Minsk: pena capitale per i terroristi

Chi si rende responsabile della “preparazione di atti di terrorismo” sarà condannato a morte. Lo hanno deciso, modificando in senso estensivo il codice penale vigente, le autorità della Bielorussia, che ad oggi è unico Paese europeo ad applicare la pena capitale.
Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa Interfax il presidente Alexander Lukashenko, principale alleato di Vladimir Putin, ha firmato in queste ore il disegno di legge contenente emendamenti che introducono il nuovo reato, che era già precedentemente stato votato ed approvato da entrambe le Camere del parlamento di Minsk.
In concreto il testo della normativa prevede “come misura eccezionale di punizione l’uso della pena di morte” per atti di terrorismo internazionale, per analoghe azioni commesse da un gruppo organizzato o con l’uso di impianti di energia atomica, per l’uso di sostante radioattive, chimiche o biologiche potenti, tossiche o che comportino l’uccisione di una persona, omicidi di Stato o di personaggi pubblici commessi in relazioni ad attività statali o pubbliche.
A proposito delle motivazioni alla base della nuova legge, Ria Novosti, citando come fonte il servizio stampa della Camera bassa del Parlamento bielorusso, riferisce che “il disegno di legge è stato preparato per esercitare un effetto deterrente su elementi distruttivi nonché per dimostrare la risoluta lotta dello Stato contro le attività terroristiche”.
Come illustrato sul sito internet del ministero della Giustizia di Minsk, la mini-riforma, già in gazzetta ufficiale, entrerà in vigore trascorsi dieci giorni dalla pubblicazione, dunque a partire dal 29 maggio. Da quella data quindi sarà condannato a morte sia chi si renderà responsabile di atti di terrorismo effettivamente commessi, sia chi quegli stessi atti li avrà soltanto preparati.

Chi si rende responsabile della “preparazione di atti di terrorismo” sarà condannato a morte. Lo hanno deciso, modificando in senso estensivo il codice penale vigente, le autorità della Bielorussia, che ad oggi è unico Paese europeo ad applicare la pena capitale.
Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa Interfax il presidente Alexander Lukashenko, principale alleato di Vladimir Putin, ha firmato in queste ore il disegno di legge contenente emendamenti che introducono il nuovo reato, che era già precedentemente stato votato ed approvato da entrambe le Camere del parlamento di Minsk.
In concreto il testo della normativa prevede “come misura eccezionale di punizione l’uso della pena di morte” per atti di terrorismo internazionale, per analoghe azioni commesse da un gruppo organizzato o con l’uso di impianti di energia atomica, per l’uso di sostante radioattive, chimiche o biologiche potenti, tossiche o che comportino l’uccisione di una persona, omicidi di Stato o di personaggi pubblici commessi in relazioni ad attività statali o pubbliche.
A proposito delle motivazioni alla base della nuova legge, Ria Novosti, citando come fonte il servizio stampa della Camera bassa del Parlamento bielorusso, riferisce che “il disegno di legge è stato preparato per esercitare un effetto deterrente su elementi distruttivi nonché per dimostrare la risoluta lotta dello Stato contro le attività terroristiche”.
Come illustrato sul sito internet del ministero della Giustizia di Minsk, la mini-riforma, già in gazzetta ufficiale, entrerà in vigore trascorsi dieci giorni dalla pubblicazione, dunque a partire dal 29 maggio. Da quella data quindi sarà condannato a morte sia chi si renderà responsabile di atti di terrorismo effettivamente commessi, sia chi quegli stessi atti li avrà soltanto preparati.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli