MI PRENDO IL MERITO

 

“Ritorno al Futuro” si potrebbe osar dire, per la scuola italiana. Il ministro dell’Istruzione del Merito, Giuseppe Valditara ha chiaro in mente, che le sue riforme, vogliono ripartire dall’epoca pre pandemica: in primis l’esame di maturità. E quindi la maturità 2022/2023 sarà composta delle due prove scritte e un colloquio orale. L’orale con docenti interni ed esterni: tre e tre, più il presidente di Commissione. Il ministro ribadisce che l’orale è “interdisciplinare” e che, per questo motivo, valuta la capacità di “fare collegamenti tra le materie”. Per quel che riguarda le competenze disciplinari, sostiene, esistono già le prove scritte. E precisa: “Invierò una circolare che chiarirà esattamente come andrà svolto il colloquio”. Alternanza scuola lavoro e prove Invalsi, sono invece i due più grandi punti di domanda, specialmente se si considerano i cambiamenti radicali introdotti dalla pandemia nei percorsi scolastici degli ultimi tre anni. Per questo motivo, la ex alternanza scuola-lavoro non sarà condizione per l’ammissione all’esame, questo “non perché ci sia ostilità nei confronti dei Pcto”, puntualizza Valditara, ma perché “la normativa prevede un monte ore che purtroppo per il Covid, molti non hanno potuto rispettare”, e quindi: “Sarebbero stati penalizzati gli studenti che non hanno potuto completare i percorsi”.
Discorso differente in merito alle prove Invalsi, le quali entreranno nella valutazione finale. Il test Invalsi non è una valutazione delle competenze ai fini del giudizio”, dichiara: “Serve a finalità statistiche per comprendere le competenze acquisite dalla comunità scolastica, non dai singoli”. Non potranno perciò essere verifiche “astruse”. Il ministro, anche su questo punto, rassicura: “Ne parlerò con il presidente dell’Invalsi perché la valutazione possa davvero servire al sistema scolastico”.
Reclutamento, riforma del canale tecnico professionale e del sostegno, lotta alla dispersione scolastica e ai fenomeni di bullismo. Sono alcuni degli obiettivi del 2023 annunciati dal ministro Valditara attraverso la sua firma del decreto che approva le “Linee guida per l’orientamento”, riforma prevista dal Pnrr.
Il Ministro attraverso le sue riforme, evidenzia gli aspetti dell’orientamento, dell’autorevolezza dei docenti e della valorizzazione dei talenti, punti cardine del suo mandato. Così come la figura del docente tutor, annunciata già nelle scorse settimane. Valditara ha poi sottolineato il tema dell’inclusione, dei problemi legati ai troppi cambi di insegnante di sostegno, che avvengono durante il ciclo scolastico, così come l’insufficienza numerica degli stessi docenti di sostegno, ma anche della scarsa formazione specializzata. “Grazie ai fondi previsti per l’edilizia scolastica, provvederemo alla rimozione di tutte le barriere architettoniche nelle scuole italiane” ha affermato il ministro. Per studenti e famiglie sono anche previsti “campus formativi” e sarà attivata una piattaforma digitale per l’orientamento. Inoltre, pugno duro sull’uso degli smartphone da parte degli studenti. “L’interesse delle studentesse e degli studenti, che noi dobbiamo tutelare, è stare in classe per imparare – afferma il ministro Giuseppe Valditara -. Distrarsi con i cellulari non permette di seguire le lezioni in modo proficuo ed è inoltre una mancanza di rispetto verso la figura del docente, a cui è prioritario restituire autorevolezza. L’interesse comune che intendo perseguire è quello per una scuola seria, che rimetta al centro l’apprendimento e l’impegno. Una recente indagine conoscitiva della VII commissione del Senato ha anche evidenziato gli effetti dannosi che l’uso senza criterio dei dispositivi elettronici può avere su concentrazione, memoria, spirito critico dei ragazzi. La scuola deve essere il luogo dove i talenti e la creatività dei giovani si esaltano, non vengono mortificati con un abuso reiterato dei telefonini. Con la circolare, non introduciamo sanzioni disciplinari, ci richiamiamo al senso di responsabilità. Invitiamo peraltro le scuole a garantire il rispetto delle norme in vigore e a promuovere, se necessario, più stringenti integrazioni dei regolamenti e dei Patti di corresponsabilità educativa, per impedire nei fatti l’utilizzo improprio di questi dispositivi”. Afferma il ministro.
Una rivoluzione scolastica che, stando alle dichiarazioni dell’associazione nazionale presidi, piace e soddisfa. “Ritengo condivisibile questa scelta perché effettivamente dopo tutti questi anni passati a combattere con il Covid, tutti noi respiriamo una aria di maggiore normalità. Fatto salvo le notizie che arrivano dalla Cina: speriamo davvero di non dovere fare i conti con una nuova recrudescenza della pandemia ma se tutto andrà come deve si ritornerà alla normalità antecovid”. Lo afferma Antonello Giannelli, presidente di Anp.

