Marco Marzocca fa 60: “ora interpreto me stesso”

Televisione, teatro e radio e una fucina di idee sempre in grande fermento. È un periodo pieno per Marco Marzocca che ha da poco compiuto sessant’anni.
Il comico è nato a Roma, dove ha frequentato la scuola per poi iscriversi all’Università “La Sapienza” e laurearsi in Farmacia.
Dopo aver lavorato per alcuni anni come farmacista, ha iniziato la sua carriera nel piccolo schermo a partire dal 1994, debuttando in modo ufficiale nel mondo dello spettacolo con il programma televisivo “Tunnel” trasmesso su Rai 3. In questo contesto, ha lavorato con Corrado Guzzanti.
Successivamente, pur continuando a lavorare come farmacista, ha partecipato ad altri programmi televisivi come “L’ottavo nano” o “Il caso Scafroglia”. Ha, poi, iniziato a recitare in alcune serie tv come “Distretto di Polizia”, fiction in cui interpreta il poliziotto Ugo Lombardi, noto per la sua personalità naif.
Nel 2006, è entrato a far parte del cast di Zelig e non si è più fermato. Il poliedrico attore e conduttore, tra un impegno di lavoro e l’altro, si racconta a L’Identità.

Marco, ti stiamo vedendo nel cast del programma “Una scatola al giorno” su Rai2…
Si tratta di un nuovo format e non tutti hanno capito che non si tratta di un vero e proprio gioco ma della parodia del classico gioco televisivo. Sul set c’è un clima bellissimo perché ho l’opportunità di lavorare con un gruppo di autori fantastico, capitanato dal capoprogetto Pietro Galeotti. Paolo Conticini, il conduttore di “Una scatola al giorno” è una persona carinissima, così come lo è Francesca Manzini, la mia compagna di banco. Devo riconoscere che, da quando faccio questo lavoro, è una delle prime volte che ho avuto la completa libertà di fare tutto quello avevo in mente dal punto di vista artistico. Spero di continuare a lavorare con questa squadra ancora per tantissimo tempo.

Su Rai Radio2, invece, sei al timone di “Soggetti Smarriti” con Francesco Vercillo: è più difficile far ridere attraverso la radio?
No, al contrario credo sia più facile. Perché la radio è estemporaneità. Partendo da una scaletta, noi spesso la stravolgiamo sulla base della nostra capacità di improvvisazione e dal volere del pubblico. Dopotutto, la nostra è una bella chiacchierata tra amici. Oltre a Francesco Vercillo, nel cast, c’è anche Simona Banchi che interpreta Raimonda, la nostra “badante vocale”. Siamo molto contenti dei risultati finora ottenuti.

Stai portando in tournée teatrale “Ciao Signò”, in compagnia di Stefano Sarcinelli: uno spettacolo che ti sta dando tante soddisfazioni…
Sono molto contento della risposta del pubblico. Ma non è l’unico progetto che mi sta vedendo sul fronte tealtrale. Con Sarcinelli e Leonardo Fiaschi, infatti, abbiamo dovuto momentaneamente sospendere una commedia che s’intitola Due botte a settimana, per via dei vari impegni lavorativi di noi tre. Altrettante soddisfazioni mi sta dando “TutAriel”, che prende spunto dalle 30 scenette divertenti che è ancora possibile trovare su RaiPlay.

Oltre a questi già numerosi impegni teatrali, stai sperimentando un tuo one-man-show…
Sto testando un monologo che s’intitola Chi me lo ha fatto fare. E’ il mio fiore all’occhiello, che sta andando benissimo. Tutti gli esperimenti che abbiamo fatto finora hanno avuto un riscontro molto positivo, perché il pubblico sta dimostrando di apprezzare questo mio modo di raccontare. Porto in scena la mia storia e i miei continui cambiamenti: da perito in elettronica sono poi diventato farmacista fino ad attore, autore e conduttore radiofonico. Nel corso degli anni ho fatto anche doppiaggio e cinema. Insomma, ne ho fatte di cotte e di crude e mi piace raccontarle in chiave super divertente.

Prossimamente, invece, ti vedremo nella serie “Sono Lillo”, presentata all’ultima Festa del cinema di Roma: cosa puoi anticiparci?
Io, Lillo, Corrado Guzzanti siamo davvero amici per la pelle e ci frequentiamo, nella vita privata, da più di vent’anni. Sul set è come se ci fossimo limitati a interpretare noi stessi, che è il ruolo più divertente.

