Malagò: chiedo scusa al mondo della ginnastica

 

È quest’oggi intervenuto il  il presidente del Coni Giovanni Malagò in merito allo scandalo che sta avvolgendo il mondo della ginnastica italiana:  “Come presidente del Comitato olimpico e punto di riferimento dello sport italiano sento l`obbligo di chiedere scusa a tutte le atlete ed ex atlete che hanno sofferto a causa di comportamenti inappropriati. Chi ha sbagliato, se qualcuno ha sbagliato, pagherà. Mi devo scusare, ma devo anche invitare a non fare di tutta l`erba un fascio. La ginnastica più di altri sport ha nella questione del peso, uno dei suoi aspetti cruciali. Un certo grado di rigore e di ‘durezza’ è inevitabile. Diverso è quando si passa la linea e dal rigore si sconfina nella violenza, nell`umiliazione, nella vessazione. Però tutto questo deve ancora essere accertato. Serve una riflessione sul ruolo dello Stato nell`intero sistema sportivo. Gli istruttori devono avere un curriculum e uno stipendio adeguato, vero. Ma chi li paga? Le società dilettantistiche, organizzazioni non-profit, non possono reggere l`impatto della riforma” del lavoro sportivo. “Le medaglie olimpiche rappresentano il traguardo di un rigoroso percorso di eccellenza, ma deve essere garantito il diritto di praticare sport anche a tutti gli altri cittadini, anche di chi ha qualche chilo in più. Un doppio percorso, una separazione delle carriere”.

 

È quest’oggi intervenuto il  il presidente del Coni Giovanni Malagò in merito allo scandalo che sta avvolgendo il mondo della ginnastica italiana:  “Come presidente del Comitato olimpico e punto di riferimento dello sport italiano sento l`obbligo di chiedere scusa a tutte le atlete ed ex atlete che hanno sofferto a causa di comportamenti inappropriati. Chi ha sbagliato, se qualcuno ha sbagliato, pagherà. Mi devo scusare, ma devo anche invitare a non fare di tutta l`erba un fascio. La ginnastica più di altri sport ha nella questione del peso, uno dei suoi aspetti cruciali. Un certo grado di rigore e di ‘durezza’ è inevitabile. Diverso è quando si passa la linea e dal rigore si sconfina nella violenza, nell`umiliazione, nella vessazione. Però tutto questo deve ancora essere accertato. Serve una riflessione sul ruolo dello Stato nell`intero sistema sportivo. Gli istruttori devono avere un curriculum e uno stipendio adeguato, vero. Ma chi li paga? Le società dilettantistiche, organizzazioni non-profit, non possono reggere l`impatto della riforma” del lavoro sportivo. “Le medaglie olimpiche rappresentano il traguardo di un rigoroso percorso di eccellenza, ma deve essere garantito il diritto di praticare sport anche a tutti gli altri cittadini, anche di chi ha qualche chilo in più. Un doppio percorso, una separazione delle carriere”.

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