Luttwak e i repubblicani “Sono quattro volte più forti ma la vittoria non è unitaria”

“I repubblicani hanno espresso solo un quarto del loro potenziale. Gli americani non dimenticano facilmente gli scivoloni di Obama”. È quanto sostiene Edward Luttwak, economista, politico e consulente strategico statunitense.

Nello stivale si guarda con grande attenzione alle Midterm…
L’Italia, da qualche giorno, ha un governo stabile, una premier che non tentenna quando è chiamata a scegliere. L’impatto di tutti i Paesi stranieri, compreso quello statunitense, quindi, è minore rispetto a qualche mese fa. Giorgia Meloni si caratterizza per la sua chiarezza: intende agire come un vero Paese dell’Alleanza Atlantica. Si tratta, d’altronde, di una decisione ratificata dagli stessi elettori. Le persone, il 25 settembre, non hanno votato quei partiti che volevano uscire dal conflitto abbandonando l’Ucraina, ma al contrario quelle forze che sin dal principio si sono schierate su una posizione ben definita. Quando si parla dell’interesse di chi vive a Roma per le vicende americane, non si può non tener conto di quanto è accaduto e accade a Kiev.

Un ritorno di Trump, cosa implica a livello planetario?
Stiamo parlando di chi, a mio parere, è troppo sovrastimato. Donald Trump, allo stato, non è voluto né dai democratici, né dagli stessi repubblicani. Soltanto una frangia di questi ultimi è davvero dalla sua parte. Questa è la verità, che qualcuno ignora. Un suo ritorno, pertanto, lo ritengo davvero un evento improbabile. I terzi partiti, a queste latitudini, non funzionano mai.

Cosa ne pensa, invece, di Obama che si riprende la scena?
Ha già fatto due mandati. Gli americani lo conoscono fin troppo bene. I danni causati dalla sua svolta sono evidenti anche a chi non conosce gli Usa. Soltanto ora il mondo sta comprendendo le conseguenze della politica di un presidente, che passerà alla storia non per i suoi meriti, ma per i suoi errori. I benefici del cambiamento auspicato da Obama, secondo il mio modesto parere, sono pari allo zero, forse al di sotto. Basti pensare agli scivoloni commessi nel rapporto con Mosca. Pur trovandolo un personaggio carino, ritengo che le possibilità di tornare alla Casa Bianca per lui siano davvero poche. Gli statunitensi sono fin troppo intelligenti e soprattutto non hanno la memoria corta.

Chi si è comportato meglio durante l’ultima campagna elettorale?
In questo momento, nei fatti, non c’è un presidente, così come non vedo grandi leader. Ci sono solo due partiti che si affrontano tra loro e cercano di ritrovarsi.

Quale, col passare dei mesi, potrà prendere il sopravvento?
Il partito repubblicano ha espresso solo un quarto del suo vero potenziale. Può solo far meglio. I democratici, al contrario, se non cambiano davvero strategia e volti, saranno ancora più deboli.

“I repubblicani hanno espresso solo un quarto del loro potenziale. Gli americani non dimenticano facilmente gli scivoloni di Obama”. È quanto sostiene Edward Luttwak, economista, politico e consulente strategico statunitense.

Nello stivale si guarda con grande attenzione alle Midterm…
L’Italia, da qualche giorno, ha un governo stabile, una premier che non tentenna quando è chiamata a scegliere. L’impatto di tutti i Paesi stranieri, compreso quello statunitense, quindi, è minore rispetto a qualche mese fa. Giorgia Meloni si caratterizza per la sua chiarezza: intende agire come un vero Paese dell’Alleanza Atlantica. Si tratta, d’altronde, di una decisione ratificata dagli stessi elettori. Le persone, il 25 settembre, non hanno votato quei partiti che volevano uscire dal conflitto abbandonando l’Ucraina, ma al contrario quelle forze che sin dal principio si sono schierate su una posizione ben definita. Quando si parla dell’interesse di chi vive a Roma per le vicende americane, non si può non tener conto di quanto è accaduto e accade a Kiev.

Un ritorno di Trump, cosa implica a livello planetario?
Stiamo parlando di chi, a mio parere, è troppo sovrastimato. Donald Trump, allo stato, non è voluto né dai democratici, né dagli stessi repubblicani. Soltanto una frangia di questi ultimi è davvero dalla sua parte. Questa è la verità, che qualcuno ignora. Un suo ritorno, pertanto, lo ritengo davvero un evento improbabile. I terzi partiti, a queste latitudini, non funzionano mai.

Cosa ne pensa, invece, di Obama che si riprende la scena?
Ha già fatto due mandati. Gli americani lo conoscono fin troppo bene. I danni causati dalla sua svolta sono evidenti anche a chi non conosce gli Usa. Soltanto ora il mondo sta comprendendo le conseguenze della politica di un presidente, che passerà alla storia non per i suoi meriti, ma per i suoi errori. I benefici del cambiamento auspicato da Obama, secondo il mio modesto parere, sono pari allo zero, forse al di sotto. Basti pensare agli scivoloni commessi nel rapporto con Mosca. Pur trovandolo un personaggio carino, ritengo che le possibilità di tornare alla Casa Bianca per lui siano davvero poche. Gli statunitensi sono fin troppo intelligenti e soprattutto non hanno la memoria corta.

Chi si è comportato meglio durante l’ultima campagna elettorale?
In questo momento, nei fatti, non c’è un presidente, così come non vedo grandi leader. Ci sono solo due partiti che si affrontano tra loro e cercano di ritrovarsi.

Quale, col passare dei mesi, potrà prendere il sopravvento?
Il partito repubblicano ha espresso solo un quarto del suo vero potenziale. Può solo far meglio. I democratici, al contrario, se non cambiano davvero strategia e volti, saranno ancora più deboli.

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