Televisione, teatro e radio e una fucina di idee sempre in grande fermento. È un periodo pieno per Marco Marzocca che ha da poco compiuto sessant’anni.
Il comico è nato a Roma, dove ha frequentato la scuola per poi iscriversi all’Università “La Sapienza” e laurearsi in Farmacia.
Dopo aver lavorato per alcuni anni come farmacista, ha iniziato la sua carriera nel piccolo schermo a partire dal 1994, debuttando in modo ufficiale nel mondo dello spettacolo con il programma televisivo “Tunnel” trasmesso su Rai 3. In questo contesto, ha lavorato con Corrado Guzzanti.
Successivamente, pur continuando a lavorare come farmacista, ha partecipato ad altri programmi televisivi come “L’ottavo nano” o “Il caso Scafroglia”. Ha, poi, iniziato a recitare in alcune serie tv come “Distretto di Polizia”, fiction in cui interpreta il poliziotto Ugo Lombardi, noto per la sua personalità naif.
Nel 2006, è entrato a far parte del cast di Zelig e non si è più fermato. Il poliedrico attore e conduttore, tra un impegno di lavoro e l’altro, si racconta a L’Identità.

Marco, ti stiamo vedendo nel cast del programma “Una scatola al giorno” su Rai2…
Si tratta di un nuovo format e non tutti hanno capito che non si tratta di un vero e proprio gioco ma della parodia del classico gioco televisivo. Sul set c’è un clima bellissimo perché ho l’opportunità di lavorare con un gruppo di autori fantastico, capitanato dal capoprogetto Pietro Galeotti. Paolo Conticini, il conduttore di “Una scatola al giorno” è una persona carinissima, così come lo è Francesca Manzini, la mia compagna di banco. Devo riconoscere che, da quando faccio questo lavoro, è una delle prime volte che ho avuto la completa libertà di fare tutto quello avevo in mente dal punto di vista artistico. Spero di continuare a lavorare con questa squadra ancora per tantissimo tempo.

Su Rai Radio2, invece, sei al timone di “Soggetti Smarriti” con Francesco Vercillo: è più difficile far ridere attraverso la radio?
No, al contrario credo sia più facile. Perché la radio è estemporaneità. Partendo da una scaletta, noi spesso la stravolgiamo sulla base della nostra capacità di improvvisazione e dal volere del pubblico. Dopotutto, la nostra è una bella chiacchierata tra amici. Oltre a Francesco Vercillo, nel cast, c’è anche Simona Banchi che interpreta Raimonda, la nostra “badante vocale”. Siamo molto contenti dei risultati finora ottenuti.

Stai portando in tournée teatrale “Ciao Signò”, in compagnia di Stefano Sarcinelli: uno spettacolo che ti sta dando tante soddisfazioni…
Sono molto contento della risposta del pubblico. Ma non è l’unico progetto che mi sta vedendo sul fronte tealtrale. Con Sarcinelli e Leonardo Fiaschi, infatti, abbiamo dovuto momentaneamente sospendere una commedia che s’intitola Due botte a settimana, per via dei vari impegni lavorativi di noi tre. Altrettante soddisfazioni mi sta dando “TutAriel”, che prende spunto dalle 30 scenette divertenti che è ancora possibile trovare su RaiPlay.

Oltre a questi già numerosi impegni teatrali, stai sperimentando un tuo one-man-show…
Sto testando un monologo che s’intitola Chi me lo ha fatto fare. E’ il mio fiore all’occhiello, che sta andando benissimo. Tutti gli esperimenti che abbiamo fatto finora hanno avuto un riscontro molto positivo, perché il pubblico sta dimostrando di apprezzare questo mio modo di raccontare. Porto in scena la mia storia e i miei continui cambiamenti: da perito in elettronica sono poi diventato farmacista fino ad attore, autore e conduttore radiofonico. Nel corso degli anni ho fatto anche doppiaggio e cinema. Insomma, ne ho fatte di cotte e di crude e mi piace raccontarle in chiave super divertente.

Prossimamente, invece, ti vedremo nella serie “Sono Lillo”, presentata all’ultima Festa del cinema di Roma: cosa puoi anticiparci?
Io, Lillo, Corrado Guzzanti siamo davvero amici per la pelle e ci frequentiamo, nella vita privata, da più di vent’anni. Sul set è come se ci fossimo limitati a interpretare noi stessi, che è il ruolo più divertente.

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