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Mezz’ora in meno

Lucia Annunziata si è dimessa dalla Rai. La giornalista e conduttrice di Mezz’ora in più su Rai3 lascia il servizio pubblico nel giorno in cui il Cda ha approvato le nomine dei vertici. L’Annunziata ha comunicato il suo addio con una mail al nuovo amministratore delegato Roberto Sergio, al direttore generale Giampaolo Rossi e al responsabile dell’Approfondimento Paolo Corsini. “Arrivo a questa scelta senza nessuna lamentela personale: giudicherete voi, ora che ne avete la responsabilità, il lavoro che ho fatto in questi anni. Vi arrivo perché non condivido nulla dell’operato dell’attuale governo, né sui contenuti, né sui metodi. In particolare non condivido le modalità dell’intervento sulla Rai. Riconoscere questa distanza è da parte mia un atto di serietà nei confronti dell’azienda che vi apprestare a governare. Non ci sono le condizioni per una collaborazione dunque”, motiva con queste parole le sue “dimissioni irrevocabili”. E aggiunge: “D’altra parte non intendo avviarmi sulla strada di una permanente conflittualità interna sul lavoro – sottolinea ancora la giornalista -. Spero che queste righe vengano accolte con la stessa serietà da parte vostra. In attesa di indicazioni su se e come concludere la stagione in corso (sul calendario è fine giugno), vi auguro buon lavoro”.
Alla lettera di dimissioni, l’ad Rai Sergio risponde di essere “sinceramente dispiaciuto”. Anche perché il suo primo atto da ad in Cda è stato “il via libera a poche produzioni, per la prossima stagione autunnale, tra le quali In mezz’ora”. L’augurio di Sergio è che l’Annunziata “possa completare il ciclo di trasmissioni e che ci possano essere ulteriori occasioni di incontro”. In ogni caso quindi la trasmissione andrà avanti. “Mi spiace che lasci la Rai – commenta il ministro della Difesa Guido Crosetto -. Non sapevo fosse una dipendente”.
La Rai dell’era Meloni perde dunque un altro volto di punta della terza rete, dopo l’addio di Fabio Fazio passato a Discovery. A marzo l’Annunziata aveva subìto un esposto all’AgCom a seguito di una parolaccia sfuggita nel corso dell’intervista con il ministro Eugenia Roccella. Adesso, come sottolinea nelle sue dimissioni, temeva ingerenze sul suo programma.
Sul fronte delle nomine della Rai targata governo Meloni, il Cda ha approvato a maggioranza, con il voto contrario della presidente Marinella Soldi, le nuove nomine per le testate e per i generi. In quota FdI Gian Marco Chiocci va al Tg1, in quota Forza Italia Antonio Preziosi al Tg2 e al Tg3 è confermato Mario Orfeo (considerato in quota Pd). La Lega potrà contare sul Gr Radio, dove è in arrivo Francesco Pionati e sulla conferma alla Tgr di Alessandro Casarin. Forza Italia la spunta a Raisport con Jacopo Volpi, che raggiungerà l’età pensionabile tra un anno, ma dovrebbe rimanere in sella per qualche mese in più per coprire le Olimpiadi di Parigi in programma a luglio e agosto. L’Intrattenimento Day Time va ad Angelo Mellone (quota FdI). La direzione Approfondimento andrà a Paolo Corsini, sempre in quota FdI, mentre Nicola Rao dal Tg2 passerà alla direzione Comunicazione. Paolo Petrecca a Rainews. Il Movimento 5 Stelle avrebbe voluto quel ruolo per Giuseppe Carboni, che però è destinato a Rai Parlamento, e ha ottenuto anche la direzione Cinema e Serie tv per Adriano De Maio, Radio 2 per Simona Sala e la presidenza di Rai Com per Claudia Mazzola.
Dal canto suo, il sindacato interno della tv pubblica Usigrai parla “di piena invadenza e interferenza del governo”, stigmatizzando oltre alle scelte di giornalisti esterni, la scarsa presenza femminile, come fa anche l’associazione Giulia. Tuttavia è pur vero che le nomine non sono ancora state ultimate. Inoltre saranno confermate tre donne in direzioni di genere chiave come Fiction, Cultura e Rai Play ed è prevista una guida femminile, cioè Monica Maggioni, anche all’Offerta Informativa. Infine, anche a Isoradio resterà una donna.
