Morto il senatore del Astorre: s’indaga per istigazione al suicidio

Un volo da una finestra del quarto piano di uno degli uffici del Senato, a palazzo Cenci e l’impatto tremendo. È morto così Bruno Astorre, senatore del Pd dal 2013, segretario regionale del Pd nel Lazio dal dicembre del 2018, sposato con Francesca Sbardella, sindaca eletta con il Pd di Frascati. Il prossimo 11 marzo avrebbe compiuto 60 anni. Una morte tanto violenta quanto inaspettata. La notizia si è immediatamente propagata negli ambienti politici seminando incredulità, stupore, tristezza. E anche solidarietà e cordoglio trasversali. “Sono profondamente turbata dalla notizia della scomparsa di Bruno Astorre, senatore e segretario del Lazio. Un avversario appassionato e leale, una persona perbene. A nomi e del Governo, mi stringo al dolore della moglie, della famiglia e della sua comunità politica”, ha infatti immediatamente scritto su Twitter il premier, Giorgia Meloni. Fra le prime ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di un gesto volontario. Ma la Procura ha anche aperto un fascicolo per istigazione al suicidio come atto dovuto. Dopo il sopralluogo da parte del pm di turno, la Procura dovrà valutare se disporre o meno l’autopsia. La tragedia si è consumata ieri attorno alle 12.50. Inutili purtroppo sono risultati i soccorsi del personale medico di un’ambulanza dell’Ares 118 fatta intervenire sul posto dagli addetti alla sede distaccata di Palazzo Madama. Nel palazzo Cenci, dove Astorre aveva il suo ufficio e dove poco dopo la sua morte è entrata anche la polizia scientifica per i primi rilievi, ci sono tra gli altri anche l’ex segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti e la senatrice dem Cecilia D’Elia. Zingaretti, visibilmente sconvolto, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Una morte al momento inspiegabile che lascia aperta più di qualche ipotesi. Non si sa ancora se il senatore abbia affidato a qualche scritto a qualche testimonianza la sua ipotetica volontà di farla finita. È su questo che stanno lavorando gli inquirenti ed è su questo che si stanno interrogando i suoi famigliari, gli amici e i compagni di partito. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha pubblicato un Tweet, rivolgendosi ad Astorre, in cui sembra fare riferimento in maniera inequivocabile al suicidio del senatore. “Ciao Bruno – ha scritto -. Sei stato un professionista della politica, fiero di esserlo. Nei rapporti umani sorridevi e sapevi sorridere. Sei stato un uomo vero, anche nei confronti più accesi. Mi spiace di non avere capito niente prima della tragedia. Una preghiera per i tuoi. Riposa in pace, amico di mille battaglie, riposa in pace”. Ma, come si diceva, l’incredulità, il cordoglio, lo sbigottimento, la solidarietà sono state unanimi, trasversali. Immediati. Dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, tantissimi parlamentari e praticamente tutto il mondo politico dei Dem. Astorre aveva alle spalle una brillante carriera politica che lo aveva portato ai vertici del Pd. Alle ultime elezioni politiche i Dem lo avevano candidato a Palazzo madama come capolista, nel collegio plurinominale del Lazio 02. Era stato eletto; ieri, prima della morte si trovava proprio all’interno degli uffici di Palazzo Madama. Meno di due anni fa, il 4 settembre 2021, aveva sposato Francesca Sbardella, eletta poco dopo le nozze.
Un volo da una finestra del quarto piano di uno degli uffici del Senato, a palazzo Cenci e l’impatto tremendo. È morto così Bruno Astorre, senatore del Pd dal 2013, segretario regionale del Pd nel Lazio dal dicembre del 2018, sposato con Francesca Sbardella, sindaca eletta con il Pd di Frascati. Il prossimo 11 marzo avrebbe compiuto 60 anni. Una morte tanto violenta quanto inaspettata. La notizia si è immediatamente propagata negli ambienti politici seminando incredulità, stupore, tristezza. E anche solidarietà e cordoglio trasversali. “Sono profondamente turbata dalla notizia della scomparsa di Bruno Astorre, senatore e segretario del Lazio. Un avversario appassionato e leale, una persona perbene. A nomi e del Governo, mi stringo al dolore della moglie, della famiglia e della sua comunità politica”, ha infatti immediatamente scritto su Twitter il premier, Giorgia Meloni. Fra le prime ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di un gesto volontario. Ma la Procura ha anche aperto un fascicolo per istigazione al suicidio come atto dovuto. Dopo il sopralluogo da parte del pm di turno, la Procura dovrà valutare se disporre o meno l’autopsia. La tragedia si è consumata ieri attorno alle 12.50. Inutili purtroppo sono risultati i soccorsi del personale medico di un’ambulanza dell’Ares 118 fatta intervenire sul posto dagli addetti alla sede distaccata di Palazzo Madama. Nel palazzo Cenci, dove Astorre aveva il suo ufficio e dove poco dopo la sua morte è entrata anche la polizia scientifica per i primi rilievi, ci sono tra gli altri anche l’ex segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti e la senatrice dem Cecilia D’Elia. Zingaretti, visibilmente sconvolto, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Una morte al momento inspiegabile che lascia aperta più di qualche ipotesi. Non si sa ancora se il senatore abbia affidato a qualche scritto a qualche testimonianza la sua ipotetica volontà di farla finita. È su questo che stanno lavorando gli inquirenti ed è su questo che si stanno interrogando i suoi famigliari, gli amici e i compagni di partito. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha pubblicato un Tweet, rivolgendosi ad Astorre, in cui sembra fare riferimento in maniera inequivocabile al suicidio del senatore. “Ciao Bruno – ha scritto -. Sei stato un professionista della politica, fiero di esserlo. Nei rapporti umani sorridevi e sapevi sorridere. Sei stato un uomo vero, anche nei confronti più accesi. Mi spiace di non avere capito niente prima della tragedia. Una preghiera per i tuoi. Riposa in pace, amico di mille battaglie, riposa in pace”. Ma, come si diceva, l’incredulità, il cordoglio, lo sbigottimento, la solidarietà sono state unanimi, trasversali. Immediati. Dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, tantissimi parlamentari e praticamente tutto il mondo politico dei Dem. Astorre aveva alle spalle una brillante carriera politica che lo aveva portato ai vertici del Pd. Alle ultime elezioni politiche i Dem lo avevano candidato a Palazzo madama come capolista, nel collegio plurinominale del Lazio 02. Era stato eletto; ieri, prima della morte si trovava proprio all’interno degli uffici di Palazzo Madama. Meno di due anni fa, il 4 settembre 2021, aveva sposato Francesca Sbardella, eletta poco dopo le nozze.
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