L’Italia dei condoni

L’Italia è malata di abusivismo edilizio. Ce ne ricordiamo soltanto in occasione di quelli che ogni sindaco, fosse pure quello del Comune più piccolo del Paese, ha imparato da tempo a definire “eventi metereologici calamitosi imprevedibili”, per scrollarsi di dosso le eventuali accuse. Perché, ce ne stiamo accorgendo ogni volta di più, alla fine ci scappa il morto. Anzi, i morti, come sabato ad Ischia.

Il problema che si ripete

Un viaggio che parte proprio da Ischia ci restituisce la fotografia di un fenomeno diffuso e costante, pur nell’evidenza di un divario tra Nord e Sud, che però non esclude dalle regioni del Centro Nord un dato evidente, che si collega all’altrettanto storico ciclo dei condoni edilizi, dal primo del 1985. E se non governato dalla raffica di richieste di condono che si abbatte sui Comuni, gestito durante gli anni dalla pressione politico-elettoralistica sulla realizzazione e sul mantenimento del bene primario delle famiglie, la casa.

ISCHIA DOCET

Ischia è la maggiore delle isole nel golfo di Napoli, Campania. Una regione dove in 10 mesi si sono registrati 18 eventi climatici estremi, 6 solo nel mese di novembre. E dove 100 sono stati i fenomeni del genere dal 2010 fino a oggi: tra questi, 38 allagamenti e alluvioni e 4 frane da piogge intense. Come quella di sabato mattina. Qui sono 600 le case abusive colpite da ordinanza definitiva di abbattimento. Ed è di 27mila il numero delle pratiche di condono presentate: a Forio 8530, 3506 a Casamicciola e 1910 a Lacco Ameno. Mentre, dopo il Decreto Genova del 2018 che includeva un condono per la ricostruzione post terremoto di Ischia, il numero di fabbricati danneggiati inseriti nelle richieste di sanatoria è salito a 1000.

Il quadro di legambiente

Ma se Ischia è oggi un caso nazionale, l’intero Stivale non è un bel vedere, a sentire Legambiente che da qualche anno raccoglie i dati intervistando i Comuni: “Dal 2004 al 2020, in tutta Italia, è stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da un provvedimento amministrativo”. Certo, l’abusivismo è diffuso nelle 4 regioni del Mezzogiorno (Campania, Sicilia, Puglia e Calabria), peraltro quelle ove è nata e prospera l’economia criminale delle 4 mafie del Paese e ove si concentra il 43,4% degli illeciti nel ciclo del cemento registrati in Italia nel 2019. Qui sono state emesse 14.485 ordinanze di demolizione (con la Campania a guidare la classifica nazionale con 6.996 provvedimenti di abbattimento) e ne sono state eseguite appena 2.517, pari al 17,4%. Insomma, 5 volte su 6 l’abusivo può confidare di coronare con l’impunità il suo abuso.
Abusi a go go lungo le coste italiane: se si esaminano i Comuni litoranei, la percentuale nazionale di abbattimenti scende a 24,3%.Ma gli illeciti edilizi sono bandierine sui territori di tutte le regioni, anche in Veneto – ove impera il microabusivismo edilizio – e in Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana, le regioni che dichiarano di aver demolito il 40% degli immobili o degli interventi abusivi colpiti da ordinanza di abbattimento. A significare che il territorio rimane comunque macchiato dal persistere di un cancro di fronte al quale, da oltre 30 anni, si è scelta la strada del condono, piuttosto che quella di un contrasto deciso al fenomeno.

L’impatto del condono

Quasi un paradosso, poi, che gli abusi edilizi, oltre che finire in poderose ricerche economiche incentrate sull’impatto dei condoni sul tessuto sociale ed economico, siano diventati uno dei dodici Indicatori del “Benessere Equo e Solidale” cui lavorano da anni Cnel e Istat e che dal 2013 fornisce una relazione al Parlamento, in allegato al Def, per valutare il progresso della nostra società non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l’aspetto sociale e ambientale, per rendere efficaci gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale. L’ultimo dato individua 17 abitazioni illegali ogni 100 costruzioni autorizzate dai Comuni, in contrazione dal 2018. Alla fine, gli abusi edilizi frenati solo dalla pandemia, dal fermo del settore dell’edilizia e dalle proroghe emergenziali. Una magra consolazione. Sullo sfondo, un anno fa, una macchina degli abbattimenti inceppatasi dopo il via libera alle prefetture per sostituirsi ai Comuni negli abbattimenti. Un cancro diffuso in tutto il Paese, di fronte al quale negli anni è stata scelta la strada facile dei condoni invece di una manovra complessiva che provasse ad eliminarlo.