Con le nuove direzioni dei generi, si passa alla messa a punto dei palinsesti vale a dire facce e programmi del nuovo anno e che saranno presentati agli investitori il 7 di luglio a Napoli.
Mentre il Pd si straccia le vesti e c’è chi parla di assenza di pluralismo e addirittura di liste di prescrizione e di epurazione, va detto che nessuno ha chiesto prima a Fazio e ora all’Annunziata (che a quanto pare si candiderà alle Europee con il Pd) di andare via. Così come va detto che nella logica dello spoils system da che mondo è mondo i governi cambiano i vertici della tv pubblica e se li spartiscono in base alle forze di maggioranza.
“Mi sorprende questa decisione di Lucia Annunziata. Del resto si era già dimessa molti anni fa da presidente della Rai e poi è tornata in azienda. Siamo quindi alle seconde dimissioni. Frutto di sua autonoma scelta”, sottolinea il senatore FI Maurizio Gasparri, componente della Commissione di Vigilanza Rai. “Quindi – prosegue – attendiamo il suo secondo ritorno e poi casomai le terze dimissioni. Non c’è due senza tre. E comunque Annunziata, fiera militante della sinistra, ricorderà quello che disse Togliatti quando Elio Vittorini, importante intellettuale, lasciò il Pci. L’allora leader dei comunisti disse: ’Vittorini se n’è ghiuto, e soli ci ha lasciato’. Usò un’espressione in dialetto per dire che il mondo va avanti. E quindi varrà anche in questa occasione il detto di Togliatti. Se citiamo Togliatti siamo nel politicamente corretto, no?”, conclude Gasparri.
Infine, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano plaude alle nomine Rai, “di alto profilo, bravi giornalisti con cui ho avuto il piacere di lavorare e dei quali ho constatato sul campo le capacità professionali”. “A tutti loro – dice Sangiuliano, già direttore di Tg1 e Tg2 – vanno i miei auguri di buon lavoro”.

Lucia Annunziata si è dimessa dalla Rai. La giornalista e conduttrice di Mezz’ora in più su Rai3 lascia il servizio pubblico nel giorno in cui il Cda ha approvato le nomine dei vertici. L’Annunziata ha comunicato il suo addio con una mail al nuovo amministratore delegato Roberto Sergio, al direttore generale Giampaolo Rossi e al responsabile dell’Approfondimento Paolo Corsini. “Arrivo a questa scelta senza nessuna lamentela personale: giudicherete voi, ora che ne avete la responsabilità, il lavoro che ho fatto in questi anni. Vi arrivo perché non condivido nulla dell’operato dell’attuale governo, né sui contenuti, né sui metodi. In particolare non condivido le modalità dell’intervento sulla Rai. Riconoscere questa distanza è da parte mia un atto di serietà nei confronti dell’azienda che vi apprestare a governare. Non ci sono le condizioni per una collaborazione dunque”, motiva con queste parole le sue “dimissioni irrevocabili”. E aggiunge: “D’altra parte non intendo avviarmi sulla strada di una permanente conflittualità interna sul lavoro – sottolinea ancora la giornalista -. Spero che queste righe vengano accolte con la stessa serietà da parte vostra. In attesa di indicazioni su se e come concludere la stagione in corso (sul calendario è fine giugno), vi auguro buon lavoro”.
Alla lettera di dimissioni, l’ad Rai Sergio risponde di essere “sinceramente dispiaciuto”. Anche perché il suo primo atto da ad in Cda è stato “il via libera a poche produzioni, per la prossima stagione autunnale, tra le quali In mezz’ora”. L’augurio di Sergio è che l’Annunziata “possa completare il ciclo di trasmissioni e che ci possano essere ulteriori occasioni di incontro”. In ogni caso quindi la trasmissione andrà avanti. “Mi spiace che lasci la Rai – commenta il ministro della Difesa Guido Crosetto -. Non sapevo fosse una dipendente”.
