Medvedev: “Se la Nato invade la Crimea, sarà guerra mondiale”

Dmitrij Medvedev, attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, ha in queste ore rilasciato dichiarazioni molto dure contro la Nato. Non nuovo a prese di posizioni molto nette, parlando con il settimanale russo Argumenty I Facty ha affermato che l’invasione della Crimea da parte dei membri Nato comporterebbe come unico scenario possibile lo scoppio della terza guerra mondiale.

“Per noi, la Crimea è parte della Russia. E questo significa per sempre. Ogni tentativo di invadere la Crimea è una dichiarazione di guerra contro il nostro paese. E se questo viene compiuto da un paese membro della Nato, questo significa una guerra con l’intera Alleanza atlantica: una terra guerra mondiale, una catastrofe completa”. Non solo.

Secondo l’ex Presidente della Federazione Russa, anche l’adesione della Finlandia e della Svezia provocherebbe conseguenze drastiche: rappresaglie e posizionamento di missili al confine. Parole incandescenti, che arrivano dopo gli attacchi missilistici al centro commerciale Kremenchuk di Kiev, nella Poltava (bilancio: 18 morti) e l’allarme antiaereo lanciato la scorsa notte, nella regione di Leopoli, senza conseguenze.

(Mariangela Marchioni)

Dmitrij Medvedev, attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, ha in queste ore rilasciato dichiarazioni molto dure contro la Nato. Non nuovo a prese di posizioni molto nette, parlando con il settimanale russo Argumenty I Facty ha affermato che l’invasione della Crimea da parte dei membri Nato comporterebbe come unico scenario possibile lo scoppio della terza guerra mondiale.

“Per noi, la Crimea è parte della Russia. E questo significa per sempre. Ogni tentativo di invadere la Crimea è una dichiarazione di guerra contro il nostro paese. E se questo viene compiuto da un paese membro della Nato, questo significa una guerra con l’intera Alleanza atlantica: una terra guerra mondiale, una catastrofe completa”. Non solo.

Secondo l’ex Presidente della Federazione Russa, anche l’adesione della Finlandia e della Svezia provocherebbe conseguenze drastiche: rappresaglie e posizionamento di missili al confine. Parole incandescenti, che arrivano dopo gli attacchi missilistici al centro commerciale Kremenchuk di Kiev, nella Poltava (bilancio: 18 morti) e l’allarme antiaereo lanciato la scorsa notte, nella regione di Leopoli, senza conseguenze.

(Mariangela Marchioni)

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