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Manifesti di Meloni e Tajani imbrattati a Caserta: “Bugiarda nazista”, “Collaborazionista nazista”

di Angelo Vitale -


Manifesti elettorali di Fratelli d’Italia e Forza Italia imbrattati con scritte che accusano la premier e il suo vice: “Bugiarda nazista” e “Collaborazionista nazista”. Il fatto in un viale di Caserta, capoluogo di una delle cinque province della Campania amministrato da una giunta di centrosinistra guidata dal dem Carlo Marino, che è pure presidente di Anci Campania (all’inizio della sua carriera politica eletto nelle file di Forza Italia, poi assessore in una giunta di centrodestra).

Nessun intervento, finora, sui manifesti che raffigurano Giorgia Meloni e Antonio Tajani (questi, al fianco di Silvio Belusconi), finiti però all’attenzione di un consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Pasquale Napoletano. “Un gesto isolato, certo – afferma Napoletano -. Ma rappresentativo, perché epigono di inverosimili accuse circolate in questi giorni a livello mediatico nazionale ed orecchiate male. Aspetto di conoscere cosa pensi e voglia fare l’amministrazione Marino e la macchina comunale per cancellare le tracce anonime e codarde di chi ha imbrattato legittime affissioni con gravissime accuse ed epiteti vergognosi all’indirizzo del presidente del consiglio e del vicepremier di un governo voluto dalla maggioranza degli elettori italiani. E aspetto di conoscere i commenti e le opinioni di tutte le parti politiche presenti nel Consiglio comunale”.

“Totale solidarietà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al vice presidente ministro Antonio Tajani – così il deputato FdI Marco Cerreto – per i manifesti elettorali di Fratelli d’Italia e Forza Italia imbrattati a Caserta con scritte che accusano la premier e il suo vice: ‘Bugiarda nazista’ e ‘Collaborazionista nazista’. Si tratta di una vergognosa campagna di odio inscenata ad arte ed a orologeria da parte di chi come le sinistre non hanno altro argomento che quello dell’ erigere il ‘nemico oggettivo’, unico tema che riesce a compattarli. Mi auguro che, in riferimento a quanto stia accadendo, ferme condanne siano prese in maniera netta da chi oggi rappresenta le sinistre nelle istituzioni a partire dal Sindaco di Caserta Carlo Marino”.

Interviene il portavoce di Forza Italia, il deputato Raffaele Nevi: “Esprimo la massima solidarietà al nostro segretario nazionale, Antonio Tajani, e al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per le vergognose scritte apparse a Caserta sui manifesti elettorali per le Europee. Frasi indecorose che non meritano nemmeno di essere ripetute e che, però, pongono l’attenzione su una campagna denigratoria anche mediatica lanciata da certa parte della sinistra contro il centrodestra, per mancanza di argomenti. Auspico una condanna decisa di quanto accaduto da parte di tutti e spero si tratti di un episodio isolato. Questo governo, qualcuno se lo dimentica, è stato votato dalla maggioranza degli italiani e chi lo insulta sta denigrando la maggioranza dei cittadini”. Pari denuncia dal senatore azzurro Francesco Silvestro: ““È con profonda delusione che condanno le scritte vergognose apparse su alcuni manifesti elettorali di Fratelli d’Italia e Forza Italia affissi a Caserta, che accusano il nostro presidente Antonio Tajani e la premier Giorgia Meloni. In un momento in cui la politica dovrebbe essere un esempio di civiltà e rispetto, tali azioni rappresentano un triste declino dei valori democratici. Il confronto politico deve avvenire nel rispetto reciproco e nel dialogo costruttivo, non nella diffamazione e nell’odio. Naturalmente sono certo che si tratti di un gesto isolato di pochissimi balordi. Insomma, bisogna respingere queste forme di comportamento indegne e lavorare insieme per un clima politico più rispettoso”.

“Una vergogna che la campagna pubblicitaria di Fratelli d’Italia sia stata immediatamente aggredita. Ci aspettiamo ferma condanna delle istituzioni locali a prescindere dai colori politici. Non si può lasciare spazio a questa barbarie politica che deve essere subito arrestata se non si vuole far degenerare il clima di campagna elettorale in vista del voto alle Europee del prossimo giugno 2024”, aggiunge il senatore Antonio Iannone, commissario regionale del partito di Giorgia Meloni in Campania.

“Voglio esprimere piena solidarietà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per i manifesti elettorali delle elezioni europee che sono stati imbrattati a Caserta con scritte e accuse al limite dell’intimidazione. Un atto vile, che va condannato e sul quale mi aspetto un coro unanime anche dalla sinistra. L’aumento di questi episodi ci fa capire come la campagna di odio personale delle sinistre possa produrre effetti imprevedibili’. Lo afferma il senatore campano di Fratelli d’Italia Domenico Matera. “Le scritte ingiuriose apparse questa mattina a Caserta su alcuni manifesti elettorali sono intollerabili e vanno condannate esattamente come qualsiasi forma di violenza, fisica e verbale. Le idee e i contenuti si portano avanti in maniera civile e democratica, mai parlando con toni offensivi, violenti e inappropriati per un confronto politico sereno e corretto”, dichiara il deputato campano della Lega Gianpiero Zinzi a proposito dell’offesa “nazista” comparsa si fogli attaccati sui manifesti (in mattinata rimossi dalla polizia locale, che ne ha informato la Procura della Repubblica annunciando il tentativo di accertamenti a mezzo telecamere della zona per identificare gli autori del fatto, allo stato anonomi, indicati alla magistratura per “vilipendio e calunnia”, ndr).

Centra a nostro avviso il tema vero della vicenda, fuor di commenti originati dall’appartenenza politica, il presidente della Provincia di Caserta, Giorgio Magliocca: “Condanno fortemente le gravi offese rivolte ad Antonio Tajani e Giorgia Meloni attraverso alcune scritte apparse sui manifesti elettorali appena affissi a Caserta, capoluogo della provincia che ho l’onore di guidare. Questa non è politica, non è campagna elettorale. Le diverse opinioni non si esprimono in questo modo, ma nel confronto pubblico e, soprattutto, a viso aperto.  Tutto ciò porta soltanto ad un imbarbarimento della democrazia che, paradossalmente, gesti eclatanti come questi punterebbero, nel pensiero di chi li compie, a difendere“.







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