MATTARELLA: UN MANIFESTO-GUIDA PER IL 2020

Suaviter in modo fortiter in re, con questa espressione  i latini giudicavano chi in forma suadente, gentile, richiamava in modo  fermo e severo i cittadini a compiti e ad atteggiamenti seri e responsabili.

Proprio questa espressione può essere usata per definire il discorso di inizio anno che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 31 dicembre ha rivolto a tutti gli italiani per gli auguri per l’anno nuovo. 

Un discorso rivolto alla società è stato detto e scritto, in particolare ai giovani dei quali il Presidente ha affermato di condividere preoccupazioni e aspirazioni a partire dal lavoro. E vero. Il Presidente durante l’intervento di quindici minuti ha parlato ai giovani, ai cittadini e alle loro varie associazioni. Tutto questo mette ancora più in risalto un assenza: quella dei partiti. Un’assenza che non può essere casuale, che dà l’impressione di un tacito rimprovero.

“E’ importante –ha detto Mattarella nell’unico passaggio in cui ha evocato anche i partiti- sviluppare, sempre di più, una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie, alle associazioni raccolte intorno a interessi e a valori. La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società– quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano. La fiducia –ha sottolineato Mattarella- va trasmessa ai giovani, ai quali viene sovente chiesta responsabilità, ma a cui dobbiamo al contempo affidare responsabilità”. “Le nuove generazioni –ha aggiunto- avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo sempre più interdipendente. Hanno – ad esempio – chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte”. E le scelte ambientali ha sottolineato ancora il Presidente “non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria”.

Mattarella ha quindi ricordato i sempre più gravi problemi climatici che rappresentano un campo urgente di intervento per la qualità della vita presente e futura.  “I giovani –ha commentato- l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato. Ogni società ha sempre bisogno dei giovani. Se possibile ancor di più oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata. Questa nuova condizione impone di predisporre nei confronti degli anziani – parte preziosa della società – maggiori cure e attenzioni. Occorre, al tempo stesso, investire molto sui giovani. Diamo loro fiducia –ha esortato-, anche per evitare l’esodo verso l’estero. Diamo loro occasioni di lavoro correttamente retribuito. Favoriamo il formarsi di nuove famiglie”. E la famiglia è l’altro soggetto a cui Mattarella ha riconosciuto ampi meriti per la tenuta del tessuto sociale e non solo.   

“Dobbiamo riporre fiducia –ha affermato-  nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio. Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico.E’ una virtù da coltivare insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica. Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza”. Un richiamo forte ad una società e a una politica che respingano quel cattivismo che è alla base di divisioni e contrapposizioni aspre e perfino violente.

“L’Italia vera è una sola: è quella –ha detto Mattarella- dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente. Quella autentica è l’Italia del Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita”.  “Senso civico e senso della misura –ha concluso il Presidente- devono appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri. Alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti.  Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false”.

 

Angelo Mina

Suaviter in modo fortiter in re, con questa espressione  i latini giudicavano chi in forma suadente, gentile, richiamava in modo  fermo e severo i cittadini a compiti e ad atteggiamenti seri e responsabili.

Proprio questa espressione può essere usata per definire il discorso di inizio anno che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 31 dicembre ha rivolto a tutti gli italiani per gli auguri per l’anno nuovo. 

Un discorso rivolto alla società è stato detto e scritto, in particolare ai giovani dei quali il Presidente ha affermato di condividere preoccupazioni e aspirazioni a partire dal lavoro. E vero. Il Presidente durante l’intervento di quindici minuti ha parlato ai giovani, ai cittadini e alle loro varie associazioni. Tutto questo mette ancora più in risalto un assenza: quella dei partiti. Un’assenza che non può essere casuale, che dà l’impressione di un tacito rimprovero.

“E’ importante –ha detto Mattarella nell’unico passaggio in cui ha evocato anche i partiti- sviluppare, sempre di più, una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie, alle associazioni raccolte intorno a interessi e a valori. La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società– quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano. La fiducia –ha sottolineato Mattarella- va trasmessa ai giovani, ai quali viene sovente chiesta responsabilità, ma a cui dobbiamo al contempo affidare responsabilità”. “Le nuove generazioni –ha aggiunto- avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo sempre più interdipendente. Hanno – ad esempio – chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte”. E le scelte ambientali ha sottolineato ancora il Presidente “non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria”.

Mattarella ha quindi ricordato i sempre più gravi problemi climatici che rappresentano un campo urgente di intervento per la qualità della vita presente e futura.  “I giovani –ha commentato- l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato. Ogni società ha sempre bisogno dei giovani. Se possibile ancor di più oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata. Questa nuova condizione impone di predisporre nei confronti degli anziani – parte preziosa della società – maggiori cure e attenzioni. Occorre, al tempo stesso, investire molto sui giovani. Diamo loro fiducia –ha esortato-, anche per evitare l’esodo verso l’estero. Diamo loro occasioni di lavoro correttamente retribuito. Favoriamo il formarsi di nuove famiglie”. E la famiglia è l’altro soggetto a cui Mattarella ha riconosciuto ampi meriti per la tenuta del tessuto sociale e non solo.   

“Dobbiamo riporre fiducia –ha affermato-  nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio. Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico.E’ una virtù da coltivare insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica. Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza”. Un richiamo forte ad una società e a una politica che respingano quel cattivismo che è alla base di divisioni e contrapposizioni aspre e perfino violente.

“L’Italia vera è una sola: è quella –ha detto Mattarella- dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente. Quella autentica è l’Italia del Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita”.  “Senso civico e senso della misura –ha concluso il Presidente- devono appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri. Alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti.  Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false”.

 

Angelo Mina

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