L’INTERVISTA – “Letta ha protetto soltanto i suoi amici Questo partito non è più democratico”

Parla Dario Stefano, presidente della Commissione Politiche Ue In polemica col leader dem ha riconsegnato la propria tessera.

“Il Pd è il partito degli amici da proteggere”. Non utilizza giri di parole Dario Stefano, presidente della Commissione Politiche Ue.

Ha addirittura dato indietro la tessera, quali gli errori di Letta ?
Ho preso atto, con amarezza, che il mio partito in Puglia e a Roma ha perso progressivamente di vista la propria missione e i propri riferimenti. In un partito così avrei dovuto vivere di continui compromessi. Ho scelto, quindi, la coerenza con le mie idee.

Non le risulta strano ritrovare nella sua regione i dem insieme a Bonelli e Fratoianni?
A dire il vero durante gli anni di governo di Nichi, avevamo contro proprio gli estremisti di Bonelli. Corsi e ricorsi della storia, si dirà… Credo, invece, più semplicemente, che in Puglia sia prevalso ancora il civismo opaco e trasformista di Emiliano. Sotto le macerie è finito il Pd, con i suoi circoli, i suoi militanti e i suoi amministratori.

Sono state rispettate almeno le quote rosa?
Le spiego come è andata. C’è un collegio perso in partenza e allora ci mettiamo una donna, c’è una posizione sicura nel proporzionale candidiamo un uomo. Letta, a muso duro, come prima mossa, cambiò i capigruppo parlamentari, invocando la parità di genere. Poi, misteriosamente, quella giusta rivendicazione si è fermata. Il Partito Democratico al governo ha una delegazione tutta maschile.

Non le sembra che il Nazareno voglia prendersi ancora una volta i voti del Mezzogiorno senza dare nulla in cambio?
Al Sud, come in altre parti del paese, è prevalsa la logica degli amici da proteggere e dei diritti di tribuna, concessi da Letta un po’ a casaccio e senza riconoscere i meriti di tanti suoi parlamentari, e ovviamente non parlo di me.

Il Pd dei governatori, a suo parere, è stato preso troppo in considerazione?
Il trasformismo del presidente Emiliano in Puglia si è mangiato progressivamente il Pd. Lo denuncio da tempo nel silenzio assordante della segreteria regionale e nazionale. Ora le liste di quel partito sembrano un po’ degli Ogm”

Dopo il 25, come pensate di muovervi?
La destra ha fatto cadere Draghi, la sinistra lo ha dimenticato. Spero che gli elettori il 25 settembre accordino la loro preferenza a chi sostiene con chiarezza il governo uscente. Non sarà uno scontro solo tra Enrico Letta e Giorgia Meloni. Il terzo incomodo può essere proprio l’ex premier con la sua autorevolezza.

Nella fase di presentazione delle liste, intanto, c’è chi colloca Emiliano e Boccia tra coloro che l’hanno spuntata?
Si tratta di punti di vista. Emiliano ha conseguito i suoi obiettivi , mortificando elettori, circoli e militanti dem. Boccia si è reso protagonista di un capolavoro di contraddizioni e scelte rancorose, che non premieranno lui, ma faranno molto male al Pd.

Parla Dario Stefano, presidente della Commissione Politiche Ue In polemica col leader dem ha riconsegnato la propria tessera.

“Il Pd è il partito degli amici da proteggere”. Non utilizza giri di parole Dario Stefano, presidente della Commissione Politiche Ue.

Ha addirittura dato indietro la tessera, quali gli errori di Letta ?
Ho preso atto, con amarezza, che il mio partito in Puglia e a Roma ha perso progressivamente di vista la propria missione e i propri riferimenti. In un partito così avrei dovuto vivere di continui compromessi. Ho scelto, quindi, la coerenza con le mie idee.

Non le risulta strano ritrovare nella sua regione i dem insieme a Bonelli e Fratoianni?
A dire il vero durante gli anni di governo di Nichi, avevamo contro proprio gli estremisti di Bonelli. Corsi e ricorsi della storia, si dirà… Credo, invece, più semplicemente, che in Puglia sia prevalso ancora il civismo opaco e trasformista di Emiliano. Sotto le macerie è finito il Pd, con i suoi circoli, i suoi militanti e i suoi amministratori.

Sono state rispettate almeno le quote rosa?
Le spiego come è andata. C’è un collegio perso in partenza e allora ci mettiamo una donna, c’è una posizione sicura nel proporzionale candidiamo un uomo. Letta, a muso duro, come prima mossa, cambiò i capigruppo parlamentari, invocando la parità di genere. Poi, misteriosamente, quella giusta rivendicazione si è fermata. Il Partito Democratico al governo ha una delegazione tutta maschile.

Non le sembra che il Nazareno voglia prendersi ancora una volta i voti del Mezzogiorno senza dare nulla in cambio?
Al Sud, come in altre parti del paese, è prevalsa la logica degli amici da proteggere e dei diritti di tribuna, concessi da Letta un po’ a casaccio e senza riconoscere i meriti di tanti suoi parlamentari, e ovviamente non parlo di me.

Il Pd dei governatori, a suo parere, è stato preso troppo in considerazione?
Il trasformismo del presidente Emiliano in Puglia si è mangiato progressivamente il Pd. Lo denuncio da tempo nel silenzio assordante della segreteria regionale e nazionale. Ora le liste di quel partito sembrano un po’ degli Ogm”

Dopo il 25, come pensate di muovervi?
La destra ha fatto cadere Draghi, la sinistra lo ha dimenticato. Spero che gli elettori il 25 settembre accordino la loro preferenza a chi sostiene con chiarezza il governo uscente. Non sarà uno scontro solo tra Enrico Letta e Giorgia Meloni. Il terzo incomodo può essere proprio l’ex premier con la sua autorevolezza.

Nella fase di presentazione delle liste, intanto, c’è chi colloca Emiliano e Boccia tra coloro che l’hanno spuntata?
Si tratta di punti di vista. Emiliano ha conseguito i suoi obiettivi , mortificando elettori, circoli e militanti dem. Boccia si è reso protagonista di un capolavoro di contraddizioni e scelte rancorose, che non premieranno lui, ma faranno molto male al Pd.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli