Mina il ritorno

Essere presente nei cuori dei suoi milioni di fan senza farsi mai vedere. Ferma, in una decisione non semplice perché presa al culmine di una carriera senza precedenti. Regalando al pubblico una produzione musicale ininterrotta. Senza una foto, un’apparizione di straforo in un programma. Niente. Nemmeno per promuoversi.

Se l’ha fatto per alimentare il mito non si sa. Si sa che c’è riuscita. Dal 1978 ad oggi non si è lasciata sedurre dalle offerte milionarie mondiali. Godendosi la privacy nella sua casa di Lugano, facendo, come aveva annunciato, la mamma, poi la nonna (e da qualche anno la bisnonna!), senza mai cambiare idea. Se il valore di un oggetto prezioso si misura sulla base della poca reperibilità nel quotidiano, Mina che ritorna ad apparire, già come idea, sarebbe da quotare in Borsa. Così da zittire i ritornelli della Fornero che dal giorno delle elezioni in avanti, ripete come un 33 giri in loop, che “bisogna vedere come reagiranno i mercati”.

La notizia è questa: Mina tornerà. Non in concerto, non in pubblico, non ospitata da Fazio (per amore del cielo, no), ma in un documentario. L’annuncio è una fonte che non lascia dubbi, il figlio Massimiliano Pani, producer, portavoce e di fatto manager della celebre Tigre di Cremona:
“L’uscita sarà un evento. Questo documentario permetterà al pubblico di tornare a vedere Mina in faccia. E non solo per pochi secondi. Sarà un’operazione mastodontica simile a quella fatta da Peter Jackson con i Beatles per ‘Get Back’”.

Il documentario sarà articolato in 4 puntate realizzate con materiale prodotto in studio di registrazione a Lugano nel 2001 durante le sedute di lavoro della cantante, che hanno portato anche alla realizzazione del Dvd “Mina in studio”. “Per cinque giorni riprendemmo tutto quello che fece Mina in sala d’incisione, insieme ai suoi musicisti, ma di tutto quel materiale pubblicammo solo una piccolissima parte.

Il documentario è un racconto completo, che ritrae non solo l’artista, ma anche la donna”, spiega Pani. Ma il ritorno sarà anche musica per le orecchie e per il cuore: c’è un nuovo album all’orizzonte a cinque anni da “Maeba” e che dovrebbe uscire a gennaio. Icona invisibile, anziana ormai, ma sempre così attuale nelle sue canzoni, non sappiamo mai niente di lei.

Tanto che per le nuove generazioni o per chi si domanda di più sulla cantante italiana più amata al mondo, esiste un libro intitolato “Mina per Neofiti” (Graphe.it), che spiega il fenomeno Mina con un’ecografia emotiva e artistica in parole semplici e che presto diventerà uno spettacolo dal vivo con La Wanda Gastrica, la drag queen più colta e ironica dell’arte dell’intrattenimento en travesti. Ad Aldo Dalla Vecchia, autore televisivo e scrittore, abbiamo chiesto ragguagli, per prepararci al grande ritorno.

“Mina per neofiti”: perché hai sentito il bisogno di spiegare Mina e che cosa racconti nel tuo libro?
Sono un grandissimo ammiratore di Mina da prima della nascita: ascoltavo “Sono come tu mi vuoi” già nel ventre materno. Ho deciso di scrivere “Mina per neofiti” per festeggiare gli 80 anni di Mina, nel marzo 2020, dedicandole un saggio pieno d’amore, per raccontare chi è la più grande cantante non soltanto italiana, un fenomeno irripetibile della musica, della televisione, della radio, dello spettacolo.

Questo ritorno è un po’ un affaccio, più che un vero ritorno: che cosa ti aspetti da questo evento?
Mi aspetto una scorpacciata senza fine di Mina in video e in voce; mi aspetto di vederla cantare, provare, parlare, scherzare; mi aspetto di andare in estasi ascoltando la sua voce unica al mondo, e di ammirare ancora una volta quella gestualità che ha soltanto lei. Già il fatto di farsi vedere, per Mina, è un evento.

Cosa l’avrà convinta?
Posso fare soltanto delle ipotesi. La mia preferita è questa: in un momento in cui le sue quasi coetanee Iva Zanicchi e Orietta Berti riscuotono un successo strepitoso, e la quasi novantenne Ornella Vanoni è sempre sulla cresta dell’onda, perché la più grande di tutte dovrebbe essere da meno?

Che Mina vedremo?
Dalle dichiarazioni di Massimiliano Pani, e dai rumors dietro le quinte, vedremo e sentiremo una Mina all’epoca sessantenne in strepitosa forma fisica e vocale, meravigliosamente illuminata e fotografata.

Infine, hai deciso di rappresentare in uno spettacolo la tua Mina, frutto del tuo libro. Ci anticipi qualcosa?
L’idea è venuta a La Wanda Gastrica, la più colta e intellettuale delle drag queen, che ha letto il saggio e ne è rimasta entusiasta. Una sera della scorsa estate mi ha buttato lì l’idea dello spettacolo, e io sono impazzito dalla gioia.

