MATTEO BASSETTI “Basta no vax in tv: stanno crollando tutti i vaccini”

Tra i difensori della scienza c’è Matteo Bassetti, primario di Infettivologia al San Martino di Genova. Oggi plaude alla decisione della Corte Costituzionale, sottolineando che in Italia “ci si perde sempre nella dietrologia”.
Professor Bassetti, sta dicendo che il ricorso dei medici è anacronistico?
Direi. Quando è stato deciso l’obbligo vaccinale, per gli operatori sanitari, dovevamo mettere in sicurezza la salute pubblica, che deve venire prima di tutto. E siccome in quel momento i nostri ospedali esplodevano di non vaccinati, è chiaro che dovevamo tutelare la salute pubblica e il sistema sanitario nazionale. Per quanto riguarda i medici, aggiungo che non c’era bisogno di scomodare il legislatore per una questione di tipo deontologico.
Si spieghi meglio.
Sui medici credo che dovrà intervenire pesantemente l’Ordine, come ha già detto in qualche modo il presidente Filippo Anelli. Chi non si vaccina e dice ai suoi pazienti di non farlo, non può fare il medico, perché sarebbe come un dottore che decide di esercitare la professione senza l’aspirina, gli antibiotici, la pastiglia per la pressione o gli antitumorali. Sarebbe un medico che non esercita il suo operato in scienza e coscienza, come recita d’altronde il Giuramento d’Ippocrate. La scienza guarda ai numeri e i numeri ci dicono che i vaccini oggi hanno reso il covid, posso dire, meno dell’influenza. Perché chi prende il covid oggi ha meno sintomi di uno che si prende la stagionale. E se siamo arrivati a questo non è come dicono i no vax per la variante Omicron, ma è perché questa variante trova sulla sua strada il 95 per cento della popolazione che è vaccinata. E quindi non riesce a fare danni. Adesso bisogna lavorare per evitare quello che sta succedendo in questi ultimi mesi.
A cosa si riferisce?
Al fatto che questo scetticismo sulle vaccinazioni covid sta creando seri danni a tutti i vaccini. Non lo dice nessuno, ma stiamo perdendo copertura vaccinale per il morbillo, per la varicella, per lo pneumococco, per l’influenza.
Perché?
Perché in ogni trasmissione televisiva dove c’è un sì vax ci sono due no vax che instillano dubbi. Io partecipo alle trasmissioni tv per non lasciare campo libero a loro e per ristabilire la correttezza delle informazioni. È sbagliata questa modalità, paradossalmente è come se per parlare della legge sulla mafia invitassimo un giudice e due mafiosi. Ovviamente non sto dando del mafioso a chi è contrario ai vaccini, però stiamo dando troppa importanza ai no vax e questo insinua il dubbio nella gente. Perché continuando ad associare ai vaccini morti improvvise, sieri sperimentali, mutazione del dna, effetti collaterali maggiori ai dichiarati, tanto noi siamo tutti corrotti, è chiaro che ne va di mezzo la scienza. Questo movimento no vax ha come obiettivo non quello di andare contro il vaccino in sé, ma proprio contro la scienza.
Contro Big Pharma.
Esatto. Ma questa gente dimentica che le Big Pharma tanto vituperate sono le stesse che ci curano i tumori, che ci danno gli antibiotici, che ci permettono di vivere tanti anni in più. La scienza è una! Quindi questo movimento più che no vax io lo chiamo anti-scienza. E sta facendo male all’Italia. Lo vediamo sulle quarte dosi. In ospedale arrivano persone di ottant’anni che hanno fatto solo due dosi perché si sono convinte che fanno male. Vuol dire che abbiamo sbagliato molte cose e io ho molto apprezzato la campagna vaccinale lanciata dal ministro Orazio Schillaci, perché secondo me ha centrato il punto. Ci sono una nonna e un nonno che spengono le candeline con tutti i nipoti intorno, per dire che se vogliamo continuare a festeggiare bisogna vaccinarsi. E questo è un bel messaggio. Schillaci che tira dritto per la sua strada dimostra di essere la persona giusta al posto giusto e per questo devo fare i complimenti alla premier Giorgia Meloni, che l’ha voluto e ha scelto davvero bene.
Siamo sulla strada giusta allora?
Io credo di sì. Bisognerebbe dare un po’ meno peso al mondo antiscientifico sui vaccini. Perché quando si instilla il germe del dubbio, la gente, che oggi non ha più paura come prima, non si vaccina. Non c’è bisogno di credere in modo fideistico, basta guardare i numeri, parlano da soli.

