L’Ugl Rai contro il nuovo programma di Damilano: “Sperpero di denaro pubblico”

“Per fare spazio alla nuova striscia di Marco Damilano, si allestisce ex novo uno studio Tv, una sala regia, sala trucco, spazi di redazione e nuovi impianti al pianterreno di viale Mazzini 14. Non erano sufficienti gli studi di via Teulada e Saxa Rubra per ospitare il programma?”. Fabrizio Tosini, segretario di categoria di Fnc – Ugl Rai si scaglia contro lo “sperpero di denaro pubblico” che la tv pubblica starebbe perpetrando rispondendo alle esose richieste dell’ex direttore dell’Espresso. “In un momento così delicato per i conti aziendali” aggiunge Tosini “quanto intende spendere la Rai per questo discutibilissimo allestimento? Grandi giornalisti come Enzo Biagi e Giuliano Ferrara realizzavano le loro rubriche con ottimi risultati, dentro i centri di produzione aziendali e mai si sarebbero sognati di pretendere un allestimento tanto fuori luogo e contesto”.

Tosini punta il dito anche contro la scelta della Rai di ingaggiare Damilano e non un giornalista interno all’azienda: “Se poi fossero confermate le voci della vendita del palazzo della direzione generale di Roma, pieno di amianto e ormai in stato di continua precarietà a causa delle sue degradate strutture, un simile investimento sarebbe veramente un ingiustificabile sperpero di denaro pubblico. O forse, chissà, anche questo faceva parte delle clausole contrattuali del famoso contratto con cui si è scelto Damilano,
nonostante i 2100 giornalisti interni alla Rai”.

“Per fare spazio alla nuova striscia di Marco Damilano, si allestisce ex novo uno studio Tv, una sala regia, sala trucco, spazi di redazione e nuovi impianti al pianterreno di viale Mazzini 14. Non erano sufficienti gli studi di via Teulada e Saxa Rubra per ospitare il programma?”. Fabrizio Tosini, segretario di categoria di Fnc – Ugl Rai si scaglia contro lo “sperpero di denaro pubblico” che la tv pubblica starebbe perpetrando rispondendo alle esose richieste dell’ex direttore dell’Espresso. “In un momento così delicato per i conti aziendali” aggiunge Tosini “quanto intende spendere la Rai per questo discutibilissimo allestimento? Grandi giornalisti come Enzo Biagi e Giuliano Ferrara realizzavano le loro rubriche con ottimi risultati, dentro i centri di produzione aziendali e mai si sarebbero sognati di pretendere un allestimento tanto fuori luogo e contesto”.

Tosini punta il dito anche contro la scelta della Rai di ingaggiare Damilano e non un giornalista interno all’azienda: “Se poi fossero confermate le voci della vendita del palazzo della direzione generale di Roma, pieno di amianto e ormai in stato di continua precarietà a causa delle sue degradate strutture, un simile investimento sarebbe veramente un ingiustificabile sperpero di denaro pubblico. O forse, chissà, anche questo faceva parte delle clausole contrattuali del famoso contratto con cui si è scelto Damilano,
nonostante i 2100 giornalisti interni alla Rai”.

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