Liliana Segre apre la prima seduta al Senato: “L’anniversario della marcia su Roma è per me una vertigine”

Liliana Segre ha aperto la XIX legislatura da presidente provvisorio del Senato rivolgendo un pensiero a Papa Francesco e al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. La senatrice a vita ha posto l’accento sulla necessità di trovare subito la pace e porre fine al conflitto russo-ucraino e sul fronte interno ha sottolineato la responsabilità dei nuovi parlamentari di essere all’altezza delle istituzioni che rappresentano e di rappresentare al meglio il mandato ricevuto dal popolo sovrano. “Su tutti noi in queste settimane l’atmosfera agghiacciante della guerra tornata nella nostra Europa, con tutto il suo carico di morte, distruzione, crudeltà, terrore in una follia senza fine. Mi unisco alle parole di Mattarella.

La pace è urgente e necessaria, la via per ricostruirla passa dal perseguimento di verità, diritto internazionale, libertà del popolo ucraino. Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva. In questo mese di ottobre nel quale cade il centenario della marcia su Roma e diede inizio alla dittatura fascista toca proprio a me assumere la presidenza di questo tempio della democrazia è che il Senato della Repubblica”, dichiara la Segre in Aula a Palazzo Madama in un intervento molto sentito e molto applaudito. “Il valore simbolico – aggiunge – di questa circostanza casuale si amplifica nella mia mente perché, vedete, ai miei tempi la scuola iniziava in ottobre; ed è impossibile per me non provare una sorta di vertigine ricordando che quella stessa bambina che in un giorno come questo del 1938, sconsolata e smarrita, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco delle scuole elementari, oggi si trova per uno strano destino addirittura sul banco più prestigioso del Senato!”.

“Rivolgo un caloroso saluto al presidente della Repubblica, a quest’aula e rivolgo un pensiero a Papa Francesco. Desidero indirizzare al Presidente Emerito Giorgio Napolitano, che non ha potuto presiedere la seduta odierna, i più fervidi auguri e la speranza di vederlo ritornare presto ristabilito in Senato”, prosegue la Segre citando poi Napolitano. “Il presidente Napolitano mi incarica di condividere con voi queste sue parole: ‘desidero esprimere a tutte le senatrici ed i senatori, di vecchia e nuova nomina, i migliori auguri di buon lavoro, al servizio esclusivo del nostro Paese e dell’istituzione parlamentare ai quali ho dedicato larga parte della mia vità'”.

Poi un riferimento alla Costituzione: “In Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi l’unità del nostro popolo è la Costituzione repubblicana, che come disse Piero Calamandrei non è un pezzo di carta, ma è il testamento di 100mila morti caduti nella lunga lotta per la libertà; una lotta che non inizia nel settembre del 1943 ma che vede idealmente come capofila Giacomo Matteotti. Il popolo italiano ha sempre dimostrato un grande attaccamento alla sua Costituzione, l’ha sempre sentita amica”. “Le grandi nazioni, poi, dimostrano di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellate attorno alle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così anche per il popolo italiano? Perché mai dovrebbero essere vissute come date ‘divisive’ anziché con autentico spirito repubblicano, il 25 Aprile festa della Liberazione, il 1° Maggio festa del lavoro, il 2 Giugno festa della Repubblica?”.

Infine, citando i lavori della commissione che porta il suo nome, la Segre lancia un appello: “Altro tema sul quale è auspicabile superare ogni steccato politico è quello della lotta contro la diffusione del linguaggio dell’odio, contro l’imbarbarimento del dibattito pubblico. Concludo con due auguri. Mi auguro che la nuova legislatura tenga alto il prestigio del Senato, tutelare le prerogative. Da molto tempo viene lamentata da più parti la mortificazione del ruolo del potere legislativo a causa dell’abuso di decretazione d’urgenza. Ma nella mia ingenuità di madre di famiglia, credo che occorra interrompere la lunga serie di errori del passato, e basterebbe che la maggioranza si ricordasse di quanto denunciava quando era minoranza, e che la minoranza facesse lo stesso. Una sana e leale collaborazione istituzionale, senza nulla togliere alla fisiologica distinzione dei ruoli, consentirebbe di riportare nel suo alveo naturale la gran parte dell’attività legislativa, garantendo al tempo stesso tempi certi per le votazioni”. “Auspico infine che tutto il Parlamento sappia mettere in campo in collaborazione con il governo un impegno straordinario e urgentissimo per rispondere al grido di dolore che giunge da famiglie e imprese che si battono contro i costi dell’inflazione, che vedono un futuro nero, che temono che disuguaglianze e ingiustizie si dilatino invece che ridursi. In questo senso avremo sempre al nostro fianco l’Unione europea, con la solidarietà di cui si è dimostrata capace negli ultimi anni. Non c’è un momento da perdere.: dalle istituzioni democratiche deve venire il messaggio che nessuno sarà lasciato solo prima che la paura e la rabbia possano raggiungere livelli di guardia e tracimare”, conclude la Segre.