Essere presente nei cuori dei suoi milioni di fan senza farsi mai vedere. Ferma, in una decisione non semplice perché presa al culmine di una carriera senza precedenti. Regalando al pubblico una produzione musicale ininterrotta. Senza una foto, un’apparizione di straforo in un programma. Niente. Nemmeno per promuoversi.

Se l’ha fatto per alimentare il mito non si sa. Si sa che c’è riuscita. Dal 1978 ad oggi non si è lasciata sedurre dalle offerte milionarie mondiali. Godendosi la privacy nella sua casa di Lugano, facendo, come aveva annunciato, la mamma, poi la nonna (e da qualche anno la bisnonna!), senza mai cambiare idea. Se il valore di un oggetto prezioso si misura sulla base della poca reperibilità nel quotidiano, Mina che ritorna ad apparire, già come idea, sarebbe da quotare in Borsa. Così da zittire i ritornelli della Fornero che dal giorno delle elezioni in avanti, ripete come un 33 giri in loop, che “bisogna vedere come reagiranno i mercati”.

La notizia è questa: Mina tornerà. Non in concerto, non in pubblico, non ospitata da Fazio (per amore del cielo, no), ma in un documentario. L’annuncio è una fonte che non lascia dubbi, il figlio Massimiliano Pani, producer, portavoce e di fatto manager della celebre Tigre di Cremona:
“L’uscita sarà un evento. Questo documentario permetterà al pubblico di tornare a vedere Mina in faccia. E non solo per pochi secondi. Sarà un’operazione mastodontica simile a quella fatta da Peter Jackson con i Beatles per ‘Get Back’”.

Il documentario sarà articolato in 4 puntate realizzate con materiale prodotto in studio di registrazione a Lugano nel 2001 durante le sedute di lavoro della cantante, che hanno portato anche alla realizzazione del Dvd “Mina in studio”. “Per cinque giorni riprendemmo tutto quello che fece Mina in sala d’incisione, insieme ai suoi musicisti, ma di tutto quel materiale pubblicammo solo una piccolissima parte.

Il documentario è un racconto completo, che ritrae non solo l’artista, ma anche la donna”, spiega Pani. Ma il ritorno sarà anche musica per le orecchie e per il cuore: c’è un nuovo album all’orizzonte a cinque anni da “Maeba” e che dovrebbe uscire a gennaio. Icona invisibile, anziana ormai, ma sempre così attuale nelle sue canzoni, non sappiamo mai niente di lei.

Tanto che per le nuove generazioni o per chi si domanda di più sulla cantante italiana più amata al mondo, esiste un libro intitolato “Mina per Neofiti” (Graphe.it), che spiega il fenomeno Mina con un’ecografia emotiva e artistica in parole semplici e che presto diventerà uno spettacolo dal vivo con La Wanda Gastrica, la drag queen più colta e ironica dell’arte dell’intrattenimento en travesti. Ad Aldo Dalla Vecchia, autore televisivo e scrittore, abbiamo chiesto ragguagli, per prepararci al grande ritorno.

“Mina per neofiti”: perché hai sentito il bisogno di spiegare Mina e che cosa racconti nel tuo libro?
Sono un grandissimo ammiratore di Mina da prima della nascita: ascoltavo “Sono come tu mi vuoi” già nel ventre materno. Ho deciso di scrivere “Mina per neofiti” per festeggiare gli 80 anni di Mina, nel marzo 2020, dedicandole un saggio pieno d’amore, per raccontare chi è la più grande cantante non soltanto italiana, un fenomeno irripetibile della musica, della televisione, della radio, dello spettacolo.

Questo ritorno è un po’ un affaccio, più che un vero ritorno: che cosa ti aspetti da questo evento?
Mi aspetto una scorpacciata senza fine di Mina in video e in voce; mi aspetto di vederla cantare, provare, parlare, scherzare; mi aspetto di andare in estasi ascoltando la sua voce unica al mondo, e di ammirare ancora una volta quella gestualità che ha soltanto lei. Già il fatto di farsi vedere, per Mina, è un evento.

Cosa l’avrà convinta?
Posso fare soltanto delle ipotesi. La mia preferita è questa: in un momento in cui le sue quasi coetanee Iva Zanicchi e Orietta Berti riscuotono un successo strepitoso, e la quasi novantenne Ornella Vanoni è sempre sulla cresta dell’onda, perché la più grande di tutte dovrebbe essere da meno?

Che Mina vedremo?
Dalle dichiarazioni di Massimiliano Pani, e dai rumors dietro le quinte, vedremo e sentiremo una Mina all’epoca sessantenne in strepitosa forma fisica e vocale, meravigliosamente illuminata e fotografata.

Infine, hai deciso di rappresentare in uno spettacolo la tua Mina, frutto del tuo libro. Ci anticipi qualcosa?
L’idea è venuta a La Wanda Gastrica, la più colta e intellettuale delle drag queen, che ha letto il saggio e ne è rimasta entusiasta. Una sera della scorsa estate mi ha buttato lì l’idea dello spettacolo, e io sono impazzito dalla gioia.

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