Ambiente

L’INTERVISTA – Rinnovabili, Chicco Testa (Assoambiente): “I nuovi competitors arabi sono un’opportunità. Il problema dell’Europa sono gli obiettivi irraggiungibili”

di Edoardo Sirignano -

CHICCO TESTA PRESIDENTE ASSOAMBIENTE


“Rinnovabili, i nuovi competitors sono sempre un’opportunità. Il problema dell’Europa, invece, sono gli obiettivi irraggiungibili”. A dirlo Chicco Testa, presidente nazionale di Assoambiente.

Mentre alla Cop 28 infuria la diatriba sul fossile, gli arabi hanno pronto il fondo che rastrellerà gli investimenti in materia di green economy…

Nessuno ha mai pensato che le rinnovabili dovessero svilupparsi solo in Europa. Oltretutto quella continentale presenta livelli di insolazione relativamente bassi. Mentre, invece, nel Nord Africa e in Medio Oriente ci sono ore di insolazione molto più lunghe delle nostre. C’è un potenziale importante, sia dal punto di vista stagionale che giornaliero. È normale e importante, dunque, che questi paesi arabi, con surplus finanziari enormi, investano in green economy

Qualcuno, intanto, parla di know-how rubato?

Sono sciocchezze. La tecnologia del solare è semplicissima. I pannelli si costruiscono e si comprano prevalentemente in Cina. Basta un elettricista e un muratore per costruire un impianto solare. Non c’è bisogno di scienziati.

Per quanto riguarda l’aspetto normativo, l’Europa dovrebbe rivedere qualcosa?

Bisogna rendere più semplici le procedure autorizzative. Non c’è dubbio. Detto ciò, i problemi sono molteplici.

Faccia un esempio…

La Germania ha investito cifre enormi nel sostegno all’energia solare in un Paese dove la quantità di sole non è così elevata. Diverso, invece, il ragionamento nel Nord Europa sull’eolico offshore, i parchi eolici costruiti sulla superfice degli specchi d’acqua. Nel mar Baltico e in quello del Nord c’è effettivamente una ventosità che può essere considerata risorsa. Stiamo parlando di venti che raggiungono le 5mila ore all’anno.

In tal senso, si può investire pure nello stivale?

In Italia abbiamo tanto sole, ma la ventosità è molto più bassa rispetto alla parte settentrionale del continente. Raggiunge al massimo, in alcune zone, le 3mila ore all’anno.

In materia di rinnovabili, però, non siamo messi così male…

Siamo messi abbastanza bene. Se guardiamo al passato, abbiamo realizzato una discreta quantità di produzione sia nel fotovoltaico che nell’eolico. Il problema, invece, è quello relativo al futuro e agli obiettivi previsti nel piano energetico. Dubito che si possano raggiungere. Bisognerebbe installare una quantità di fotovoltaico superiore a quella che abbiamo installato negli ultimi anni.

Non c’è rischio che, nella corsa continua all’adeguamento energetico degli edifici, le nostre case vengano svendute a fondi internazionali?

Non credo che i grandi fondi siano interessati alle abitazioni degli italiani. Questi investono in ben altre cose. Non ritengo siano attratti dall’acquistare un caseggiato popolare nella periferia di Roma o Milano. Non è per loro una priorità.

Come commenta, intanto, la scelta degli arabi di entrare nell’universo delle rinnovabili?

C’è la necessità di svolgere una transizione verso fonti non fossili e quindi le rinnovabili diventano un settore economico importante. Per fortuna che i fondi investono.

Per l’Europa non rappresentano una minaccia?

I nuovi competitors migliorano le cose. Muovono tutto il mondo della green economy. Il ritardo dell’Europa dipende, piuttosto, dagli obiettivi che si intendono raggiungere. A mio parere, alcuni sono irraggiungibili.

Bisogna, pertanto, diversificare le fonti?

La strada da perseguire è utilizzare tutte le tecnologie disponibili, dalle rinnovabili al nucleare, passando per la carbon sequestration fino al grande capitolo delle batterie che consentono di accumulare energia elettrica. Non bisogna escludere nulla.

A parte il solito nucleare, di cui si parla in ogni momento, cosa si potrebbe fare nell’immediato, a un costo non estremamente elevato?

Da fare subito non c’è nulla. Bisogna, al contrario, investire molto di più in ricerca e sviluppo. Mi riferisco alle tecnologie di sequestro della CO2. Ci sono tante cose che andrebbero fatte o meglio ancora dovrebbero essere portate quanto prima a maturazione.


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