Liliana Segre ha aperto la XIX legislatura da presidente provvisorio del Senato rivolgendo un pensiero a Papa Francesco e al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. La senatrice a vita ha posto l’accento sulla necessità di trovare subito la pace e porre fine al conflitto russo-ucraino e sul fronte interno ha sottolineato la responsabilità dei nuovi parlamentari di essere all’altezza delle istituzioni che rappresentano e di rappresentare al meglio il mandato ricevuto dal popolo sovrano. “Su tutti noi in queste settimane l’atmosfera agghiacciante della guerra tornata nella nostra Europa, con tutto il suo carico di morte, distruzione, crudeltà, terrore in una follia senza fine. Mi unisco alle parole di Mattarella.

La pace è urgente e necessaria, la via per ricostruirla passa dal perseguimento di verità, diritto internazionale, libertà del popolo ucraino. Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva. In questo mese di ottobre nel quale cade il centenario della marcia su Roma e diede inizio alla dittatura fascista toca proprio a me assumere la presidenza di questo tempio della democrazia è che il Senato della Repubblica”, dichiara la Segre in Aula a Palazzo Madama in un intervento molto sentito e molto applaudito. “Il valore simbolico – aggiunge – di questa circostanza casuale si amplifica nella mia mente perché, vedete, ai miei tempi la scuola iniziava in ottobre; ed è impossibile per me non provare una sorta di vertigine ricordando che quella stessa bambina che in un giorno come questo del 1938, sconsolata e smarrita, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco delle scuole elementari, oggi si trova per uno strano destino addirittura sul banco più prestigioso del Senato!”.

“Rivolgo un caloroso saluto al presidente della Repubblica, a quest’aula e rivolgo un pensiero a Papa Francesco. Desidero indirizzare al Presidente Emerito Giorgio Napolitano, che non ha potuto presiedere la seduta odierna, i più fervidi auguri e la speranza di vederlo ritornare presto ristabilito in Senato”, prosegue la Segre citando poi Napolitano. “Il presidente Napolitano mi incarica di condividere con voi queste sue parole: ‘desidero esprimere a tutte le senatrici ed i senatori, di vecchia e nuova nomina, i migliori auguri di buon lavoro, al servizio esclusivo del nostro Paese e dell’istituzione parlamentare ai quali ho dedicato larga parte della mia vità'”.

Poi un riferimento alla Costituzione: “In Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi l’unità del nostro popolo è la Costituzione repubblicana, che come disse Piero Calamandrei non è un pezzo di carta, ma è il testamento di 100mila morti caduti nella lunga lotta per la libertà; una lotta che non inizia nel settembre del 1943 ma che vede idealmente come capofila Giacomo Matteotti. Il popolo italiano ha sempre dimostrato un grande attaccamento alla sua Costituzione, l’ha sempre sentita amica”. “Le grandi nazioni, poi, dimostrano di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellate attorno alle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così anche per il popolo italiano? Perché mai dovrebbero essere vissute come date ‘divisive’ anziché con autentico spirito repubblicano, il 25 Aprile festa della Liberazione, il 1° Maggio festa del lavoro, il 2 Giugno festa della Repubblica?”.

Infine, citando i lavori della commissione che porta il suo nome, la Segre lancia un appello: “Altro tema sul quale è auspicabile superare ogni steccato politico è quello della lotta contro la diffusione del linguaggio dell’odio, contro l’imbarbarimento del dibattito pubblico. Concludo con due auguri. Mi auguro che la nuova legislatura tenga alto il prestigio del Senato, tutelare le prerogative. Da molto tempo viene lamentata da più parti la mortificazione del ruolo del potere legislativo a causa dell’abuso di decretazione d’urgenza. Ma nella mia ingenuità di madre di famiglia, credo che occorra interrompere la lunga serie di errori del passato, e basterebbe che la maggioranza si ricordasse di quanto denunciava quando era minoranza, e che la minoranza facesse lo stesso. Una sana e leale collaborazione istituzionale, senza nulla togliere alla fisiologica distinzione dei ruoli, consentirebbe di riportare nel suo alveo naturale la gran parte dell’attività legislativa, garantendo al tempo stesso tempi certi per le votazioni”. “Auspico infine che tutto il Parlamento sappia mettere in campo in collaborazione con il governo un impegno straordinario e urgentissimo per rispondere al grido di dolore che giunge da famiglie e imprese che si battono contro i costi dell’inflazione, che vedono un futuro nero, che temono che disuguaglianze e ingiustizie si dilatino invece che ridursi. In questo senso avremo sempre al nostro fianco l’Unione europea, con la solidarietà di cui si è dimostrata capace negli ultimi anni. Non c’è un momento da perdere.: dalle istituzioni democratiche deve venire il messaggio che nessuno sarà lasciato solo prima che la paura e la rabbia possano raggiungere livelli di guardia e tracimare”, conclude la Segre.

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