Milano meta

La previsione dell’Unione Europea di regolamentare fin dal 2023 il metaverso, anche recentemente ribadita, mantiene vivo e attuale il dibattito anche in Italia sul mondo virtuale e sulla connettività sociale immersiva, peraltro da tempo oggetto di studi e ricerche.
Ora, l’annuncio di un’intesa tra Meta e il Politecnico di Milano per un percorso che condurrà a sviluppare uno studio accademico indipendente sui rischi e le opportunità del metaverso. Un’iniziativa resa possibile da un investimento di Meta, per 2,5 milioni di dollari, nel nostro continente. Attraverso il Fondo per i programmi e la ricerca XR, team di ricerca in 7 Paesi Ue, compresa l’Italia, si dedicheranno a studiare come le tecnologie del metaverso si interfacceranno su temi sempre attuali e ogni giorno più pressanti: la privacy, la sicurezza, l’inclusione e il futuro del lavoro.
Il Fondo per i programmi e la ricerca XR di Meta, infatti, favorisce la realizzazione di progetti globali e ricerche esterne per individuare il modo migliore per costruire il metaverso innanzitutto nei profili della sua responsabilità verso la società. Meta lo fa con partner del tech, gruppi di pressione nel campo dei diritti civili, governi e istituzioni, realtà non profit e anche con le Università per leggere il mondo virtuale attraverso la lente che ne analizzi rischi e opportunità. In questo ambito sono già operativi gli accordi con Women In Immersive Tech che aiuta le donne e i gruppi sottorappresentati che guidano i settori della realtà virtuale, aumentata e mista in Europa. E con The Youth Bureau che punta a sostenere le voci e i diritti dei più giovani nello sviluppo del metaverso.
Un mondo – questa la previsione – che ci farà protagonisti di una dimensione ove verranno creati nuovi beni e competenze e professioni mai finora sviluppate, con un impatto economico significativo nello scenario mondiale, i cui effetti sono ancora tutti da comprendere.
Da qui l’intesa con il PoliMi, per analizzare e studiare il peso economico e il valore sociale del metaverso, dare definizione alla sua funzione in una prospettiva di sistema, capire come ne deriveranno cambiamenti per le persone, la società, l’economia. Giuliano Noci, che con Lucio Lamberti curerà la direzione scientifica della ricerca, la spiega così:” “Il metaverso – grazie al suo carattere di immersività e spazialità – rivoluzionerà il modo in cui le persone interagiscono con i contenuti e tra loro, in virtù della riduzione dei carichi cognitivi legati ai processi di apprendimento e della possibilità di rendere più ingaggiante qualsiasi esperienza mediale. Ed è proprio in questa prospettiva che emerge l’importanza di realizzare uno studio sistematico dei suoi effetti. Per qualificare opportunità e minacce per i sistemi industriali e sociali, il ruolo della comunità scientifica è quello di individuare i campi di applicazione e il loro impatto sull’economia italiana ed europea”.
Una “piazza pubblica”, il metaverso, di cui il commissario europeo Thierry Breton ha detto che nessun privato deve tenere la chiave. Ove le tecnologie che lo costituiranno dovranno essere innanzitutto inclusive, assicurando sicurezza e privacy.
Uno sforzo collettivo e indispensabile, per Angelo Mazzetti, di Meta: “Per noi, fondamentale confrontarci con terze parti autorevoli come il PoliMi che già da tempo guida un osservatorio privilegiato su questo. Dalla loro ricerca ci aspettiamo concretezza per rendere il metaverso un’opportunità sociale ed economica a livello globale”.

La previsione dell’Unione Europea di regolamentare fin dal 2023 il metaverso, anche recentemente ribadita, mantiene vivo e attuale il dibattito anche in Italia sul mondo virtuale e sulla connettività sociale immersiva, peraltro da tempo oggetto di studi e ricerche.
Ora, l’annuncio di un’intesa tra Meta e il Politecnico di Milano per un percorso che condurrà a sviluppare uno studio accademico indipendente sui rischi e le opportunità del metaverso. Un’iniziativa resa possibile da un investimento di Meta, per 2,5 milioni di dollari, nel nostro continente. Attraverso il Fondo per i programmi e la ricerca XR, team di ricerca in 7 Paesi Ue, compresa l’Italia, si dedicheranno a studiare come le tecnologie del metaverso si interfacceranno su temi sempre attuali e ogni giorno più pressanti: la privacy, la sicurezza, l’inclusione e il futuro del lavoro.
Il Fondo per i programmi e la ricerca XR di Meta, infatti, favorisce la realizzazione di progetti globali e ricerche esterne per individuare il modo migliore per costruire il metaverso innanzitutto nei profili della sua responsabilità verso la società. Meta lo fa con partner del tech, gruppi di pressione nel campo dei diritti civili, governi e istituzioni, realtà non profit e anche con le Università per leggere il mondo virtuale attraverso la lente che ne analizzi rischi e opportunità. In questo ambito sono già operativi gli accordi con Women In Immersive Tech che aiuta le donne e i gruppi sottorappresentati che guidano i settori della realtà virtuale, aumentata e mista in Europa. E con The Youth Bureau che punta a sostenere le voci e i diritti dei più giovani nello sviluppo del metaverso.
Un mondo – questa la previsione – che ci farà protagonisti di una dimensione ove verranno creati nuovi beni e competenze e professioni mai finora sviluppate, con un impatto economico significativo nello scenario mondiale, i cui effetti sono ancora tutti da comprendere.
Da qui l’intesa con il PoliMi, per analizzare e studiare il peso economico e il valore sociale del metaverso, dare definizione alla sua funzione in una prospettiva di sistema, capire come ne deriveranno cambiamenti per le persone, la società, l’economia. Giuliano Noci, che con Lucio Lamberti curerà la direzione scientifica della ricerca, la spiega così:” “Il metaverso – grazie al suo carattere di immersività e spazialità – rivoluzionerà il modo in cui le persone interagiscono con i contenuti e tra loro, in virtù della riduzione dei carichi cognitivi legati ai processi di apprendimento e della possibilità di rendere più ingaggiante qualsiasi esperienza mediale. Ed è proprio in questa prospettiva che emerge l’importanza di realizzare uno studio sistematico dei suoi effetti. Per qualificare opportunità e minacce per i sistemi industriali e sociali, il ruolo della comunità scientifica è quello di individuare i campi di applicazione e il loro impatto sull’economia italiana ed europea”.
Una “piazza pubblica”, il metaverso, di cui il commissario europeo Thierry Breton ha detto che nessun privato deve tenere la chiave. Ove le tecnologie che lo costituiranno dovranno essere innanzitutto inclusive, assicurando sicurezza e privacy.
Uno sforzo collettivo e indispensabile, per Angelo Mazzetti, di Meta: “Per noi, fondamentale confrontarci con terze parti autorevoli come il PoliMi che già da tempo guida un osservatorio privilegiato su questo. Dalla loro ricerca ci aspettiamo concretezza per rendere il metaverso un’opportunità sociale ed economica a livello globale”.

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