Torino

Marchierù, nel cuore del Piemonte. Da fortezza a dimora nobiliare

di Redazione -


Un altro piccolo gioiello si apre al pubblico nell’ultima domenica del mese, piccolo ma delizioso, tutto da gustare: è il Castello di Marchierù a Villafranca Piemonte, tra Airasca e Saluzzo, antica terra di confine tra il principato degli Acaja e il marchesato di Saluzzo. La contessa Paola Prunas Tola, attuale proprietaria, apre ai visitatori la porta del suo castello dal nome insolito, Marchierù o Marcerù. L’origine del nome resta infatti incerta a quasi mille anni di distanza. Forse deriva dal francese “macheron”, mucchio di macerie lasciate dopo il devastante passaggio di Federico Barbarossa nove secoli fa o forse proviene da “marca” quale terra di confine con il Marchesato di Saluzzo ma senza i marchesi di Marchierù, mai esistiti.

Oppure il nome si collega a “marcio”, altamente irriguo, poiché siamo nella zona dei “fontanili”, dove l’acqua delle falde arriva in superficie dando vita a pozze pulite e cristalline che consentono un’irrigazione continua. Delle tre, sarebbe proprio quest’ultima l’ipotesi più accreditata. In realtà Marchierù è un complesso di edifici del XII secolo con il castello, la cappella nobiliare, la casa del custode, le scuderie e la cascina antica. In origine era la fortezza dei Savoia-Acaja con ponte levatoio e fossato. Nel Settecento è diventata una dimora residenziale circondata da una una cinta muraria che custodisce un parco ottocentesco abbellito da suggestivi angoli dedicati alle ortensie, peonie e rose all’ombra di alberi secolari. Dai Savoia il castello è passato per via ereditaria da una casata piemontese all’altra, dai Petitti ai Solaro del Macello fino ai conti Filippi di Baldissero e Prunas Tola Arnaud di San Salvatore la cui discendente diretta, la contessa Paola, è l’attuale titolare della proprietà. Furono i Signori di Barge i primi possessori di Marchierù ma nel 1251 tutti i loro beni furono ceduti a Tommaso II di Savoia per poi passare ai cugini Petitti.

Alla fine del ‘400 la località tornò a Casa Savoia. I successivi proprietari furono i conti Solaro del Macello, poi gli eredi Cacherano di Osasco e i Filippi di Baldissero che nel 1827 riscattarono l’intera proprietà. Una famiglia antica quella dei Filippi di Baldissero, parenti dei Prunas Tola, attuali proprietari. Antica e importante famiglia alla quale appartenne Vittorio Antonio che tra Seicento e Settecento fu l’aiutante di Campo del Principe Eugenio di Savoia nelle campagne militari contro i turchi. Chi portò all’antico splendore il feudo di Marchierù fu Carlo Alberto Filippi di Baldissero, figlioccio e paggio di Carlo Alberto di Savoia. Membro della Regia Accademia di Agricoltura di Torino fu artefice di importanti innovazioni in campo agricolo nonchè cugino di Cavour che spesso soggiornò a Marchierù. Il figlio Enrico sposò Maria Arnaud di San Salvatore che discendeva da due tra le più importanti famiglie francesi, i Richelieu e i Gallifet. L’ultima erede dei Filippi, Camilla, sposò il conte Vittorio Prunas Tola. Il castello fu ereditato dal figlio Severino e dall’attuale proprietaria Paola Prunas Tola. Apre solo l’ultima domenica del mese, quindi la prossima apertura al pubblico, per iniziativa dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, sarà domenica 30 giugno, l’ultima il 27 ottobre. Per prenotare si può telefonare al numero 339 4105153.

 Filippo Re (ilTorinese.it)


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