gli appuntamenti elettorali, la pesantezza di una situazione atipica. Irripetibile, insomma, non come iperbole positiva ma come augurio al limite dell’apotropaico. Enrico Letta, intervenuto oggi al Forum Ansa, ha bollato così l’esperienza di trovarsi in maggioranza insieme a tutti gli altri partiti (tranne Fratelli d’Italia). “Oggi l’Italia si trova con questa maggioranza atipica, unica e irripetibile”. Dunque ha spiegato: “Alle prossime elezioni gli italiani decideranno, voteranno e il loro voto determinerà una maggioranza che sosterrà il governo dopo le elezioni e non sarà questa maggioranza, perche’ andremo divisi alle elezioni”. Quindi ha tenuto a sottolineare quello che tutti avrebbero dato per scontato ma che, evidentemente, va ribadito per evitare fraintendimenti: “Il rapporto con Salvini è unico e irripetibile – ha detto Letta -, si svolge in questa situazione perché il Parlamento è totalmente frammentato, altre maggioranze non ci sarebbero e la situazione internazionale obbliga ad avere un governo come questo”.

Insomma, si attende il voto per ritrovare gli schieramenti e rafforzare l’unità dei partiti. Ne avrebbe bisogno, e non poco, anche il M5s. Questa mattina, sul tema della guerra in Ucraina, c’è stata una sorta di riavvicinamento tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e l’ex premier Giuseppe Conte. Entrambi hanno convenuto di affermare quello che, invece, appariva palese a tutti: “Non ci sono visioni differenti sull’Ucraina”. Di Maio, intervenuto a un evento a Napoli sul Pnrr, ha dichiarato: “Si continua a dire questa cosa, cioé che il mio pensiero sull’Ucraina non coincide con quello di Conte. Io sto agendo come ministro degli Esteri sulla base di una risoluzione che ha votato il Parlamento ed è stata votata da quasi tutti i partiti in Parlamento, non solo quelli della maggioranza, ma anche alcuni di opposizione”. Conte ha subito risposto: “Non mi risulta affatto che sul tema della risoluzione sulla guerra in Ucraina ci siano dei dissidi col governo. Ieri con Di Maio ci siamo incrociati in Campania, non ho assolutamente avvertito che lui abbia una linea diversa da quella del M5s. Affronteremo quel passaggio in modo sereno, ma alcuni commentatori sembra quasi che stiano fomentando uno scontro all’interno del governo”.

Insomma, tutta colpa delle malelingue: “Il Movimento 5 Stelle lavora per tutelare gli interessi dell’Italia in Europa – ha tuonato Giuseppe Conte -, nessuno deve dire che noi stiamo lavorando per mettere in difficoltà il governo. Noi stiamo lavorando per rafforzare l’azione di governo. Ci misureremo su una risoluzione che ci auguriamo sia appoggiata da tutto il parlamento, anche dall’opposizione. Però dobbiamo discutere la risoluzione portata avanti è stata deliberata a inizio guerra, ora sono passati tre mesi”.

Il segretario Pd: “Mai più con Salvini”. Nel M5s prove tecniche di disgelo tra Di Maio e Conte: “Nessuna divergenza su Ucraina”

Una maggioranza irripetibile. Per manifesta stanchezza (eufemismo) dei suoi componenti. Il governissimo Draghi sta logorando la pazienza dei suoi soci che avvertono, man mano che s’avvicinano gli appuntamenti elettorali, la pesantezza di una situazione atipica. Irripetibile, insomma, non come iperbole positiva ma come augurio al limite dell’apotropaico. Enrico Letta, intervenuto oggi al Forum Ansa, ha bollato così l’esperienza di trovarsi in maggioranza insieme a tutti gli altri partiti (tranne Fratelli d’Italia). “Oggi l’Italia si trova con questa maggioranza atipica, unica e irripetibile”. Dunque ha spiegato: “Alle prossime elezioni gli italiani decideranno, voteranno e il loro voto determinerà una maggioranza che sosterrà il governo dopo le elezioni e non sarà questa maggioranza, perche’ andremo divisi alle elezioni”. Quindi ha tenuto a sottolineare quello che tutti avrebbero dato per scontato ma che, evidentemente, va ribadito per evitare fraintendimenti: “Il rapporto con Salvini è unico e irripetibile – ha detto Letta -, si svolge in questa situazione perché il Parlamento è totalmente frammentato, altre maggioranze non ci sarebbero e la situazione internazionale obbliga ad avere un governo come questo”.

Insomma, si attende il voto per ritrovare gli schieramenti e rafforzare l’unità dei partiti. Ne avrebbe bisogno, e non poco, anche il M5s. Questa mattina, sul tema della guerra in Ucraina, c’è stata una sorta di riavvicinamento tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e l’ex premier Giuseppe Conte. Entrambi hanno convenuto di affermare quello che, invece, appariva palese a tutti: “Non ci sono visioni differenti sull’Ucraina”. Di Maio, intervenuto a un evento a Napoli sul Pnrr, ha dichiarato: “Si continua a dire questa cosa, cioé che il mio pensiero sull’Ucraina non coincide con quello di Conte. Io sto agendo come ministro degli Esteri sulla base di una risoluzione che ha votato il Parlamento ed è stata votata da quasi tutti i partiti in Parlamento, non solo quelli della maggioranza, ma anche alcuni di opposizione”. Conte ha subito risposto: “Non mi risulta affatto che sul tema della risoluzione sulla guerra in Ucraina ci siano dei dissidi col governo. Ieri con Di Maio ci siamo incrociati in Campania, non ho assolutamente avvertito che lui abbia una linea diversa da quella del M5s. Affronteremo quel passaggio in modo sereno, ma alcuni commentatori sembra quasi che stiano fomentando uno scontro all’interno del governo”.

Insomma, tutta colpa delle malelingue: “Il Movimento 5 Stelle lavora per tutelare gli interessi dell’Italia in Europa – ha tuonato Giuseppe Conte -, nessuno deve dire che noi stiamo lavorando per mettere in difficoltà il governo. Noi stiamo lavorando per rafforzare l’azione di governo. Ci misureremo su una risoluzione che ci auguriamo sia appoggiata da tutto il parlamento, anche dall’opposizione. Però dobbiamo discutere la risoluzione portata avanti è stata deliberata a inizio guerra, ora sono passati tre mesi”.

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