Macron fa il “Napoleone” all’Eurovision: ecco come (e perché) voleva far squalificare i Maneskin

Il conduttore ha confessato, un anno dopo, che il presidente francese Emmanuel Macron gli avrebbe inviato un sms perentorio, in occasione della scorsa occasione dell’Eurovision Song Contest, per spingerlo a fare qualcosa. E quel ‘qualcosa’ era far escludere i Maneskin, sfruttando le polemiche su Damiano David e il suo presunto uso di cocaina. E favorendo, guarda caso, la concorrente francese. Proprio come in Italia, anche la Francia ha un suo commentatore ufficiale che segue per i cittadini della propria nazione il contest canoro europeo (a noi quest’anno è stato assegnato il trio Cristiano Malgioglio, Carolina Di Domenico e Gabriele Corsi). L’anno scorso ad avere questo compito per la Francia era Stéphane Bern, giornalista e conduttore radiofonico. Ma solo oggi, secondo la BBC, il giornalista si è deciso a svelare i retroscena “presidenziali” che hanno arricchito la scorsa edizione della gara canora. Prima del televoto, in testa alla classifica c’era proprio la francese Barbara Pravi con Voilà e al secondo posto lo svizzero Gjon’s Tears con Tout l’univers. Come sappiamo, il voto del pubblico da casa ribaltò i pronostici, portando gli italiani Måneskin con Zitti e buoni alla vittoria. Nel frattempo, però, avevano iniziato a circolare le immagini di Damiano, leader della band romana, che sembrava intento a sniffare cocaina in diretta, proprio sotto il tavolo assegnato in sala agli artisti italiani. “Era un gran casino” ricorda Bern. “Ho ricevuto tanti messaggi sul mio telefonino – anche uno da Macron- che mi dicevano che i Måneskin dovevano essere squalificati, scrivendo: ‘Devi fare qualcosa, per favore’”. E Monsieur le Président non è stato l’unico a disturbarsi: “Anche il ministro francese per gli Affari europei, che era a Rotterdam per il concorso, mi ha inviato messaggi dicendo: ‘Cosa dovremmo fare? Cosa dovremmo fare? Per favore, fai qualcosa.’”. “Ma cosa avrei potuto fare?” commenta Bern “Non sono mica il presidente dell’Eurovision!”. Anche la presidente dell’EBU, società che organizza il concorso, è francese: i presenti, però, hanno per fortuna mantenuto la calma, e questo nonostante fossero sottoposti a pressioni istituzionali. “Delphine Ernotte ha detto che se avessimo vinto, lo avremmo dovuto fare grazie ai nostri meriti, non per la squalifica dei veri vincitori”, ricorda Bern. Il caso ‘cocaina’ non terminò affatto lì, proprio a causa delle proteste francesi: l’Ebu intervenne aprendo un’indagine formale. La bagarre, poi, è finita in una bolla di sapone: il bel Damiano, una volta effettuato un test antidroga, si è rivelato essere negativo. Non aveva consumato cocaina la sera della finale, con buona pace di Macron. Che evidentemente si sente imperatore d’Europa anche quando si tratta di un semplice e innocente concorso canoro.

Il conduttore ha confessato, un anno dopo, che il presidente francese Emmanuel Macron gli avrebbe inviato un sms perentorio, in occasione della scorsa occasione dell’Eurovision Song Contest, per spingerlo a fare qualcosa. E quel ‘qualcosa’ era far escludere i Maneskin, sfruttando le polemiche su Damiano David e il suo presunto uso di cocaina. E favorendo, guarda caso, la concorrente francese. Proprio come in Italia, anche la Francia ha un suo commentatore ufficiale che segue per i cittadini della propria nazione il contest canoro europeo (a noi quest’anno è stato assegnato il trio Cristiano Malgioglio, Carolina Di Domenico e Gabriele Corsi). L’anno scorso ad avere questo compito per la Francia era Stéphane Bern, giornalista e conduttore radiofonico. Ma solo oggi, secondo la BBC, il giornalista si è deciso a svelare i retroscena “presidenziali” che hanno arricchito la scorsa edizione della gara canora. Prima del televoto, in testa alla classifica c’era proprio la francese Barbara Pravi con Voilà e al secondo posto lo svizzero Gjon’s Tears con Tout l’univers. Come sappiamo, il voto del pubblico da casa ribaltò i pronostici, portando gli italiani Måneskin con Zitti e buoni alla vittoria. Nel frattempo, però, avevano iniziato a circolare le immagini di Damiano, leader della band romana, che sembrava intento a sniffare cocaina in diretta, proprio sotto il tavolo assegnato in sala agli artisti italiani. “Era un gran casino” ricorda Bern. “Ho ricevuto tanti messaggi sul mio telefonino – anche uno da Macron- che mi dicevano che i Måneskin dovevano essere squalificati, scrivendo: ‘Devi fare qualcosa, per favore’”. E Monsieur le Président non è stato l’unico a disturbarsi: “Anche il ministro francese per gli Affari europei, che era a Rotterdam per il concorso, mi ha inviato messaggi dicendo: ‘Cosa dovremmo fare? Cosa dovremmo fare? Per favore, fai qualcosa.’”. “Ma cosa avrei potuto fare?” commenta Bern “Non sono mica il presidente dell’Eurovision!”. Anche la presidente dell’EBU, società che organizza il concorso, è francese: i presenti, però, hanno per fortuna mantenuto la calma, e questo nonostante fossero sottoposti a pressioni istituzionali. “Delphine Ernotte ha detto che se avessimo vinto, lo avremmo dovuto fare grazie ai nostri meriti, non per la squalifica dei veri vincitori”, ricorda Bern. Il caso ‘cocaina’ non terminò affatto lì, proprio a causa delle proteste francesi: l’Ebu intervenne aprendo un’indagine formale. La bagarre, poi, è finita in una bolla di sapone: il bel Damiano, una volta effettuato un test antidroga, si è rivelato essere negativo. Non aveva consumato cocaina la sera della finale, con buona pace di Macron. Che evidentemente si sente imperatore d’Europa anche quando si tratta di un semplice e innocente concorso canoro.

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