migranti LA PORTA DELL’EST

Eppur si muove, affermava Galileo Galilei. Citazione che oggi potrebbe essere usata nei palazzi a Bruxelles. Ieri è stato il vertice straordinario sui migranti dei ministri dell’Interno europei. Un tavolo utile e necessario dopo lo scontro tra Parigi e Roma sul caso della nave Ong Ocean Viking. Dopo una serie di liti e screzi politici, che hanno avuto come centro nevralgico i flussi migratori nel cuore del Mediterraneo, ecco che dalle stanze dell’Unione Europea è stata convocata una riunione dei ministri dell’Interno dei Paesi membri, per fare il punto sulla gestione comunitaria, di questo problema conosciuto da anni. “La Commissione Europea sta lavorando a un piano d’azione per gestire i flussi migratori nel Mediterraneo orientale (o rotta balcanica) in modo analogo a quanto fatto per il Mediterraneo Centrale e lo presenterà presto”. Fanno sapere da Bruxelles.
Nel frattempo tra le 18 del pomeriggio e la sera, a Trieste arrivano giornalmente più di 100 persone, proprio attraverso la rotta Balcanica. Il numero può aumentare o diminuire rispetto ai respingimenti da parte della polizia croata al confine con la Bosnia Erzegovina. Ma stando ad alcuni dati, il numero d’ingressi nelle ultime settimane è aumentato. L’ultimo rapporto di Frontex ha rilevato che, nei primi dieci mesi del 2022, gli arrivi ai confini esterni dell’Unione Europea sono stati circa 275mila, con un aumento del 73% rispetto ai primi dieci mesi dell’anno precedente. La rotta più attiva rimane quella dei Balcani Occidentali, dove si sono registrati 128.438 attraversamenti, un aumento del 168%.
Dalla montagna al mare e viceversa. E non stiamo parlando purtroppo di vacanze turistiche, ma di nomadi che scappano dalle proprie Terre in cerca di una speranza che molto spesso si tramuta in morte e violenza. Ma quale è stata la posizione del governo Italiano nella riunione di ieri a Bruxelles? A quanto pare il ministro Matteo Piantedosi e il suo staff, hanno esposto la propria posizione complessiva sul tema della gestione dei flussi migratori dal Nordafrica. Si apprende da fonti qualificate che “il ministro Piantedosi ha esposto la posizione italiana rispetto alle linee programmatiche contenute nel piano d’azione in 20 punti, presentato dalla Commissione europea lo scorso 21 novembre”. L’Italia non ha presentato un piano per punti. “Inoltre – continua la fonte – siamo consapevoli, che l’incontro ha rappresentato l’inizio di un importante percorso comune in sede Ue per definire e rendere operativi strumenti efficaci per governare insieme il fenomeno, tenuto conto che solo alla nostra frontiera marittima quest’anno sono già arrivati oltre 90 mila migranti, con un aumento superiore al 50% rispetto al 2021”, spiega il personaggio vicino al ministro dell’Interno. In quest’ambito, la convocazione di un consiglio straordinario dei ministri dell’Interno e la bozza di un Piano d’Azione proposta dalla Commissione europea, rappresentano per l’Italia “un segnale di grande attenzione per le esigenze del nostro Paese, riportando finalmente la questione al centro della discussione. La situazione impone però di agire con tempestività e l’appuntamento di ieri deve rappresentare il necessario punto di partenza per assumere decisioni su un dossier complesso che va affrontato con politiche comuni Ue”, conclude la fonte.
E tra le molteplici dichiarazioni da parte dei protagonisti all’incontro di ieri, dai piani alti di Commissione e Consiglio Ue, a quanto pare, hanno già fatto sapere che il vertice è stato prettamente interlocutorio. L’idea di una soluzione che metta al riparo i confini italiani e quindi anche quelli europei è ancora lontana. Sembrerebbe che il problema è sempre lo stesso: tecnicamente la maggioranza dei Paesi Ue, non quantificano quella italiana, una vera e propria emergenza migranti. Quindi: gli accordi con i Paesi da cui parte la migrazione, le regole di ingaggio delle Ong, il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti, non potranno essere considerati al momento, una intesa che ha come fine ultimo la redistribuzione dei migranti accolti in Italia. Anche i venti punti preparati da Palazzo Berlaymont potranno in parte, essere solo trasformati in oggetto di studio, nel senso che il Consiglio inviterà la Commissione ad approfondire alcuni di quei temi per poi ripresentarli in futuro. Insomma, tutto slitterà – si spera – al prossimo anno.

