Liberato con un blitz il missionario italiano rapito in Nigeria

Padre Luigi Brena, missionario italiano dell’ordine dei Chierici regolari somaschi, è finalmente libero. Secondo l’agenzia Fides, la vittima del sequestro attualmente si troverebbe presso l’ospedale universitario di Igbinedion, Okada per essere sottoposto alle visite e alle cure richieste. Rapito domenica scorsa ad Ogunwenyi, nell’area del governo locale sud-occidentale di Ovia, nello Stato di Edo, nel sud della Nigeria, è stato liberato grazie ad una brillante e tempestiva operazione condotta dalle forze dell’ordine locali. La polizia nigeriana, avvisata del rapimento nel pomeriggio di domenica, ha provveduto immediatamente a porre in essere tutte le attività investigative richieste dal caso. Gli agenti hanno seguito i presunti rapitori nel loro nascondiglio, ricavato all’interno della foresta, e nella determinazione di assicurarli immediatamente alla giustizia, dopo uno scontro a fuoco, sono riusciti prontamente a fermare e ad arrestare tre malviventi. Gli altri componenti della banda, feriti a seguito del conflitto a fuoco, si sono dileguati fuggendo, lasciando, così, libero il 64enne somasco. I poliziotti stanno setacciando i luoghi della fuga, ispezionando attentamente la foresta nel tentativo di fermare i fuggitivi. Il rapimento del reverendo Brena non costituisce di certo un episodio isolato: la Nigeria è ormai, da tempo, investita dal fenomeno dei sequestri che riguarda non soltanto i sacerdoti cattolici, ma anche i cittadini comuni nigeriani e non. Pochi giorni fa infatti, nello stesso Stato di Edo, la stessa sorte è toccata ad altri due sacerdoti nigeriani, padre Peter Udo e padre Philemon Oboh, mentre un altro prelato nigeriano è stato rapito ieri, nello Stato nord-orientale di Kaduna.

Mariangela Marchioni

Padre Luigi Brena, missionario italiano dell’ordine dei Chierici regolari somaschi, è finalmente libero. Secondo l’agenzia Fides, la vittima del sequestro attualmente si troverebbe presso l’ospedale universitario di Igbinedion, Okada per essere sottoposto alle visite e alle cure richieste. Rapito domenica scorsa ad Ogunwenyi, nell’area del governo locale sud-occidentale di Ovia, nello Stato di Edo, nel sud della Nigeria, è stato liberato grazie ad una brillante e tempestiva operazione condotta dalle forze dell’ordine locali. La polizia nigeriana, avvisata del rapimento nel pomeriggio di domenica, ha provveduto immediatamente a porre in essere tutte le attività investigative richieste dal caso. Gli agenti hanno seguito i presunti rapitori nel loro nascondiglio, ricavato all’interno della foresta, e nella determinazione di assicurarli immediatamente alla giustizia, dopo uno scontro a fuoco, sono riusciti prontamente a fermare e ad arrestare tre malviventi. Gli altri componenti della banda, feriti a seguito del conflitto a fuoco, si sono dileguati fuggendo, lasciando, così, libero il 64enne somasco. I poliziotti stanno setacciando i luoghi della fuga, ispezionando attentamente la foresta nel tentativo di fermare i fuggitivi. Il rapimento del reverendo Brena non costituisce di certo un episodio isolato: la Nigeria è ormai, da tempo, investita dal fenomeno dei sequestri che riguarda non soltanto i sacerdoti cattolici, ma anche i cittadini comuni nigeriani e non. Pochi giorni fa infatti, nello stesso Stato di Edo, la stessa sorte è toccata ad altri due sacerdoti nigeriani, padre Peter Udo e padre Philemon Oboh, mentre un altro prelato nigeriano è stato rapito ieri, nello Stato nord-orientale di Kaduna.

Mariangela Marchioni

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