Mascherine ai bambini: Trento protesta

I bambini in Italia restano obbligati a indossare le mascherine a scuola. La regola è rimasta invariata, nonostante in altri luoghi l’obbligo sia caduto, nonostante il caldo, nonostante un virus in flessione, nonostante all’estero non le mettano più e nonostante il ministero sembrerebbe ignorare il rapporto rischi/benefici dell’uso prolungato del dispositivo da parte dei più piccoli. Tuttavia, a parte qualche associazione di genitori e insegnanti come la Rete Scuole in Presenza, finora ben pochi hanno provato a levare una voce di dissenso rispetto a questa situazione. È dunque un piccolo ma interessante segnale quello che giunge dalla Provincia autonoma di Trento, dove l’assessore all’Istruzione Mirko Bisesti ha impugnato carta e penna e ha scritto ai ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi e della Salute Roberto Speranza.

“A meno di un mese dalla fine delle lezioni”, Bisesti chiede “che i nostri studenti, di ogni ordine e grado, siano esonerati dall’uso dei dispositivi di protezione all’interno degli ambienti scolastici, nelle modalità ritenute più consone dai vostri ministeri”. L’assessore trentino nella lettera sottoscritta anche dall’omologo di Bolzano, sottolinea che tale richiesta perviene da una Provincia autonoma caratterizzata da “uno sguardo rivolto all’Europa dove è venuto meno da tempo l’obbligo di indossare le mascherine nelle aule scolastiche”. Bisesti precisa, inoltre, che intende dare “un segnale chiaro e positivo alle comunità scolastiche e in particolare ai più piccoli”.

Più piccoli che, come evidenziato in un articolo pubblicato ieri su L’Identità, potrebbero subire ripercussioni in ambito psicologico ed emotivo da un uso prolungato delle mascherine. C’è poi un altro aspetto poco considerato: nelle aule scolastiche vige l’obbligo di indossare non una mascherina qualsiasi, ma la versione Ffp2. Eppure, nel febbraio scorso, Altro Consumo avvisava i genitori: mascherine Ffp2 vendute come “per bambini” sono in realtà per adulti taglia small. Del resto, si legge ancora sul sito dell’associazione di consumatori, si tratta di un prodotto progettato e omologato appositamente per il viso e la capacità di respirare di un adulto. Non solo: considerando che i bambini hanno una capacità polmonare non paragonabile a quella di un individuo adulto, Altro Consumo si chiede “quali effetti può avere l’utilizzo prolungato di un presidio sanitario per adulti su soggetti così giovani”. Di qui una lettera inviata da Altro Consumo, sottoscritta anche da Assosistema-Confindustria, all’indirizzo di Bianchi e Speranza per chiedere di evitare che i piccoli dai 6 ai 14 anni usino le Ffp2. Finora la missiva non ha avuto risposta. Andrà meglio all’assessore trentino Bisesti?

I bambini in Italia restano obbligati a indossare le mascherine a scuola. La regola è rimasta invariata, nonostante in altri luoghi l’obbligo sia caduto, nonostante il caldo, nonostante un virus in flessione, nonostante all’estero non le mettano più e nonostante il ministero sembrerebbe ignorare il rapporto rischi/benefici dell’uso prolungato del dispositivo da parte dei più piccoli. Tuttavia, a parte qualche associazione di genitori e insegnanti come la Rete Scuole in Presenza, finora ben pochi hanno provato a levare una voce di dissenso rispetto a questa situazione. È dunque un piccolo ma interessante segnale quello che giunge dalla Provincia autonoma di Trento, dove l’assessore all’Istruzione Mirko Bisesti ha impugnato carta e penna e ha scritto ai ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi e della Salute Roberto Speranza.

“A meno di un mese dalla fine delle lezioni”, Bisesti chiede “che i nostri studenti, di ogni ordine e grado, siano esonerati dall’uso dei dispositivi di protezione all’interno degli ambienti scolastici, nelle modalità ritenute più consone dai vostri ministeri”. L’assessore trentino nella lettera sottoscritta anche dall’omologo di Bolzano, sottolinea che tale richiesta perviene da una Provincia autonoma caratterizzata da “uno sguardo rivolto all’Europa dove è venuto meno da tempo l’obbligo di indossare le mascherine nelle aule scolastiche”. Bisesti precisa, inoltre, che intende dare “un segnale chiaro e positivo alle comunità scolastiche e in particolare ai più piccoli”.

Più piccoli che, come evidenziato in un articolo pubblicato ieri su L’Identità, potrebbero subire ripercussioni in ambito psicologico ed emotivo da un uso prolungato delle mascherine. C’è poi un altro aspetto poco considerato: nelle aule scolastiche vige l’obbligo di indossare non una mascherina qualsiasi, ma la versione Ffp2. Eppure, nel febbraio scorso, Altro Consumo avvisava i genitori: mascherine Ffp2 vendute come “per bambini” sono in realtà per adulti taglia small. Del resto, si legge ancora sul sito dell’associazione di consumatori, si tratta di un prodotto progettato e omologato appositamente per il viso e la capacità di respirare di un adulto. Non solo: considerando che i bambini hanno una capacità polmonare non paragonabile a quella di un individuo adulto, Altro Consumo si chiede “quali effetti può avere l’utilizzo prolungato di un presidio sanitario per adulti su soggetti così giovani”. Di qui una lettera inviata da Altro Consumo, sottoscritta anche da Assosistema-Confindustria, all’indirizzo di Bianchi e Speranza per chiedere di evitare che i piccoli dai 6 ai 14 anni usino le Ffp2. Finora la missiva non ha avuto risposta. Andrà meglio all’assessore trentino Bisesti?

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