 

“Ritorno al Futuro” si potrebbe osar dire, per la scuola italiana. Il ministro dell’Istruzione del Merito, Giuseppe Valditara ha chiaro in mente, che le sue riforme, vogliono ripartire dall’epoca pre pandemica: in primis l’esame di maturità. E quindi la maturità 2022/2023 sarà composta delle due prove scritte e un colloquio orale. L’orale con docenti interni ed esterni: tre e tre, più il presidente di Commissione. Il ministro ribadisce che l’orale è “interdisciplinare” e che, per questo motivo, valuta la capacità di “fare collegamenti tra le materie”. Per quel che riguarda le competenze disciplinari, sostiene, esistono già le prove scritte. E precisa: “Invierò una circolare che chiarirà esattamente come andrà svolto il colloquio”. Alternanza scuola lavoro e prove Invalsi, sono invece i due più grandi punti di domanda, specialmente se si considerano i cambiamenti radicali introdotti dalla pandemia nei percorsi scolastici degli ultimi tre anni. Per questo motivo, la ex alternanza scuola-lavoro non sarà condizione per l’ammissione all’esame, questo “non perché ci sia ostilità nei confronti dei Pcto”, puntualizza Valditara, ma perché “la normativa prevede un monte ore che purtroppo per il Covid, molti non hanno potuto rispettare”, e quindi: “Sarebbero stati penalizzati gli studenti che non hanno potuto completare i percorsi”.
Discorso differente in merito alle prove Invalsi, le quali entreranno nella valutazione finale. Il test Invalsi non è una valutazione delle competenze ai fini del giudizio”, dichiara: “Serve a finalità statistiche per comprendere le competenze acquisite dalla comunità scolastica, non dai singoli”. Non potranno perciò essere verifiche “astruse”. Il ministro, anche su questo punto, rassicura: “Ne parlerò con il presidente dell’Invalsi perché la valutazione possa davvero servire al sistema scolastico”.
Reclutamento, riforma del canale tecnico professionale e del sostegno, lotta alla dispersione scolastica e ai fenomeni di bullismo. Sono alcuni degli obiettivi del 2023 annunciati dal ministro Valditara attraverso la sua firma del decreto che approva le “Linee guida per l’orientamento”, riforma prevista dal Pnrr.
Il Ministro attraverso le sue riforme, evidenzia gli aspetti dell’orientamento, dell’autorevolezza dei docenti e della valorizzazione dei talenti, punti cardine del suo mandato. Così come la figura del docente tutor, annunciata già nelle scorse settimane. Valditara ha poi sottolineato il tema dell’inclusione, dei problemi legati ai troppi cambi di insegnante di sostegno, che avvengono durante il ciclo scolastico, così come l’insufficienza numerica degli stessi docenti di sostegno, ma anche della scarsa formazione specializzata. “Grazie ai fondi previsti per l’edilizia scolastica, provvederemo alla rimozione di tutte le barriere architettoniche nelle scuole italiane” ha affermato il ministro. Per studenti e famiglie sono anche previsti “campus formativi” e sarà attivata una piattaforma digitale per l’orientamento. Inoltre, pugno duro sull’uso degli smartphone da parte degli studenti. “L’interesse delle studentesse e degli studenti, che noi dobbiamo tutelare, è stare in classe per imparare – afferma il ministro Giuseppe Valditara -. Distrarsi con i cellulari non permette di seguire le lezioni in modo proficuo ed è inoltre una mancanza di rispetto verso la figura del docente, a cui è prioritario restituire autorevolezza. L’interesse comune che intendo perseguire è quello per una scuola seria, che rimetta al centro l’apprendimento e l’impegno. Una recente indagine conoscitiva della VII commissione del Senato ha anche evidenziato gli effetti dannosi che l’uso senza criterio dei dispositivi elettronici può avere su concentrazione, memoria, spirito critico dei ragazzi. La scuola deve essere il luogo dove i talenti e la creatività dei giovani si esaltano, non vengono mortificati con un abuso reiterato dei telefonini. Con la circolare, non introduciamo sanzioni disciplinari, ci richiamiamo al senso di responsabilità. Invitiamo peraltro le scuole a garantire il rispetto delle norme in vigore e a promuovere, se necessario, più stringenti integrazioni dei regolamenti e dei Patti di corresponsabilità educativa, per impedire nei fatti l’utilizzo improprio di questi dispositivi”. Afferma il ministro.
Una rivoluzione scolastica che, stando alle dichiarazioni dell’associazione nazionale presidi, piace e soddisfa. “Ritengo condivisibile questa scelta perché effettivamente dopo tutti questi anni passati a combattere con il Covid, tutti noi respiriamo una aria di maggiore normalità. Fatto salvo le notizie che arrivano dalla Cina: speriamo davvero di non dovere fare i conti con una nuova recrudescenza della pandemia ma se tutto andrà come deve si ritornerà alla normalità antecovid”. Lo afferma Antonello Giannelli, presidente di Anp.

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