L’Ue ambisce a mettere la Russia nell’angolo

Da Reykjavik a Baku o Erevan, da Oslo ad Ankara. L’Unione europea vuole ampliare sé stessa. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento al Comitato economico e sociale europeo, ha detto chiaramente: “Dobbiamo anche pensare oltre l’allargamento”. E ancora: “Man mano che l’Ue assume una maggiore leadership geopolitica, crescono anche le aspettative internazionali della nostra Unione. Soprattutto da un certo numero di nostri vicini che vogliono un nuovo rapporto con noi”. Tutto ciò, ha proseguito Michel, “nasce da un’osservazione fondamentale: esiste una comunità geopolitica, che si estende da Reykjavik a Baku o Erevan, da Oslo ad Ankara”.

Michel, pur precisando che questo obiettivo non garantisce che le capitali citate saranno un giorno membri dell’Ue, resta “fermamente convinto” che occorra “dare a questo spazio geografico una realtà politica”. Interessante rilevare che lo spazio geografico in questione si sovrapponga con quello d’influenza russa: l’Armenia, di cui è capitale Erevan, fa parte infatti dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (Csto) insieme a Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Altrettanto interessante rilevare che nel corso dell’ultima riunione del Csto il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, ha criticato gli altri presidenti dell’Organizzazione per aver fatto mancare l’appoggio a Mosca durante “l’operazione speciale” in Ucraina. L’unità tra alleati della Russia, dunque, sembra traballare.

Intanto il presidente del Consiglio europeo non intende fermarsi ai proclami. “Ho iniziato a consultare i 27 leader su questo argomento”, ha detto. “Lo metterò all’ordine del giorno del nostro Consiglio europeo di giugno. E proporrò di tenere una conferenza durante l’estate. Riunirà i leader dell’Ue e quelli dei Paesi partner interessati, al fine di discutere le opzioni concrete di questo nuovo progetto comune. E organizzerò, in coordinamento con la Presidenza francese, un incontro con i leader dell’Ue e dei Balcani occidentali a giugno, a margine del nostro Consiglio europeo”.

Si registra inoltre che l’Unione europea continua a catalizzare l’interesse della Moldavia. Intervenuto all’Europarlamento il presidente Maia Sandu, ha chiesto che venga accettato lo status di Paese candidato da parte di Chisinau. “Nonostante il lungo elenco di sfide, la Moldavia è fortemente determinata a rimanere parte del mondo libero. Facciamo parte dell’Europa”. Sandu ha poi rivolto una richiesta: “Vi chiedo di aumentare il sostegno alla Moldavia, per il bene dei moldavi che vogliono preservare la loro democrazia e libertà, ma anche per il bene dell’Europa, che vuole avere un partner stabile, prevedibile e affidabile e contribuire alla pace nel suo vicinato orientale”.

Da Reykjavik a Baku o Erevan, da Oslo ad Ankara. L’Unione europea vuole ampliare sé stessa. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento al Comitato economico e sociale europeo, ha detto chiaramente: “Dobbiamo anche pensare oltre l’allargamento”. E ancora: “Man mano che l’Ue assume una maggiore leadership geopolitica, crescono anche le aspettative internazionali della nostra Unione. Soprattutto da un certo numero di nostri vicini che vogliono un nuovo rapporto con noi”. Tutto ciò, ha proseguito Michel, “nasce da un’osservazione fondamentale: esiste una comunità geopolitica, che si estende da Reykjavik a Baku o Erevan, da Oslo ad Ankara”.

Michel, pur precisando che questo obiettivo non garantisce che le capitali citate saranno un giorno membri dell’Ue, resta “fermamente convinto” che occorra “dare a questo spazio geografico una realtà politica”. Interessante rilevare che lo spazio geografico in questione si sovrapponga con quello d’influenza russa: l’Armenia, di cui è capitale Erevan, fa parte infatti dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (Csto) insieme a Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Altrettanto interessante rilevare che nel corso dell’ultima riunione del Csto il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, ha criticato gli altri presidenti dell’Organizzazione per aver fatto mancare l’appoggio a Mosca durante “l’operazione speciale” in Ucraina. L’unità tra alleati della Russia, dunque, sembra traballare.

Intanto il presidente del Consiglio europeo non intende fermarsi ai proclami. “Ho iniziato a consultare i 27 leader su questo argomento”, ha detto. “Lo metterò all’ordine del giorno del nostro Consiglio europeo di giugno. E proporrò di tenere una conferenza durante l’estate. Riunirà i leader dell’Ue e quelli dei Paesi partner interessati, al fine di discutere le opzioni concrete di questo nuovo progetto comune. E organizzerò, in coordinamento con la Presidenza francese, un incontro con i leader dell’Ue e dei Balcani occidentali a giugno, a margine del nostro Consiglio europeo”.

Si registra inoltre che l’Unione europea continua a catalizzare l’interesse della Moldavia. Intervenuto all’Europarlamento il presidente Maia Sandu, ha chiesto che venga accettato lo status di Paese candidato da parte di Chisinau. “Nonostante il lungo elenco di sfide, la Moldavia è fortemente determinata a rimanere parte del mondo libero. Facciamo parte dell’Europa”. Sandu ha poi rivolto una richiesta: “Vi chiedo di aumentare il sostegno alla Moldavia, per il bene dei moldavi che vogliono preservare la loro democrazia e libertà, ma anche per il bene dell’Europa, che vuole avere un partner stabile, prevedibile e affidabile e contribuire alla pace nel suo vicinato orientale”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli