Lo schiaffo lombardo

Con le candidature ufficializzate e una data quasi confermata al prossimo 12 e 13 febbraio, entra sempre più nel vivo la corsa per il prossimo governatore della Lombardia. Sia nella giornata di domenica che in quella di lunedì, si sono mossi prima Letizia Moratti, che ha dato il via alla campagna elettorale svelando il logo della sua lista civica, e poi Attilio Fontana, che durante il meeting Lombardia 2030 di ieri ha messo non solo i paletti al suo programma, ma ha anche colto l’occasione per uno scoppiettante inizio di campagna elettorale contro i propri avversari, in particolare nei confronti dell’ex assessore al Welfare. Il governatore non sembra avere dubbi sul successo della coalizione di centrodestra: Fontana ha detto che “Le Regionali saranno la conferma degli equilibri” grazie al “grande vento in poppa del centrodestra”. Poi, raccontando il lavoro fatto nei suoi anni di governo ha anche voluto lanciare la prima frecciatina a Moratti che, secondo il Governatore, “non ha seguito molto i progetti e i programmi che stiamo portando avanti”.
Dall’altro lato della barricata, Moratti rilancia: “Sono nella condizione di impegnarmi per il bene collettivo e non posso e non voglio tirarmi indietro”, ha detto l’ex assessore lanciando il guanto di sfida all’ex alleato Fontana e al candidato dem Majorino. Un messaggio chiaro che accompagna il programma e le sfide per la Regione, che “devono essere vinte attraverso azioni concrete, che vadano oltre gli schieramenti e le etichette dei partiti”. Difatti, anche di fronte alla possibile apertura del M5s al Pd ha detto: “Quello mi preoccupa sono le risposte che ancora i miei concittadini non hanno”. Insomma, Moratti è in corsa e non solo non si sottrae al proprio destino, ma ha deciso di percorrerlo in solitaria rifilando un “no” al possibile allargamento del Terzo Polo verso la compagine di sinistra. Proprio a sinistra, si stanno muovendo più figure, soprattutto si muove il Movimento 5Stelle che con Conte ha fatto intendere una certa aperura nella corsa contro il centrodestra e il Terzo Polo. “In Lombardia, come nel Lazio, valgono i contenuti e i programmi” dice, ma sembra tendere a Majorino: “non lo conosco, mi dicono sia una persona degna, anche per la sensibilità che ha verso alcuni temi che possono essere affini a programmi, valori e linea politica nel M5s”. Conte però ci tiene a precisare “dopo parliamo di candidature” perché “noi non facciamo cartelli elettorali da presentare ai cittadini, non siamo la succursale del Pd”. Accenno di apertura con accenno di distacco, forse per non scoprire tutte le carte. Infatti, è anche lo stesso Majorino a non scommettere sull’accordo con i cinquestelle, che definisce “serio” ma “non scontato”. Il candidato dei dem ha voluto fissare una linea sui temi: “vedremo se dal punto di vista della politica sanitaria, delle infrastrutture, dell’ambiente, del sostegno a imprese e lavoro e dei diritti avremo le stesse idee.
Il M5s si rivolge alle forze politiche e credo che le forze di centrosinistra saranno disponibili”. Majorino “non demonizza e non insegue” ma ha fatto sapere di aver apprezzato l’approccio di Giuseppe Conte, aprendo ad un possibile dialogo: “Sono disponibilissimo ad un confronto” ha detto, ma va deciso “in poco tempo perché le elezioni sono molto vicine”. A convergere in questa querelle c’è anche +Europa, che di fronte alla possibile coalizione con i pentastellati ha parlato chiaro con il proprio segretario Benedetto Della Vedova: “Siamo sostenitori di Pierfrancesco Majorino con una coalizione che non comprende il Movimento 5stelle per ragioni politiche generali di +Europa, ma anche perché il coinvolgimento dei 5 stelle in Lombardia sarebbe un errore, depotenzierebbe e non rafforzerebbe la candidatura di Majorino” che ne risulterebbe addirittura “indebolita”. Di certo, lo spettro del voto è dietro l’angolo e quello che si presenta come unico candidato anti-centrodestra dovrà fare bene i conti con le alleanze nuove e vecchie. Per ora, un incontro con Conte non è fissato: “Il nostro interlocutore per ora” dice Majorino “è il Movimento in Lombardia”.

