L’unico modo per far vincere il Sì è andare a votare
Lo ripeteremo fino all’ultimo giorno utile, se servirà: chi vuole che al referendum vinca il Sì perché ritiene necessaria la riforma della magistratura deve andare a votare. Altrimenti vincerà il No (come dicono i sondaggi, ma ci arriviamo a breve). Vincerà il No perché chi vuole bloccare le sacrosante modifiche che toglierebbero potere alle toghe politicizzate e alle correnti del Csm e lasciare tutto com’è, così come chi vuole semplicemente dare una batosta al governo, andrà a votare in massa (sappiamo di chi stiamo parlando).
Il paradosso è che se tutti coloro che ritengono sia giusto modificare la magistratura come chiede il quesito referendario si recassero a votare, il Sì vincerebbe alla grande, con almeno dieci punti percentuali in più (e ci teniamo bassi). Il Sì vincerebbe perché in generale, al di là della riforma nello specifico, così com’è adesso, la magistratura non ispira tantissima fiducia. Il punto è questo, in un certo senso: il clima di sfiducia è generale, e quindi c’è il rischio che chi potrebbe cambiare finalmente le cose il 22 e il 23 marzo non andrà a votare. Bisogna dunque spezzare questa catena infernale che non farebbe altro che aumentare la sfiducia nelle istituzioni e l’astensionismo. E veniamo ai sondaggi, secondo cui con una bassa affluenza vincerà il No. Perché, come vi diciamo da mesi, siete voi elettori di centrodestra a fare la differenza: andate a votare Sì.
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