Mascherine al lavoro: Costa respinge l’obbligo, ma…

Per il sottosegretario alla Salute resterà soltanto la raccomandazione. Già sulla scuola, tuttavia, il suo parere non ha coinciso con le scelte del governo

Se i lavoratori del settore pubblico non hanno più l’obbligo di indossare la mascherina da quasi due mesi, per quelli del settore privato l’obbligo rimane fino al 30 giugno con l’unica eccezione nei confronti di chi svolge attività lavorative in isolamento.

Il 30 giugno stesso è previsto un tavolo tra ministero del Lavoro, della Salute e Inail, durante il quale si deciderà se prorogare l’obbligo, eliminarlo del tutto o mantenerlo soltanto per alcune mansioni specifiche (ad esempio quelle che prevedono un contatto con il pubblico).

Stamattina, sull’aggiornamento del protocollo di sicurezza sui luoghi di lavoro, con particolare riferimento al prolungamento dell’obbligo della mascherina, è intervenuto a “Radio Anch’io” su Rai Rai 1 il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. “La posizione del governo di fatto rimane invariata”, le sue parole, “siamo passati dall’obbligo alla forte raccomandazione quindi non ci sarà una reintroduzione dell’obbligatorietà”. Costa ha precisato che “decideranno le associazioni dei lavoratori e dei datori con i protocolli se valutare o meno di mantenere la mascherina”.

C’è da aspettarsi dunque dal primo luglio lo scenario descritto da Costa? Forse. Come già dato conto da L’Identità nelle scorse settimane, sulle misure anti-Covid il sottosegretario alla Salute ha già assunto posizioni poi sconfessate dalle decisioni del governo: è accaduto sull’obbligo di mascherine a scuola, per le quali lui avrebbe tolto l’obbligatorietà a maggio, a differenza di quanto è invece accaduto. Lo stesso Costa ha poi successivamente ammesso che “mantenerle non sia una scelta scientifica ma più un’interpretazione politica: ha prevalso questa linea”. Chissà se anche sulle mascherine al lavoro non prevarrà questa “interpretazione politica”.

Se i lavoratori del settore pubblico non hanno più l’obbligo di indossare la mascherina da quasi due mesi, per quelli del settore privato l’obbligo rimane fino al 30 giugno con l’unica eccezione nei confronti di chi svolge attività lavorative in isolamento.

Il 30 giugno stesso è previsto un tavolo tra ministero del Lavoro, della Salute e Inail, durante il quale si deciderà se prorogare l’obbligo, eliminarlo del tutto o mantenerlo soltanto per alcune mansioni specifiche (ad esempio quelle che prevedono un contatto con il pubblico).

Stamattina, sull’aggiornamento del protocollo di sicurezza sui luoghi di lavoro, con particolare riferimento al prolungamento dell’obbligo della mascherina, è intervenuto a “Radio Anch’io” su Rai Rai 1 il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. “La posizione del governo di fatto rimane invariata”, le sue parole, “siamo passati dall’obbligo alla forte raccomandazione quindi non ci sarà una reintroduzione dell’obbligatorietà”. Costa ha precisato che “decideranno le associazioni dei lavoratori e dei datori con i protocolli se valutare o meno di mantenere la mascherina”.

C’è da aspettarsi dunque dal primo luglio lo scenario descritto da Costa? Forse. Come già dato conto da L’Identità nelle scorse settimane, sulle misure anti-Covid il sottosegretario alla Salute ha già assunto posizioni poi sconfessate dalle decisioni del governo: è accaduto sull’obbligo di mascherine a scuola, per le quali lui avrebbe tolto l’obbligatorietà a maggio, a differenza di quanto è invece accaduto. Lo stesso Costa ha poi successivamente ammesso che “mantenerle non sia una scelta scientifica ma più un’interpretazione politica: ha prevalso questa linea”. Chissà se anche sulle mascherine al lavoro non prevarrà questa “interpretazione politica”.

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