Milano, scritte violente ed offensive contro Ramelli

“Tutti i fasci come Ramelli, con una chiave inglese tra i capelli”: questa frase, tracciata in vernice rossa, è apparsa la scorsa notte sul muro dell’istituto “Ettore Conti” di largo Gavirate, in zona San Siro a Milano. Di fianco, un’altra scritta, altrettanto violenta: “Milano antifascista. Più fascisti morti”.
L’episodio l’ha denunciato Alessandro De Chirico, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Ed ha destato indignazione e scalpore per il riferimento al clima di violenza diffusa di cui è stato vittima, nei terribili anni di Piombo, Sergio Ramelli. Il giovane militante missino il 13 marzo 1975 venne aggredito appunto a colpi di chiave inglese: morirà, dopo un’agonia durata 47 giorni, il 29 aprile.
Il consigliere comunale forzista ha usato parole molto dure per commentare l’accaduto. Secondo lui gli autori dell’atto vandalico, al momento ancora non identificati, sono “inutili idioti”, che hanno agito “da vigliacchi ignoranti” e “con il favore del buio”, oltretutto “dimostrando di non avere la più pallida idea di cosa sia la militanza politica”.
Alle parole di De Chirico fanno eco quelle di Riccardo De Corato, assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale in quota Fratelli d’Italia, che oltre ad essersi immediatamente attivato per far rimuovere le scritte, ha espresso l’auspicio che gli inquirenti agiscano prontamente per individuare i responsabili. Ed attaccando la sinistra ha dichiarato: “Nulla da dire su questo odio, questa violenza e questa voglia di ammazzare che evidentemente provengono solo da una certa parte politica? Non mi stupirei se dal centrosinistra non arrivassero parole di condanna per queste vili offese”.
Da registrare infine, tra diversi commenti piuttosto indignati sui social, la nota diffusa dal deputato meneghino Paola Frassinetti, secondo cui “è davvero triste constatare che ci sia ancora qualcuno che oltraggia Sergio Ramelli sui muri delle scuole milanesi” ha dichiarato. Ed ha poi ricordato che “l’omicidio di Sergio è maturato proprio nel mondo della scuola”. Anche per questo “gli andrebbe intitolato l’istituto Molinari, quello che frequentava. Quello dove un professore ha consegnato il tema che Ramelli aveva scritto contro le Brigate rosse agli estremisti di sinistra. Invece – ha concluso – c’è ancora chi fa scritte contro di lui”.

“Tutti i fasci come Ramelli, con una chiave inglese tra i capelli”: questa frase, tracciata in vernice rossa, è apparsa la scorsa notte sul muro dell’istituto “Ettore Conti” di largo Gavirate, in zona San Siro a Milano. Di fianco, un’altra scritta, altrettanto violenta: “Milano antifascista. Più fascisti morti”.
L’episodio l’ha denunciato Alessandro De Chirico, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Ed ha destato indignazione e scalpore per il riferimento al clima di violenza diffusa di cui è stato vittima, nei terribili anni di Piombo, Sergio Ramelli. Il giovane militante missino il 13 marzo 1975 venne aggredito appunto a colpi di chiave inglese: morirà, dopo un’agonia durata 47 giorni, il 29 aprile.
Il consigliere comunale forzista ha usato parole molto dure per commentare l’accaduto. Secondo lui gli autori dell’atto vandalico, al momento ancora non identificati, sono “inutili idioti”, che hanno agito “da vigliacchi ignoranti” e “con il favore del buio”, oltretutto “dimostrando di non avere la più pallida idea di cosa sia la militanza politica”.
Alle parole di De Chirico fanno eco quelle di Riccardo De Corato, assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale in quota Fratelli d’Italia, che oltre ad essersi immediatamente attivato per far rimuovere le scritte, ha espresso l’auspicio che gli inquirenti agiscano prontamente per individuare i responsabili. Ed attaccando la sinistra ha dichiarato: “Nulla da dire su questo odio, questa violenza e questa voglia di ammazzare che evidentemente provengono solo da una certa parte politica? Non mi stupirei se dal centrosinistra non arrivassero parole di condanna per queste vili offese”.
Da registrare infine, tra diversi commenti piuttosto indignati sui social, la nota diffusa dal deputato meneghino Paola Frassinetti, secondo cui “è davvero triste constatare che ci sia ancora qualcuno che oltraggia Sergio Ramelli sui muri delle scuole milanesi” ha dichiarato. Ed ha poi ricordato che “l’omicidio di Sergio è maturato proprio nel mondo della scuola”. Anche per questo “gli andrebbe intitolato l’istituto Molinari, quello che frequentava. Quello dove un professore ha consegnato il tema che Ramelli aveva scritto contro le Brigate rosse agli estremisti di sinistra. Invece – ha concluso – c’è ancora chi fa scritte contro di lui”.

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