Management infermieristico, le sfide del futuro e la “prossima normalità” post Covid

Le sfide del futuro per il management delle professioni infermieristiche e sanitarie nell’era post Covid-19. Questo il tema dell’appena conclusosi XXV Congresso SIDMI 2021, organizzato a Santa Margherita Ligure dopo il rinvio forzato del 2020 a causa della pandemia.

All’apertura, il ricordo dei professionisti sanitari coinvolti durante il periodo emergenziale, le immagini significative dell’impegno professionale in corsia di quanti hanno speso la loro vita per assistere i malati colpiti dal virus.

Poi, centrali per gli orizzonti della gestione organizzativa delle strutture sanitarie, due relazioni magistrali: “La persona, il professionista, il Management tra etica e scienza” del professore Edoardo Manzoni e “Quale cultura della cura per il Next Normal” della professoressa Marta Bertolaso.

Particolarmente dibattuti i due temi, alla luce dell’emergenza ancora in corso, nella quale è viva e pressante la ricerca di una “prossima normalità”, che custodisca senso, significato, valore e opportunità  di un management sempre più alla prova delle trasformazioni necessarie per garantire qualità e servizi efficienti.

La pandemia – è stato rilevato – ha rappresentato una delle crisi più importanti degli ultimi decenni, ma è proprio nei momenti di crisi che si devono accelerare i processi e i cambiamenti già in atto. Questo tema è stato affrontato organicamente nel corso di più tavoli di lavoro. E qui si è evidenziato che la figura dell’infermiere ha rivestito una presenza fondamentale e funzionalmente centrale nei processi organizzativi e di cura.

Ciò dovrà condurre necessariamente, in breve tempo, ad un riconoscimento strutturale ed economico della categoria, anche alla luce di quanto previsto dal PNRR.

In proposito, è stata messa in luce l’importanza di una corretta comunicazione in sanità con i cittadini, in particolare nel periodo Covid, evidenziando l’importante ruolo delle relazioni interprofessionali.

Il presidente Cavaliere, nella sua relazione di apertura della seconda giornata, ha poi presentato le strategie e le politiche della Società Scientifica sintetizzandole nella necessità di consolidare le direzioni assistenziali nell’identità (il perché), comunicare efficacemente gli outcome delle azioni governate (il come), promuovere e garantire un adeguato sviluppo di carriera identitaria (il gruppo), promuovere e garantire una adeguata produzione scientifica a supporto delle decisioni (le idee), diffondere linee guida e condividerle con le altre società scientifiche e gli associati (la rete).

Nel corso della seconda giornata è intervenuta anche la presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli che ha annunciato l’imminente firma del protocollo d’intesa con SIDMI riguardante le strategie e le azioni da applicare sul management sia sul fronte formativo che su quello operativo. E ha sottolineato l’importanza e il ruolo delle società scientifiche, come SIDMI, legata appunto al management ed alla leadership.

Nel corso delle tavole rotonde si è discusso e dibattuto sull’imprescindibilità delle alleanze tra società scientifiche, istituzioni professionali e sui temi dei mix occupazionali e della necessità di nuove skill e competenze per affrontare con innovazione le sfide del futuro nella sanità del 2030.

Una sessione è stata poi dedicata alla ricerca infermieristica in ambito universitario internazionale e alle prospettive future dell’infermieristica in tema di formazione universitaria. Rimane ancora incerto – è stato evidenziato – il futuro sullo sviluppo delle lauree specialistiche cliniche e della formazione manageriale, che necessita di inserirsi nel quadro normativo complessivo.

Le sfide del futuro per il management delle professioni infermieristiche e sanitarie nell’era post Covid-19. Questo il tema dell’appena conclusosi XXV Congresso SIDMI 2021, organizzato a Santa Margherita Ligure dopo il rinvio forzato del 2020 a causa della pandemia.

All’apertura, il ricordo dei professionisti sanitari coinvolti durante il periodo emergenziale, le immagini significative dell’impegno professionale in corsia di quanti hanno speso la loro vita per assistere i malati colpiti dal virus.

Poi, centrali per gli orizzonti della gestione organizzativa delle strutture sanitarie, due relazioni magistrali: “La persona, il professionista, il Management tra etica e scienza” del professore Edoardo Manzoni e “Quale cultura della cura per il Next Normal” della professoressa Marta Bertolaso.

Particolarmente dibattuti i due temi, alla luce dell’emergenza ancora in corso, nella quale è viva e pressante la ricerca di una “prossima normalità”, che custodisca senso, significato, valore e opportunità  di un management sempre più alla prova delle trasformazioni necessarie per garantire qualità e servizi efficienti.

La pandemia – è stato rilevato – ha rappresentato una delle crisi più importanti degli ultimi decenni, ma è proprio nei momenti di crisi che si devono accelerare i processi e i cambiamenti già in atto. Questo tema è stato affrontato organicamente nel corso di più tavoli di lavoro. E qui si è evidenziato che la figura dell’infermiere ha rivestito una presenza fondamentale e funzionalmente centrale nei processi organizzativi e di cura.

Ciò dovrà condurre necessariamente, in breve tempo, ad un riconoscimento strutturale ed economico della categoria, anche alla luce di quanto previsto dal PNRR.

In proposito, è stata messa in luce l’importanza di una corretta comunicazione in sanità con i cittadini, in particolare nel periodo Covid, evidenziando l’importante ruolo delle relazioni interprofessionali.

Il presidente Cavaliere, nella sua relazione di apertura della seconda giornata, ha poi presentato le strategie e le politiche della Società Scientifica sintetizzandole nella necessità di consolidare le direzioni assistenziali nell’identità (il perché), comunicare efficacemente gli outcome delle azioni governate (il come), promuovere e garantire un adeguato sviluppo di carriera identitaria (il gruppo), promuovere e garantire una adeguata produzione scientifica a supporto delle decisioni (le idee), diffondere linee guida e condividerle con le altre società scientifiche e gli associati (la rete).

Nel corso della seconda giornata è intervenuta anche la presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli che ha annunciato l’imminente firma del protocollo d’intesa con SIDMI riguardante le strategie e le azioni da applicare sul management sia sul fronte formativo che su quello operativo. E ha sottolineato l’importanza e il ruolo delle società scientifiche, come SIDMI, legata appunto al management ed alla leadership.

Nel corso delle tavole rotonde si è discusso e dibattuto sull’imprescindibilità delle alleanze tra società scientifiche, istituzioni professionali e sui temi dei mix occupazionali e della necessità di nuove skill e competenze per affrontare con innovazione le sfide del futuro nella sanità del 2030.

Una sessione è stata poi dedicata alla ricerca infermieristica in ambito universitario internazionale e alle prospettive future dell’infermieristica in tema di formazione universitaria. Rimane ancora incerto – è stato evidenziato – il futuro sullo sviluppo delle lauree specialistiche cliniche e della formazione manageriale, che necessita di inserirsi nel quadro normativo complessivo.

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