Tra i difensori della scienza c’è Matteo Bassetti, primario di Infettivologia al San Martino di Genova. Oggi plaude alla decisione della Corte Costituzionale, sottolineando che in Italia “ci si perde sempre nella dietrologia”.
Professor Bassetti, sta dicendo che il ricorso dei medici è anacronistico?
Direi. Quando è stato deciso l’obbligo vaccinale, per gli operatori sanitari, dovevamo mettere in sicurezza la salute pubblica, che deve venire prima di tutto. E siccome in quel momento i nostri ospedali esplodevano di non vaccinati, è chiaro che dovevamo tutelare la salute pubblica e il sistema sanitario nazionale. Per quanto riguarda i medici, aggiungo che non c’era bisogno di scomodare il legislatore per una questione di tipo deontologico.
Si spieghi meglio.
Sui medici credo che dovrà intervenire pesantemente l’Ordine, come ha già detto in qualche modo il presidente Filippo Anelli. Chi non si vaccina e dice ai suoi pazienti di non farlo, non può fare il medico, perché sarebbe come un dottore che decide di esercitare la professione senza l’aspirina, gli antibiotici, la pastiglia per la pressione o gli antitumorali. Sarebbe un medico che non esercita il suo operato in scienza e coscienza, come recita d’altronde il Giuramento d’Ippocrate. La scienza guarda ai numeri e i numeri ci dicono che i vaccini oggi hanno reso il covid, posso dire, meno dell’influenza. Perché chi prende il covid oggi ha meno sintomi di uno che si prende la stagionale. E se siamo arrivati a questo non è come dicono i no vax per la variante Omicron, ma è perché questa variante trova sulla sua strada il 95 per cento della popolazione che è vaccinata. E quindi non riesce a fare danni. Adesso bisogna lavorare per evitare quello che sta succedendo in questi ultimi mesi.
A cosa si riferisce?
Al fatto che questo scetticismo sulle vaccinazioni covid sta creando seri danni a tutti i vaccini. Non lo dice nessuno, ma stiamo perdendo copertura vaccinale per il morbillo, per la varicella, per lo pneumococco, per l’influenza.
Perché?
Perché in ogni trasmissione televisiva dove c’è un sì vax ci sono due no vax che instillano dubbi. Io partecipo alle trasmissioni tv per non lasciare campo libero a loro e per ristabilire la correttezza delle informazioni. È sbagliata questa modalità, paradossalmente è come se per parlare della legge sulla mafia invitassimo un giudice e due mafiosi. Ovviamente non sto dando del mafioso a chi è contrario ai vaccini, però stiamo dando troppa importanza ai no vax e questo insinua il dubbio nella gente. Perché continuando ad associare ai vaccini morti improvvise, sieri sperimentali, mutazione del dna, effetti collaterali maggiori ai dichiarati, tanto noi siamo tutti corrotti, è chiaro che ne va di mezzo la scienza. Questo movimento no vax ha come obiettivo non quello di andare contro il vaccino in sé, ma proprio contro la scienza.
Contro Big Pharma.
Esatto. Ma questa gente dimentica che le Big Pharma tanto vituperate sono le stesse che ci curano i tumori, che ci danno gli antibiotici, che ci permettono di vivere tanti anni in più. La scienza è una! Quindi questo movimento più che no vax io lo chiamo anti-scienza. E sta facendo male all’Italia. Lo vediamo sulle quarte dosi. In ospedale arrivano persone di ottant’anni che hanno fatto solo due dosi perché si sono convinte che fanno male. Vuol dire che abbiamo sbagliato molte cose e io ho molto apprezzato la campagna vaccinale lanciata dal ministro Orazio Schillaci, perché secondo me ha centrato il punto. Ci sono una nonna e un nonno che spengono le candeline con tutti i nipoti intorno, per dire che se vogliamo continuare a festeggiare bisogna vaccinarsi. E questo è un bel messaggio. Schillaci che tira dritto per la sua strada dimostra di essere la persona giusta al posto giusto e per questo devo fare i complimenti alla premier Giorgia Meloni, che l’ha voluto e ha scelto davvero bene.
Siamo sulla strada giusta allora?
Io credo di sì. Bisognerebbe dare un po’ meno peso al mondo antiscientifico sui vaccini. Perché quando si instilla il germe del dubbio, la gente, che oggi non ha più paura come prima, non si vaccina. Non c’è bisogno di credere in modo fideistico, basta guardare i numeri, parlano da soli.

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