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Maltempo in Toscana, Mercalli: “La metà delle vittime poteva salvarsi”

di Edoardo Sirignano -

LUCA MERCALLI METEOROLOGO


“Siamo di fronte a una raffica di eventi anomali. In Toscana, però, la metà delle vittime poteva salvarsi”. A dirlo il climatologo Luca Mercalli.  

Quello odierno può considerarsi un evento anomalo?

È anomalo soprattutto se è la prospettiva di quanto sta succedendo da una settimana a questa parte. C’è una concentrazione di eventi ravvicinati, un po’ su tutto lo stivale, che certamente non è ordinaria. Dal punto di vista della singola precipitazione, posso dire che si è sempre verificata tale fenomenologia, ma qui siamo al cospetto di una raffica di eventi anomali. Sono quindici giorni che si susseguono.

Si continua, intanto, a morire per pioggia…

Succede quando c’è qualcosa di estremo. Non è una prerogativa solo italiana, soprattutto quando i temporali capitano di notte. Detto ciò, le vittime, con un’appropriata cultura della protezione civile, sono la cosa più semplice da evitare. Bisognerebbe, comunque, vedere in quali circostanze si perde la vita. Delle cinque persone che ci hanno lasciato oggi in Toscana, forse si poteva salvare la metà, se non si fosse trovata in una particolare condizione di rischio. Per il resto, quando c’è un evento estremo è inevitabile che il danno ci sia e che qualcosa vada storto. Si può tentare, invece, di fare di tutto per evitare il peggio.

Anche nel caso toscano, però, parliamo di qualcosa di previsto. È stata data, infatti, la dovuta allerta meteo…

Assolutamente! Se non ci fosse stata forse le vittime sarebbero state una cinquantina.

Gli italiani, nel frattempo, devono abituarsi a un clima diverso rispetto a quello degli ultimi anni?

Il cambiamento climatico non è una novità di oggi. Lo stiamo dicendo da più di venti anni. A ogni episodio di tale genere lo ripetiamo. È sufficiente ricordare due casi, avvenuti in questo periodo lo scorso anno. Il 15 settembre 2022 c’era stato l’episodio di Senigallia e dell’appennino marchigiano con 13 morti, mentre il 27 novembre c’era stata Ischia con altri 12 morti. Non c’è bisogno, dunque, di andare tanto lontano per trovare eventi in cui abbiamo ripetuto le considerazioni che faccio oggi. In mezzo, poi, c’è stata l’alluvione della Romagna, che veramente ha oltrepassato ogni limite, trattandosi di un qualcosa di estremamente vasto. Ha toccato quattro province e ha fatto dieci miliardi di euro di danni. Anche in quel caso, però, l’allerta aveva funzionato. Considerando il tipo di fenomeno, quindici morti non sono stati tanti. Potevano essercene 150, senza preavviso.

Andando verso la stagione invernale, dobbiamo aspettarci altri super-temporali?

Non si può fare alcuna previsione a lungo termine. Non sarebbe affidabile. Accontentiamoci dei circa dieci giorni che utilizzano adesso gli esperti per informarci su cosa accadrà.

Una certezza, comunque, è l’aumento delle temperature nel 2023.

Sono salite in tutto il pianeta. Il 2023 sarà l’anno più caldo della storia del globo. Anche in Italia, settembre e ottobre hanno spazzato via ogni record. Stesso discorso vale per l’ondata di caldo di luglio sul Centro-Sud. Ricordiamo i 48 gradi in Sardegna.

Unica nota positiva probabilmente è il risparmio sulla bolletta dei termosifoni…

Sono risparmi annullati dal maggiore uso d’energia d’estate per il condizionatore. Non è, dunque, una valida consolazione.  


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