Con le candidature ufficializzate e una data quasi confermata al prossimo 12 e 13 febbraio, entra sempre più nel vivo la corsa per il prossimo governatore della Lombardia. Sia nella giornata di domenica che in quella di lunedì, si sono mossi prima Letizia Moratti, che ha dato il via alla campagna elettorale svelando il logo della sua lista civica, e poi Attilio Fontana, che durante il meeting Lombardia 2030 di ieri ha messo non solo i paletti al suo programma, ma ha anche colto l’occasione per uno scoppiettante inizio di campagna elettorale contro i propri avversari, in particolare nei confronti dell’ex assessore al Welfare. Il governatore non sembra avere dubbi sul successo della coalizione di centrodestra: Fontana ha detto che “Le Regionali saranno la conferma degli equilibri” grazie al “grande vento in poppa del centrodestra”. Poi, raccontando il lavoro fatto nei suoi anni di governo ha anche voluto lanciare la prima frecciatina a Moratti che, secondo il Governatore, “non ha seguito molto i progetti e i programmi che stiamo portando avanti”.
Dall’altro lato della barricata, Moratti rilancia: “Sono nella condizione di impegnarmi per il bene collettivo e non posso e non voglio tirarmi indietro”, ha detto l’ex assessore lanciando il guanto di sfida all’ex alleato Fontana e al candidato dem Majorino. Un messaggio chiaro che accompagna il programma e le sfide per la Regione, che “devono essere vinte attraverso azioni concrete, che vadano oltre gli schieramenti e le etichette dei partiti”. Difatti, anche di fronte alla possibile apertura del M5s al Pd ha detto: “Quello mi preoccupa sono le risposte che ancora i miei concittadini non hanno”. Insomma, Moratti è in corsa e non solo non si sottrae al proprio destino, ma ha deciso di percorrerlo in solitaria rifilando un “no” al possibile allargamento del Terzo Polo verso la compagine di sinistra. Proprio a sinistra, si stanno muovendo più figure, soprattutto si muove il Movimento 5Stelle che con Conte ha fatto intendere una certa aperura nella corsa contro il centrodestra e il Terzo Polo. “In Lombardia, come nel Lazio, valgono i contenuti e i programmi” dice, ma sembra tendere a Majorino: “non lo conosco, mi dicono sia una persona degna, anche per la sensibilità che ha verso alcuni temi che possono essere affini a programmi, valori e linea politica nel M5s”. Conte però ci tiene a precisare “dopo parliamo di candidature” perché “noi non facciamo cartelli elettorali da presentare ai cittadini, non siamo la succursale del Pd”. Accenno di apertura con accenno di distacco, forse per non scoprire tutte le carte. Infatti, è anche lo stesso Majorino a non scommettere sull’accordo con i cinquestelle, che definisce “serio” ma “non scontato”. Il candidato dei dem ha voluto fissare una linea sui temi: “vedremo se dal punto di vista della politica sanitaria, delle infrastrutture, dell’ambiente, del sostegno a imprese e lavoro e dei diritti avremo le stesse idee.
Il M5s si rivolge alle forze politiche e credo che le forze di centrosinistra saranno disponibili”. Majorino “non demonizza e non insegue” ma ha fatto sapere di aver apprezzato l’approccio di Giuseppe Conte, aprendo ad un possibile dialogo: “Sono disponibilissimo ad un confronto” ha detto, ma va deciso “in poco tempo perché le elezioni sono molto vicine”. A convergere in questa querelle c’è anche +Europa, che di fronte alla possibile coalizione con i pentastellati ha parlato chiaro con il proprio segretario Benedetto Della Vedova: “Siamo sostenitori di Pierfrancesco Majorino con una coalizione che non comprende il Movimento 5stelle per ragioni politiche generali di +Europa, ma anche perché il coinvolgimento dei 5 stelle in Lombardia sarebbe un errore, depotenzierebbe e non rafforzerebbe la candidatura di Majorino” che ne risulterebbe addirittura “indebolita”. Di certo, lo spettro del voto è dietro l’angolo e quello che si presenta come unico candidato anti-centrodestra dovrà fare bene i conti con le alleanze nuove e vecchie. Per ora, un incontro con Conte non è fissato: “Il nostro interlocutore per ora” dice Majorino “è il Movimento in Lombardia”.

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