La Rai dell’era Meloni perde dunque un altro volto di punta della terza rete, dopo l’addio di Fabio Fazio passato a Discovery. A marzo l’Annunziata aveva subìto un esposto all’AgCom a seguito di una parolaccia sfuggita nel corso dell’intervista con il ministro Eugenia Roccella. Adesso, come sottolinea nelle sue dimissioni, temeva ingerenze sul suo programma.
Sul fronte delle nomine della Rai targata governo Meloni, il Cda ha approvato a maggioranza, con il voto contrario della presidente Marinella Soldi, le nuove nomine per le testate e per i generi. In quota FdI Gian Marco Chiocci va al Tg1, in quota Forza Italia Antonio Preziosi al Tg2 e al Tg3 è confermato Mario Orfeo (considerato in quota Pd). La Lega potrà contare sul Gr Radio, dove è in arrivo Francesco Pionati e sulla conferma alla Tgr di Alessandro Casarin. Forza Italia la spunta a Raisport con Jacopo Volpi, che raggiungerà l’età pensionabile tra un anno, ma dovrebbe rimanere in sella per qualche mese in più per coprire le Olimpiadi di Parigi in programma a luglio e agosto. L’Intrattenimento Day Time va ad Angelo Mellone (quota FdI). La direzione Approfondimento andrà a Paolo Corsini, sempre in quota FdI, mentre Nicola Rao dal Tg2 passerà alla direzione Comunicazione. Paolo Petrecca a Rainews. Il Movimento 5 Stelle avrebbe voluto quel ruolo per Giuseppe Carboni, che però è destinato a Rai Parlamento, e ha ottenuto anche la direzione Cinema e Serie tv per Adriano De Maio, Radio 2 per Simona Sala e la presidenza di Rai Com per Claudia Mazzola.
Dal canto suo, il sindacato interno della tv pubblica Usigrai parla “di piena invadenza e interferenza del governo”, stigmatizzando oltre alle scelte di giornalisti esterni, la scarsa presenza femminile, come fa anche l’associazione Giulia. Tuttavia è pur vero che le nomine non sono ancora state ultimate. Inoltre saranno confermate tre donne in direzioni di genere chiave come Fiction, Cultura e Rai Play ed è prevista una guida femminile, cioè Monica Maggioni, anche all’Offerta Informativa. Infine, anche a Isoradio resterà una donna.
Con le nuove direzioni dei generi, si passa alla messa a punto dei palinsesti vale a dire facce e programmi del nuovo anno e che saranno presentati agli investitori il 7 di luglio a Napoli.
Mentre il Pd si straccia le vesti e c’è chi parla di assenza di pluralismo e addirittura di liste di prescrizione e di epurazione, va detto che nessuno ha chiesto prima a Fazio e ora all’Annunziata (che a quanto pare si candiderà alle Europee con il Pd) di andare via. Così come va detto che nella logica dello spoils system da che mondo è mondo i governi cambiano i vertici della tv pubblica e se li spartiscono in base alle forze di maggioranza.
“Mi sorprende questa decisione di Lucia Annunziata. Del resto si era già dimessa molti anni fa da presidente della Rai e poi è tornata in azienda. Siamo quindi alle seconde dimissioni. Frutto di sua autonoma scelta”, sottolinea il senatore FI Maurizio Gasparri, componente della Commissione di Vigilanza Rai. “Quindi – prosegue – attendiamo il suo secondo ritorno e poi casomai le terze dimissioni. Non c’è due senza tre. E comunque Annunziata, fiera militante della sinistra, ricorderà quello che disse Togliatti quando Elio Vittorini, importante intellettuale, lasciò il Pci. L’allora leader dei comunisti disse: ’Vittorini se n’è ghiuto, e soli ci ha lasciato’. Usò un’espressione in dialetto per dire che il mondo va avanti. E quindi varrà anche in questa occasione il detto di Togliatti. Se citiamo Togliatti siamo nel politicamente corretto, no?”, conclude Gasparri.
Infine, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano plaude alle nomine Rai, “di alto profilo, bravi giornalisti con cui ho avuto il piacere di lavorare e dei quali ho constatato sul campo le capacità professionali”. “A tutti loro – dice Sangiuliano, già direttore di Tg1 e Tg2 – vanno i miei auguri di buon lavoro”.

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