Lugansk conquistato. Kherson farà referendum per passare alla Russia

Procede l’avanzata delle truppe di Mosca nel Donbass. Porto di Mariupol operativo

L’avanzata russa nel Donbass procede inesorabile e le aree residenziali della città chiave di Severodonetsk sono “totalmente” sotto il controllo delle truppe di Mosca. Allo stato attuale, dunque, il 97% del territorio della Repubblica popolare di Lugansk è stato “liberato”, mentre è in corso un’offensiva nel settore di Popasna. Lo rende noto il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, citato dall’agenzia russa Interfax. Shoigu inoltre fa sapere che i porti ucraini di Berdyansk e Mariupol, sotto il controllo delle forze russe, sono stati sminati e sono pronti a riprendere le spedizioni di grano. Il ministro, come riportano le agenzie russe, ha anche affermato che 6.489 militari ucraini si sono arresi alle forze russe dall’inizio di quella che il presidente russo Vladimir Putin definisce “operazione militare speciale”.

Le truppe russe si stanno ritirando da Melitopol e da parte del distretto di Vasylivka a Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud-orientale, e si stanno muovendo in direzione di Kherson, nel sud del Paese. Così alla tv pubblica ucraina il capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporozhzhia, Alexander Starukh, chiarendo che le unità militari russe non hanno tuttavia rinunciato ad avanzare ulteriormente nell’est della regione. Dal canto suo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non cambia registro: “Abbiamo perso troppe persone per poter semplicemente cedere il nostro territorio”. Secondo quanto riporta la Reuters, Zelensky sostiene convinto che lo stallo non sia un’opzione per l’Ucraina, e che il suo obiettivo è quello di riconquistare il pieno controllo del territorio.

Intanto, secondo quanto rivelato dal quotidiano russo Izvestija, le regioni di Kherson e Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud orientale, non saranno incluse nell’eventuale accordo con l’Ucraina, proprio come la Crimea e il Donbass. Le “fonti di alto rango” citate dal quotidiano fa presente infatti che la stragrande maggioranza degli abitanti delle due regioni sostiene Mosca. In tal senso, il corso dei negoziati dipenderà dall’esito dei combattimenti lungo la linea di contatto nel territorio del Donbass. Non è esclusa pertanto la possibilità di una tregua. Ma arrivare a un cessate il fuoco – chiariscono le fonti – non necessariamente garantirebbe la ripresa del dialogo tra le parti.

E proprio nella regione di Kherson, nell’Ucraina meridionale, si terrà un referendum per risolvere la questione di una possibile adesione alla Russia. Lo conferma il vice presidente dell’amministrazione militare-civile filorussa della regione, Kirill Stremousov, in un briefing. “Certo, sarà un plebiscito. Sarà la volontà del popolo. Molto probabilmente sarà un referendum che si terrà sul territorio della regione di Kherson per l’autodeterminazione. E la fase successiva saranno le elezioni”, dichiara il funzionario. A suo dire, la regione di Kherson è stata lasciata senza potere legislativo, pertanto verrà istituito un consiglio pubblico temporaneo, che prenderà “decisioni provvisorie”.

Adolfo Spezzaferro

Procede l’avanzata delle truppe di Mosca nel Donbass. Porto di Mariupol operativo

L’avanzata russa nel Donbass procede inesorabile e le aree residenziali della città chiave di Severodonetsk sono “totalmente” sotto il controllo delle truppe di Mosca. Allo stato attuale, dunque, il 97% del territorio della Repubblica popolare di Lugansk è stato “liberato”, mentre è in corso un’offensiva nel settore di Popasna. Lo rende noto il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, citato dall’agenzia russa Interfax. Shoigu inoltre fa sapere che i porti ucraini di Berdyansk e Mariupol, sotto il controllo delle forze russe, sono stati sminati e sono pronti a riprendere le spedizioni di grano. Il ministro, come riportano le agenzie russe, ha anche affermato che 6.489 militari ucraini si sono arresi alle forze russe dall’inizio di quella che il presidente russo Vladimir Putin definisce “operazione militare speciale”.

Le truppe russe si stanno ritirando da Melitopol e da parte del distretto di Vasylivka a Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud-orientale, e si stanno muovendo in direzione di Kherson, nel sud del Paese. Così alla tv pubblica ucraina il capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporozhzhia, Alexander Starukh, chiarendo che le unità militari russe non hanno tuttavia rinunciato ad avanzare ulteriormente nell’est della regione. Dal canto suo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non cambia registro: “Abbiamo perso troppe persone per poter semplicemente cedere il nostro territorio”. Secondo quanto riporta la Reuters, Zelensky sostiene convinto che lo stallo non sia un’opzione per l’Ucraina, e che il suo obiettivo è quello di riconquistare il pieno controllo del territorio.

Intanto, secondo quanto rivelato dal quotidiano russo Izvestija, le regioni di Kherson e Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud orientale, non saranno incluse nell’eventuale accordo con l’Ucraina, proprio come la Crimea e il Donbass. Le “fonti di alto rango” citate dal quotidiano fa presente infatti che la stragrande maggioranza degli abitanti delle due regioni sostiene Mosca. In tal senso, il corso dei negoziati dipenderà dall’esito dei combattimenti lungo la linea di contatto nel territorio del Donbass. Non è esclusa pertanto la possibilità di una tregua. Ma arrivare a un cessate il fuoco – chiariscono le fonti – non necessariamente garantirebbe la ripresa del dialogo tra le parti.

E proprio nella regione di Kherson, nell’Ucraina meridionale, si terrà un referendum per risolvere la questione di una possibile adesione alla Russia. Lo conferma il vice presidente dell’amministrazione militare-civile filorussa della regione, Kirill Stremousov, in un briefing. “Certo, sarà un plebiscito. Sarà la volontà del popolo. Molto probabilmente sarà un referendum che si terrà sul territorio della regione di Kherson per l’autodeterminazione. E la fase successiva saranno le elezioni”, dichiara il funzionario. A suo dire, la regione di Kherson è stata lasciata senza potere legislativo, pertanto verrà istituito un consiglio pubblico temporaneo, che prenderà “decisioni provvisorie”.

Adolfo Spezzaferro

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