Mascherine a scuola, ora lo ammettono: “La scienza non c’entra, scelta politica”

Altro che prudenza, altro che gradualità, altro che scienza. L’insistenza a far perdurare l’obbligo di mascherine a scuola è una scelta politica. Lo ammette, candidamente, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Intervenuto stamattina a Rai News 24, l’esponente dell’esecutivo è tornato a parlare di un tema a proposito del quale aveva espresso pareri discordanti rispetto ai suoi colleghi di governo. Chiedeva, infatti, che l’obbligo venisse abolito prima della fine dell’anno scolastico o al più prima dell’inizio degli esami di Stato. Nulla di fatto: il presidente del Consiglio, Mario Draghi, incontrando la scorsa settimana una scolaresca in Veneto, ha strozzato le speranze. “Spero che l’anno prossimo non ci sia più bisogno di mascherine”, ha affermato l’ex numero uno della Bce. Un modo elegante per dire che di qui a fine giugno gli studenti continueranno a essere costretti a indossare il pezzo di tessuto sulla faccia.

Ora Costa in tv ha ribadito di ritenere che “ci siano le condizioni per togliere le mascherine durante le attività didattiche”. Tuttavia, ha aggiunto il sottosegretario, “nel governo ci sono sensibilità diverse e credo che mantenerle non sia una scelta scientifica ma più un’interpretazione politica: ha prevalso questa linea”. Una scelta politica, dunque. Costa, sottosegretario alla Salute, ha così ammesso che non ha nulla a che fare con la scienza costringere i nostri figli a mettersi la mascherina sul volto, nonostante il caldo asfissiante, la curva epidemica che cala a picco e la scomparsa dell’obbligo in gran parte degli altri posti al chiuso e in quasi tutti quelli all’aperto.

Calendario alla mano, Costa ha quindi dovuto rinunciare alla sua proposta di eliminare l’obbligo già entro giugno o luglio. “Ormai”, le sue parole, “siamo agli sgoccioli dell’anno scolastico”. Lo sguardo è allora rivolto a settembre: “Credo invece che l’obiettivo che non possiamo permetterci di fallire è quello di ricominciare il nuovo anno scolastico non solo in presenza ma senza mascherine”. L’obiettivo prefissato da Costa, però, appare alquanto complesso. Se obbligare gli studenti a indossare la mascherina è una scelta politica, occorre che nel governo cambi la sensibilità politica al tema del Covid. Se la scienza non c’entra nulla con le mascherine a scuola, se si è deciso di protrarre l’obbligo in questa fase di netta flessione del virus, è difficilissimo prevedere che Speranza e compagnia decidano di rivedere la misura proprio all’inizio della stagione autunnale, momento propizio per la recrudescenza dei contagi.

Altro che prudenza, altro che gradualità, altro che scienza. L’insistenza a far perdurare l’obbligo di mascherine a scuola è una scelta politica. Lo ammette, candidamente, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Intervenuto stamattina a Rai News 24, l’esponente dell’esecutivo è tornato a parlare di un tema a proposito del quale aveva espresso pareri discordanti rispetto ai suoi colleghi di governo. Chiedeva, infatti, che l’obbligo venisse abolito prima della fine dell’anno scolastico o al più prima dell’inizio degli esami di Stato. Nulla di fatto: il presidente del Consiglio, Mario Draghi, incontrando la scorsa settimana una scolaresca in Veneto, ha strozzato le speranze. “Spero che l’anno prossimo non ci sia più bisogno di mascherine”, ha affermato l’ex numero uno della Bce. Un modo elegante per dire che di qui a fine giugno gli studenti continueranno a essere costretti a indossare il pezzo di tessuto sulla faccia.

Ora Costa in tv ha ribadito di ritenere che “ci siano le condizioni per togliere le mascherine durante le attività didattiche”. Tuttavia, ha aggiunto il sottosegretario, “nel governo ci sono sensibilità diverse e credo che mantenerle non sia una scelta scientifica ma più un’interpretazione politica: ha prevalso questa linea”. Una scelta politica, dunque. Costa, sottosegretario alla Salute, ha così ammesso che non ha nulla a che fare con la scienza costringere i nostri figli a mettersi la mascherina sul volto, nonostante il caldo asfissiante, la curva epidemica che cala a picco e la scomparsa dell’obbligo in gran parte degli altri posti al chiuso e in quasi tutti quelli all’aperto.

Calendario alla mano, Costa ha quindi dovuto rinunciare alla sua proposta di eliminare l’obbligo già entro giugno o luglio. “Ormai”, le sue parole, “siamo agli sgoccioli dell’anno scolastico”. Lo sguardo è allora rivolto a settembre: “Credo invece che l’obiettivo che non possiamo permetterci di fallire è quello di ricominciare il nuovo anno scolastico non solo in presenza ma senza mascherine”. L’obiettivo prefissato da Costa, però, appare alquanto complesso. Se obbligare gli studenti a indossare la mascherina è una scelta politica, occorre che nel governo cambi la sensibilità politica al tema del Covid. Se la scienza non c’entra nulla con le mascherine a scuola, se si è deciso di protrarre l’obbligo in questa fase di netta flessione del virus, è difficilissimo prevedere che Speranza e compagnia decidano di rivedere la misura proprio all’inizio della stagione autunnale, momento propizio per la recrudescenza dei contagi.

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