Cronaca

Morani (Pd): “Subito lo stop al web che offende le donne”

"E' necessario porre un argine all'anonimato della logica di branco che domina questi siti"

di Angelo Vitale -


La dem Alessia Morani, ex parlamentare, è tra le donne della politica finite nel buco nero del forum hard Phica. Dopo le notizie di loro foto personali diffuse senza consenso sulla chiacchierata piattaforma e accompagnate con commenti sessi

sti e osceni, esponenti appartenenti anche a partiti diversi si sono mosse per reagire insieme contro questa violenza digitale.

Morani, in particolare, ha sottolineato la necessità di reagire collettivamente contro utenti che agiscono impuniti con il favore dell’anonimato, per difendere la dignità e la sicurezza delle donne. Ha, come le sue colleghe di tutti gli schieramenti, denunciato personalmente quanto accade e si sta adoperando per intervenire in maniera più incisiva su una questione divenuta in queste settimane attualissima. L’identità le ha posto alcune domande.

La costellazione del web hard

Il sito Phica è stato chiuso, tutto risolto, tutto finito?
“Assolutamente no, ce ne sono altri 100 per uno che chiude. Con una società specializzata stiamo facendo ricerche ed emerge una costellazione di pagine, siti e forum. è sconcertante la quantità di ciò che circola online. Io sono rimasta basita per ciò che mi hanno segnalato riguardo alle mie foto, contenuti davvero raccapriccianti. Quindi, abbiamo un problema”.

Ma il vero problema quale è?
“In queste pagine le donne, tutte le donne, vengono oggettivizzate in un mondo virtuale privo di logiche e limiti ove domina la logica del branco nascosta dietro l’anonimato, per scaricare sulle donne le perversioni e le frustrazioni degli utenti”.

C’è una differenza tra le foto pubbliche di donne della politica utilizzate per il dileggio, in una sorta di versione 2.0 di quella che un tempo era la presa in giro da osteria, e le foto private rubate a donne in pose intime che sono al centro di forum hard sul web e sui social?
“C’è sicuramente, ma una cosa è la libertà di espressione e un’altra cosa è l’insulto“.

La valanga di nickname e anonimi

Quali paletti possono essere utilizzati per porre freno a questa valanga di violenza online?
“Ciò su cui è necessario un rapido intervento è l’anonimato di chi si nasconde dietro pseudonimi per praticare ripetutamente l’offesa e la diffamazione. Per intervenire sul web, che è uno spazio libero e tale deve rimanere, questo è il primo passo. E’ impensabile che un Fragolino83 qualsiasi sia libero di poter offendere e diffamare le donne in questi siti”.

La libertà, fino a dove?

Quindi, non un freno alla libertà di espressione?
“No, perché la libertà di espressione è inviolabile fino al punto in cui viene utilizzata per praticare violenza online, come in questi casi, contro le donne”.

Sarà la volta buona per una svolta della politica che regolamenti in questo senso il web e i social?
“Mi auguro che ogni schieramento e ogni partito si convinca di questa necessità, è necessario porre un argine a tutto ciò che sta emergendo“.

Il suo status attuale sui social è l’agostiniano “Ama e fa’ ciò che vuoi”, una citazione che può servire ad interpretare ciò che sta accadendo?
“Sì, vuol dire che qualsiasi amore, affetto o bene può essere praticato, con il solo limite di usarlo per fare del male a qualcuno”.


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