Eppur si muove, affermava Galileo Galilei. Citazione che oggi potrebbe essere usata nei palazzi a Bruxelles. Ieri è stato il vertice straordinario sui migranti dei ministri dell’Interno europei. Un tavolo utile e necessario dopo lo scontro tra Parigi e Roma sul caso della nave Ong Ocean Viking. Dopo una serie di liti e screzi politici, che hanno avuto come centro nevralgico i flussi migratori nel cuore del Mediterraneo, ecco che dalle stanze dell’Unione Europea è stata convocata una riunione dei ministri dell’Interno dei Paesi membri, per fare il punto sulla gestione comunitaria, di questo problema conosciuto da anni. “La Commissione Europea sta lavorando a un piano d’azione per gestire i flussi migratori nel Mediterraneo orientale (o rotta balcanica) in modo analogo a quanto fatto per il Mediterraneo Centrale e lo presenterà presto”. Fanno sapere da Bruxelles.
Nel frattempo tra le 18 del pomeriggio e la sera, a Trieste arrivano giornalmente più di 100 persone, proprio attraverso la rotta Balcanica. Il numero può aumentare o diminuire rispetto ai respingimenti da parte della polizia croata al confine con la Bosnia Erzegovina. Ma stando ad alcuni dati, il numero d’ingressi nelle ultime settimane è aumentato. L’ultimo rapporto di Frontex ha rilevato che, nei primi dieci mesi del 2022, gli arrivi ai confini esterni dell’Unione Europea sono stati circa 275mila, con un aumento del 73% rispetto ai primi dieci mesi dell’anno precedente. La rotta più attiva rimane quella dei Balcani Occidentali, dove si sono registrati 128.438 attraversamenti, un aumento del 168%.
Dalla montagna al mare e viceversa. E non stiamo parlando purtroppo di vacanze turistiche, ma di nomadi che scappano dalle proprie Terre in cerca di una speranza che molto spesso si tramuta in morte e violenza. Ma quale è stata la posizione del governo Italiano nella riunione di ieri a Bruxelles? A quanto pare il ministro Matteo Piantedosi e il suo staff, hanno esposto la propria posizione complessiva sul tema della gestione dei flussi migratori dal Nordafrica. Si apprende da fonti qualificate che “il ministro Piantedosi ha esposto la posizione italiana rispetto alle linee programmatiche contenute nel piano d’azione in 20 punti, presentato dalla Commissione europea lo scorso 21 novembre”. L’Italia non ha presentato un piano per punti. “Inoltre – continua la fonte – siamo consapevoli, che l’incontro ha rappresentato l’inizio di un importante percorso comune in sede Ue per definire e rendere operativi strumenti efficaci per governare insieme il fenomeno, tenuto conto che solo alla nostra frontiera marittima quest’anno sono già arrivati oltre 90 mila migranti, con un aumento superiore al 50% rispetto al 2021”, spiega il personaggio vicino al ministro dell’Interno. In quest’ambito, la convocazione di un consiglio straordinario dei ministri dell’Interno e la bozza di un Piano d’Azione proposta dalla Commissione europea, rappresentano per l’Italia “un segnale di grande attenzione per le esigenze del nostro Paese, riportando finalmente la questione al centro della discussione. La situazione impone però di agire con tempestività e l’appuntamento di ieri deve rappresentare il necessario punto di partenza per assumere decisioni su un dossier complesso che va affrontato con politiche comuni Ue”, conclude la fonte.
E tra le molteplici dichiarazioni da parte dei protagonisti all’incontro di ieri, dai piani alti di Commissione e Consiglio Ue, a quanto pare, hanno già fatto sapere che il vertice è stato prettamente interlocutorio. L’idea di una soluzione che metta al riparo i confini italiani e quindi anche quelli europei è ancora lontana. Sembrerebbe che il problema è sempre lo stesso: tecnicamente la maggioranza dei Paesi Ue, non quantificano quella italiana, una vera e propria emergenza migranti. Quindi: gli accordi con i Paesi da cui parte la migrazione, le regole di ingaggio delle Ong, il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti, non potranno essere considerati al momento, una intesa che ha come fine ultimo la redistribuzione dei migranti accolti in Italia. Anche i venti punti preparati da Palazzo Berlaymont potranno in parte, essere solo trasformati in oggetto di studio, nel senso che il Consiglio inviterà la Commissione ad approfondire alcuni di quei temi per poi ripresentarli in futuro. Insomma, tutto slitterà – si spera – al prossimo anno.

Previous article
Next article
Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli