Cultura & Spettacolo

Moda e creatori di cambiamenti: vince solo chi è capace di osare

di Redazione -


di ARIANNA COCCONI
Da sempre nella moda vince chi ha il coraggio di proporre novità. Le persone che amano il mondo fashion adorano stupirsi, rimanere affascinati dalla sfilata della nuova collezione, incantati da una vetrina e meravigliati da un profilo social sempre impeccabile.
Per questo motivo, un marchio che vuole rimanere sul pezzo, oggi, deve sapersi aggiornare sempre, senza il timore di lanciare, eccedere, proporre e cambiare, dall’accessorio all’abbigliamento. Nell’ultimo periodo tutti i grandi e amatissimi brand, stanno cambiando creative director, anche se molto bravi, perché rinnovarsi è una necessità. L’ultimo esempio è Louis Vuitton, il patron dei bauli diventati un successo planetario di artigianalità e creatività perché prodotti in un materiale indistruttibile, ancora oggi amatissimo. Vuitton, quest’anno, si rilancia con una nuova direzione creativa per la linea maschile, scelta dell’italiano Pietro Beccari, da poco più di un mese amministratore delegato. Il talentuoso creativo, prima alla guida di Cristian Dior Couture, sceglie di puntare tutto sulla star musicale Pharrell Williams. Il volto di “Happy”, genio del marketing musicale e non solo, metterà la faccia per la nota azienda francese. L’artista, nato a Virgina Beach, d’altronde, ha un seguito di 15milioni di follower su Instagram, un bottino non da poco nel mondo dei social. I creative director del terzo millennio, d’altronde, sono sempre più una sorta di talent scout. I patron della moda, nell’epoca dell’I-Pad, non possono ignorare capacità visionarie di chi sa mettere l’individuo giusto al posto giusto, perché oggi l’innovazione e il cambiamento sono la chiave del successo in ogni settore. Occorrono celebrità del web, che hanno una visione molto ampia, geografica e temporale, soprattutto nell’epoca in cui il motto “qui e ora” diventa “ovunque e sempre”. Ecco perchè, il re delle borse vuole sorprendere i suoi seguaci con scelte non usuali rispetto al suo modus operandi, pur scatenando l’ira di opinionisti ed esperti. C’è chi, infatti, apprezza e chi critica la scelta della fabbrica dei bauli. Una cosa è certa, tale svolta ci fa capire l’importanza del web marketing, che oggi supera senza pietà una preparazione in accademia. Lo stilista divo non funziona più. Sono le ricerche di mercato a dire all’azienda cosa proporre. Le firme si spingono così, fino all’estremo, prendendo decisioni, talvolta azzardate, come nel caso di Gucci che ha allontanato il bravissimo Alessandro Michele per seguire una direzione esclusivamente commerciale. A rafforzare tale tesi le passerelle di Milano, che durante la FashionWeek, hanno visto i posti in prima fila riservati a quegli influencer, capaci di manovrare compratori e clienti.

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