Libano si avvicinano le elezioni presidenziali

Le elezioni in Libia potrebbero tenersi a novembre, ma non è escluso un anticipo. Lo ha sottolineato il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aquila Saleh, nel corso di un’intervista all’emittente Al-Qahera durante la quale ha spiegato che i nodi da sciogliere riguardano la candidatura dei militari e delle persone con doppia cittadinanza. “Se le intenzioni sono vere, è possibile stabilire una base costituzionale su cui si terranno le prossime elezioni”, ha dichiarato Saleh, rivelando che ad ostacolare le elezioni in Libia “è l’ingerenza esterna, ma ora c’è un grande riavvicinamento tra i libici e ci aspettiamo di concordare il corretto percorso costituzionale nel prossimo periodo”. Il presidente della Camera dei rappresentanti ha evidenziato che c’è “quasi” una convergenza sulla formazione di “un nuovo governo neutrale” che supervisioni le elezioni, ribadendo con forza che “non è ragionevole che un candidato presidenziale sia responsabile della nomina dei funzionari elettorali”. Chiaro il riferimento a al capo del governo di Tripoli, Abdul Hamid Dbeibah. “Sarà formato un comitato simile al precedente comitato di dialogo e verrà raggiunto un accordo tra Camera dei rappresentanti e Consiglio di Stato sul nuovo governo. C’è quasi unanimità per cambiare il governo, ma non sono ancora stati individuati i nomi”, ha proseguito, annunciando che tra sabato e domenica prossimi incontrerà al Cairo il leader dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled Al-Mishri. L’uscita dalla crisi passa per un accordo tra gli attori regionali e internazionali interessati, come Egitto, Turchia, Stati Uniti, Francia e Russia. Il ruolo del Cairo e di Ankara è cruciale per arrivare ad una svolta
Le elezioni in Libia potrebbero tenersi a novembre, ma non è escluso un anticipo. Lo ha sottolineato il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aquila Saleh, nel corso di un’intervista all’emittente Al-Qahera durante la quale ha spiegato che i nodi da sciogliere riguardano la candidatura dei militari e delle persone con doppia cittadinanza. “Se le intenzioni sono vere, è possibile stabilire una base costituzionale su cui si terranno le prossime elezioni”, ha dichiarato Saleh, rivelando che ad ostacolare le elezioni in Libia “è l’ingerenza esterna, ma ora c’è un grande riavvicinamento tra i libici e ci aspettiamo di concordare il corretto percorso costituzionale nel prossimo periodo”. Il presidente della Camera dei rappresentanti ha evidenziato che c’è “quasi” una convergenza sulla formazione di “un nuovo governo neutrale” che supervisioni le elezioni, ribadendo con forza che “non è ragionevole che un candidato presidenziale sia responsabile della nomina dei funzionari elettorali”. Chiaro il riferimento a al capo del governo di Tripoli, Abdul Hamid Dbeibah. “Sarà formato un comitato simile al precedente comitato di dialogo e verrà raggiunto un accordo tra Camera dei rappresentanti e Consiglio di Stato sul nuovo governo. C’è quasi unanimità per cambiare il governo, ma non sono ancora stati individuati i nomi”, ha proseguito, annunciando che tra sabato e domenica prossimi incontrerà al Cairo il leader dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled Al-Mishri. L’uscita dalla crisi passa per un accordo tra gli attori regionali e internazionali interessati, come Egitto, Turchia, Stati Uniti, Francia e Russia. Il ruolo del Cairo e di Ankara è cruciale per arrivare ad una svolta
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