L’Italia è malata di abusivismo edilizio. Ce ne ricordiamo soltanto in occasione di quelli che ogni sindaco, fosse pure quello del Comune più piccolo del Paese, ha imparato da tempo a definire “eventi metereologici calamitosi imprevedibili”, per scrollarsi di dosso le eventuali accuse. Perché, ce ne stiamo accorgendo ogni volta di più, alla fine ci scappa il morto. Anzi, i morti, come sabato ad Ischia.

Il problema che si ripete

Un viaggio che parte proprio da Ischia ci restituisce la fotografia di un fenomeno diffuso e costante, pur nell’evidenza di un divario tra Nord e Sud, che però non esclude dalle regioni del Centro Nord un dato evidente, che si collega all’altrettanto storico ciclo dei condoni edilizi, dal primo del 1985. E se non governato dalla raffica di richieste di condono che si abbatte sui Comuni, gestito durante gli anni dalla pressione politico-elettoralistica sulla realizzazione e sul mantenimento del bene primario delle famiglie, la casa.

ISCHIA DOCET

Ischia è la maggiore delle isole nel golfo di Napoli, Campania. Una regione dove in 10 mesi si sono registrati 18 eventi climatici estremi, 6 solo nel mese di novembre. E dove 100 sono stati i fenomeni del genere dal 2010 fino a oggi: tra questi, 38 allagamenti e alluvioni e 4 frane da piogge intense. Come quella di sabato mattina. Qui sono 600 le case abusive colpite da ordinanza definitiva di abbattimento. Ed è di 27mila il numero delle pratiche di condono presentate: a Forio 8530, 3506 a Casamicciola e 1910 a Lacco Ameno. Mentre, dopo il Decreto Genova del 2018 che includeva un condono per la ricostruzione post terremoto di Ischia, il numero di fabbricati danneggiati inseriti nelle richieste di sanatoria è salito a 1000.

Il quadro di legambiente

Ma se Ischia è oggi un caso nazionale, l’intero Stivale non è un bel vedere, a sentire Legambiente che da qualche anno raccoglie i dati intervistando i Comuni: “Dal 2004 al 2020, in tutta Italia, è stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da un provvedimento amministrativo”. Certo, l’abusivismo è diffuso nelle 4 regioni del Mezzogiorno (Campania, Sicilia, Puglia e Calabria), peraltro quelle ove è nata e prospera l’economia criminale delle 4 mafie del Paese e ove si concentra il 43,4% degli illeciti nel ciclo del cemento registrati in Italia nel 2019. Qui sono state emesse 14.485 ordinanze di demolizione (con la Campania a guidare la classifica nazionale con 6.996 provvedimenti di abbattimento) e ne sono state eseguite appena 2.517, pari al 17,4%. Insomma, 5 volte su 6 l’abusivo può confidare di coronare con l’impunità il suo abuso.
Abusi a go go lungo le coste italiane: se si esaminano i Comuni litoranei, la percentuale nazionale di abbattimenti scende a 24,3%.Ma gli illeciti edilizi sono bandierine sui territori di tutte le regioni, anche in Veneto – ove impera il microabusivismo edilizio – e in Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana, le regioni che dichiarano di aver demolito il 40% degli immobili o degli interventi abusivi colpiti da ordinanza di abbattimento. A significare che il territorio rimane comunque macchiato dal persistere di un cancro di fronte al quale, da oltre 30 anni, si è scelta la strada del condono, piuttosto che quella di un contrasto deciso al fenomeno.

L’impatto del condono

Quasi un paradosso, poi, che gli abusi edilizi, oltre che finire in poderose ricerche economiche incentrate sull’impatto dei condoni sul tessuto sociale ed economico, siano diventati uno dei dodici Indicatori del “Benessere Equo e Solidale” cui lavorano da anni Cnel e Istat e che dal 2013 fornisce una relazione al Parlamento, in allegato al Def, per valutare il progresso della nostra società non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l’aspetto sociale e ambientale, per rendere efficaci gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale. L’ultimo dato individua 17 abitazioni illegali ogni 100 costruzioni autorizzate dai Comuni, in contrazione dal 2018. Alla fine, gli abusi edilizi frenati solo dalla pandemia, dal fermo del settore dell’edilizia e dalle proroghe emergenziali. Una magra consolazione. Sullo sfondo, un anno fa, una macchina degli abbattimenti inceppatasi dopo il via libera alle prefetture per sostituirsi ai Comuni negli abbattimenti. Un cancro diffuso in tutto il Paese, di fronte al quale negli anni è stata scelta la strada facile dei condoni invece di una manovra complessiva che provasse ad eliminarlo.

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